Buttero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il buttero è il pastore a cavallo tipico della Maremma, della Campagna Romana e dell'Agro Pontino. Con una certa approssimazione tale termine può essere considerato l'equivalente italiano dell'inglese cowboy.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome buttero deriva dal latino regionale *būtorus, dal greco βουτόρος boutóros o βούτορος boútoros "pungolatore di buoi",[1][2] da βοῦς boûs "bue" e τείρω teírō[1] "affatico" (cfr. latino terere[1]); forma alternata di βουπόρος boupóros, "che pungola i buoi" da βοῦς boûs "bue" e πείρω peírō "pungo".

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il buttero cavalca abitualmente il cavallo tipico della Maremma, un maremmano. Le selle caratteristiche sono la bardella soprattutto nel Lazio, la scafarda in Toscana e la sella col pallino.

L'abbigliamento del buttero è costituito da calzoni di fustagno, cosciali, giacca di velluto, cappello nero. Si protegge dalla pioggia con un mantello di grandi dimensioni, detto pastràno (che ricorda il poncho – o poncio – dei gauchos). In mano tiene la mazzarella, un bastone impiegato per stimolare buoi e cavalli.

Butteri della Maremma[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Buttero maremmano nel XIX secolo.

Nel giorno di Sant'Antonio abate (17 gennaio) per la benedizione degli animali, sfilano nei centri di Tarquinia, Tuscania, Marta, Valentano, Canale Monterano, Canino e Montalto di Castro. Protagonisti delle varie feste della merca a Blera, Monte Romano, Tarquinia e Tuscania: in occasione di quella che si svolge in aprile alla Roccaccia, poco distante da Tarquinia, dopo aver marchiato a fuoco all'interno del recinto i giovani vitelli nati nell'anno, i butteri si cimentano in giochi di abilità. La partecipazione solenne in varie rievocazioni della Passione di Gesù assume una particolare colorazione e vivacità nella processione del Cristo Risorto che si svolge a Tarquinia nel tardo pomeriggio della domenica di Pasqua. I butteri precedono la statua facendosi largo tra la folla in sella al cavallo sparando (a salve) la loro doppietta maremmana. Nei giorni 1º maggio e 15 agosto, le attività dei butteri vengono rievocate ad Alberese, mentre durante l'intero periodo estivo sono di scena in varie aziende agricole della Maremma grossetana e laziale. La vita del buttero d'altri tempi da un punto di vista qualitativo non era certo da invidiare: il duro lavoro negli acquitrini della Maremma iniziava prima dell'alba, con il raduno delle mandrie che veniva effettuato in sella all'inseparabile cavallo. Pasto unico prima di mezzogiorno: "si faceva pagnotta con pane e cicoria accompagnati (ma non sempre) da un pezzo di ventresca o di budellone. Raccoglievamo pomodori, cicoria, patate e ferlenghi per l'acquacotta. All'imbrunire, dopo il ritorno alla stalla, l'unico ristoro era la rapazzola, un rudimentale paltriccio, accanto alle bestie. Qualche volta si raggiungeva il paese per una capatina all'osteria, a riscaldarsi col vino di cantina, discutere di bestiame e intonare un canto a braccio."

I butteri dell'Agro Pontino[modifica | modifica wikitesto]

Con la bonifica delle Paludi Pontine, il mestiere del buttero ha iniziato un massiccio declino, rischiando quasi la sparizione. Oggi i butteri pontini organizzano ogni anno varie esibizioni a cavallo tra cui la Corsa all'Anello che si tiene nel mese di agosto a Cisterna di Latina, un centro definito "la città dei butteri" grazie alla celebre sfida lanciata da Buffalo Bill durante la tappa romana (Prati di Castello, 8 marzo 1890) della tournée europea del suo circo, il Wild West Show.

La gara fu vinta dalla squadra di butteri cisternesi, capeggiata da Augusto Imperiali, che riuscì a cavalcare un indomito cavallo americano (mustang), riscuotendo gli scroscianti applausi del numeroso pubblico presente. Per questo l'umile buttero dell'Agro Pontino è divenuto l'eroe e il simbolo dei butteri italiani.

La monta da lavoro[modifica | modifica wikitesto]

I Butteri, Giovanni Fattori (1893)

Con l'avanzare dell'epoca moderna, e quindi con la scomparsa dei latifondi e con il declino delle attività di lavoro legate alla gestione del bestiame a cavallo, si è rischiato che le tradizioni equestri dei butteri finissero per lo scomparire o al massimo diventare solo un'attrazione folkloristica (solo pochi butteri ormai lavorano nel settore a tempo pieno). Invece, grazie ad un grosso, e sempre crescente, numero di appassionati, lo stile di monta dei butteri (la monta da lavoro maremmana) ha saputo trasformarsi in una monta ideale per l'equitazione di campagna, il turismo equestre e per le competizioni sportive.

Soprattutto attraverso le competizioni sportive di monta da lavoro le antiche tradizioni equestri dei butteri stanno conoscendo una grande crescita tecnica. La disciplina sportiva della monta da lavoro praticata dai butteri attuali è stata creata dalla FITE (Federation Internationale de Tourisme Equestre), al fine di permettere a tutti i tipi di monta da lavoro (buttera italiana, vaquera spagnola e portoghese, camargue francese ect.) di confrontarsi agonisticamente nelle seguenti prove tutte da sostenere con lo stesso cavallo:

  • Addestramento, una prova assimilabile al dressage della monta sportiva.
  • Attitudine, una gara di gimcana non a tempo nella quale rileva la precisione nell’esecuzione.
  • Gimcana veloce, una gara di gimcana a tempo.
  • Sbrancamento vitelli, è una prova nella quale il binomio deve separare un capo di bestiame dalla mandria nel minor tempo possibile.

L'insieme dei punteggi raggiunti con queste prove eleggono il vincitore della competizione.

Video[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950–57.
  2. ^ Giacomo Devoto, Avviamento all'etimologia italiana, Milano, Mondadori, 1979.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]