Lanfranchi

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Stemma Lanfranchi, troncato di rosso e d'argento

Quella dei Lanfranchi è un'antica famiglia della consorteria bergolina della Repubblica di Pisa.

Indice

[modifica] Storia familiare

Nel medioevo appoggiò la Parte ghibellina, che a Pisa era suddivisa nella consorteria dei Bergolini e nella consorteria dei Raspanti. Fu tra le famiglie che l'arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini aizzò contro Ugolino della Gherardesca, facendolo catturare durante una sommossa popolare, prima di essere rinchiuso a morire di fame nella Torre della Muda con altri quattro suoi discendenti (1289). I suoi membri s'inserirono tra gli esponenti della classe dirigente di Pisa anche sotto la dominazione fiorentina. Nel XVI-XVII secolo i Lanfranchi praticarono con successo attività commerciali che ebbero un largo raggio d'affari dall'Italia alle Fiandre. Nel 1581 venne aperta ad Anversa la "Maurizio Lanfranchi-Fabio Agostini e c.", un'esperienza che vedeva due delle più importanti famiglie pisane unite nella compravendita di stoffe, tessuti e filati di pregio. Poco dopo, il 1 giugno 1590, Orazio e Muzio Lanfranchi insieme a Fabio Agostini (che aveva sposato Maria Lanfranchi) tentarono insieme nuovi investimenti nel settore. Al 9 settembre 1754 risale l'ascrizione al patriziato di Pisa.

Questa famiglia è citata con quella dei Sismondi e dei Gualandi da Dante Alighieri a proposito della caccia sognata dal Conte e raccontata durante il suo episodio nell'Inferno (XXXIII, 32).

I Lanfranchi si suddivisero in numerose consorterie caratterizzate dal medesimo blasone che ha la parte superiore in rosso e la parte inferiore caratterizzata da un elemento distintivo: un dragone per i Lanfranchi dei Chioccoli, un cervo per i Lanfranchi dei Brocci, una cervia per i Lanfranchi dei Rossi, un leone per i Lanfranchi del Barbiere, ecc. e sono ricordati come una delle sette famiglie (fare) dei longobardi pisani. Si ricordano inoltre i rami dei Pellai, Gualterotti, Maleppi, Zeni, Mangianti, Sossi, Maccaroni. Un ramo del casato si trasferì, alla fine del XV secolo, a Napoli, uno nel Bresciano e un altro in Spagna.

Tra i personaggi più illustri si ricordano: Albizzone di Raimondo, che nel 1115 si segnalò nell'impresa delle Baleari; Uberto, arcivescovo di Pisa dal 1133 al 1137; Ubaldo, arcivescovo di Pisa dal 1176 al 1207; Betto Melapo, che tentò di diventare signore di Pisa con l'aiuto di Castruccio Castracani, ma fu decapitato; Lanfranco, arcivescovo di Turrita nel 1371; Girolamo, vescovo della Cava; Agostino, vescovo di Fossombrone nel 1449; il canonico Alessandro, che nel 1539 acquistò il complesso edilizio di Lungarno, noto come Palazzo Lanfranchi.

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