Jan Potocki

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Jan Nepomucen Potocki

Jan Nepomucen Potocki (Pików, 8 marzo 1761Uładówka, 2 dicembre 1815) è stato uno scrittore polacco.

Di ascendenza nobile (suo nipote fu conte Wenceslas Severyn Rzewuski, rinomato orientalista e bisnonno materno di Leone Caetani), durante la vita viaggiò moltissimo, in Francia, Spagna, Italia, e Russia, imparando a conoscere gli usi ed i costumi dell'Europa e dell'Asia.

Le sue conoscenze gli servirono per scrivere la sua opera più importante, il Manoscritto trovato a Saragozza, un romanzo dotato di una complessa struttura narrativa, costituita da storie concatenate una dentro l'altra, in una maniera che può vagamente ricordare Le mille e una notte.

Potocki scrisse anche atti unici per il teatro, alcuni racconti e degli apologhi.

Nel 1815, in preda alla depressione, staccò una fragola d'argento che adornava una sua teiera e, limandola giorno dopo giorno, ne fece una sfera. Quando raggiunse le dimensioni adatte, fece benedire la sfera (secondo la leggenda[1]), dopodiché la utilizzò come pallottola per porre fine ai suoi giorni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [cfr. Introduzione di René Radrizzani al Manoscritto trovato a Saragozza, Guanda, 1990, pag. 14: «secondo la leggenda, avrebbe fatto benedire la pallottola con cui si sarebbe suicidato.»]

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

Lo scrittore viene citato nel racconto Tocco d'artista di Andrea Camilleri, all'interno della raccolta Un mese con Montalbano del 1998; dal racconto è stato tratto anche un episodio della serie Il Commissario Montalbano, dove a sua volta si cita il personaggio.

Nel romanzo di Alessandro Barbero Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo il protagonista incontra lo scrittore durante il suo soggiorno a Pulawi, dove era ospite dei conti Czartoryski.

Viene anche citato nel romanzo Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani.

Citato da Paolo Mauresing in "Il guardiano dei sogni", ed. Mondadori. È l'avo del coprotagonista.

Daniel Pennac cita Potocki e il "Manoscritto trovato a Saragozza" in "Il paradiso degli orchi".

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