Garibaldino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sentinella garibaldina, dipinto di Gerolamo Induno del 1860 circa.

Con garibaldino si indica ogni soldato volontario che abbia militato nelle numerose formazioni costituite e guidate da Giuseppe Garibaldi o ispirate ai suoi ideali.

Alcuni esempio sono i Cacciatori delle Alpi del 1859, i Mille che presero il nome dalla spedizione dei mille, il Corpo Volontari Italiani che combatté nella terza guerra di indipendenza italiana o l'esercito dei Vosgi.

Successivamente, con questo termine si identificarono tutti i patrioti del sud Italia che si unirono ai Mille costituendo l'esercito meridionale.

Utiliuzzo del termine[modifica | modifica wikitesto]

Divisa dell'onorevole Antonio Fratti, caduto nella battaglia di Domokos, recante traccia del suo sangue.

Nell'uso comune il termine fu usato in riferimento a tutti coloro i quali combatterono con Garibaldi nelle sue spedizioni: nel 1862 (giornata dell'Aspromonte), nel 1866 (Invasione del Trentino) nel Corpo Volontari Italiani, nel 1867 (battaglia di Mentana) o nel 1871 (battaglia di Digione). Corpi di volontari garibaldini accorsero nel 1863 in difesa dell'insurrezione polacca contro i russi e nel 1866-67 a sostegno della lotta di indipendenza di Creta contro i Turchi.

Dopo la morte di Garibaldi, nuove spedizioni furono allestite sotto la guida del figlio Ricciotti nel 1897 e nel 1912 in favore dell'indipendenza della Grecia dalla Turchia. Del 1914 è l'intervento di una spedizione garibaldina a favore della Serbia contro l'Impero austro-ungarico.

In maniera figurata, il termine talvolta può essere usato in italiano con il significato di audace e di temperamento impetuoso (e non privo di una certa dose d'improvvisazione e avventatezza) e la locuzione alla garibaldina è sinonimo di temeraria baldanza e risolutezza.

Uso successivo[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che in senso proprio, il termine "garibaldino" è usato anche per designare:

Formazioni garibaldine[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alexandre Dumas, I Garibaldini pref. Lanfranco Binni, Editori Riuniti university press, Roma, 2011
  • Riccardo Affinati, Garibaldini Italiani, 1838 - 1871, Roma, Edizioni Chillemi, 2007;
  • Emanuele Cassani, Italiani nella guerra civile americana 1861-1865, Prospettiva Editrice, Siena, 2006. ISBN 978-88-7418-410-1
  • Eva Cecchinato, Camicie rosse. I garibaldini dall'unità alla grande guerra, Roma, Laterza, 2007. ISBN 978-88-420-8275-0
  • Nicola Guerra, I Filoestensi apuani durante il processo di unità nazionale: condizioni sociali e fuoruscitismo in “Rassegna storica Toscana”, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2003;
  • Stefania Magliani, Garibaldi e la tradizione garibaldina. Bibliografia 1969-2002, Marsala, 2003;
  • Michele Ferri, Garibaldini in Ciociaria. Storia della colonna Nicotera nella campagna del 1867 per la conquista di Roma, Frosinone 1988.
  • Mino Milani e AA. VV., Due di Mille, GAM Editrice, Brescia, 2011 pp. 206. EAN 9788889044766

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]