Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
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Categorie: Politica, Diritto e Stato |
In Italia il Presidente del Consiglio dei Ministri (correntemente denominato anche Premier) è uno degli organi monocratici che compongono il Governo. Secondo la Costituzione "dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attività dei ministri" (art. 95).
Il Presidente del Consiglio dei Ministri è un organo a rilevanza costituzionale, in quanto previsto dalla Costituzione negli articoli 92, 93, 94, 95 e 96, ed un organo costituzionale, in quando concorre alla definizione dell'indirizzo politico dello stato in posizione di indipendenza. È comunemente percepito come la più importante carica della Repubblica Italiana, dal punto di vista del potere effettivamente detenuto, anche se, dal punto di vista protocollare, è considerato la quarta o quinta[1].
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[modifica] Nomina
Il presidente del Consiglio dei Ministri è nominato dal Presidente della Repubblica.
[modifica] Funzioni
Oltre a quelle attribuitegli in quanto membro del governo (vedi la relativa sezione in governo italiano), il presidente del Consiglio indica al presidente della Repubblica la lista dei ministri per la nomina e controfirma tutti gli atti aventi valore di legge dopo che sono stati firmati dal presidente della Repubblica. Dirige e promuove l'attività dei ministri, dirige la politica generale del governo e ne è responsabile (articolo 95 della Costituzione).
[modifica] Evoluzione
La Costituzione, all'articolo 95, stabilisce che il presidente del Consiglio dei Ministri promuove e coordina l'attività dei ministri: questo potere di coordinamento dei ministri è stato di intensità molto variabile nella storia dello Stato italiano, in quanto fortemente condizionato dal peso dei singoli ministri e quindi dei partiti dei quali essi erano l'espressione.
Spesso l'attività dei presidenti del Consiglio è stata più quella di mediazione fra i partiti della maggioranza, che quella di direzione dell'attività del Governo. Il suo potere di indirizzo, inoltre, è limitato in quanto non ha - almeno formalmente - il potere di revocare i ministri con i quali si trova in disaccordo; la prassi del "rimpasto" o quella più rara del voto di sfiducia individuale da parte del Parlamento possono essere considerate dei surrogati alla mancanza formale di questo potere.
L'affermarsi di un nuovo modo di fare politica, secondo alcuni sempre più legato alle capacità mediatiche dei politici, l'indicazione del futuro presidente del consiglio da parte delle coalizioni prima delle elezioni, il bipolarismo, hanno fatto sì che il presidente del consiglio abbia, nei fatti, acquisito una maggiore capacità decisionale e direttiva, con maggiore peso all'interno delle dinamiche del governo, la qual cosa rappresenta una novità significativa per il sistema politico italiano.
[modifica] Note
- ^ Non è mai stata definita ufficialmente una gerarchia: la quarta posizione è disputata con il Presidente della Corte costituzionale mentre è pacifico ritenere il presidente della Repubblica la prima carica - in quanto capo dello Stato -, il presidente del Senato la seconda - in quanto vicario del Presidente della Repubblica - ed il presidente della Camera dei Deputati la terza - in quanto presidente del Parlamento riunito in seduta comune dei membri delle due Camere)
[modifica] Voci correlate
- Italia
- Elenco dei presidenti del Consiglio dei Ministri
- Elenco dei presidenti del Consiglio del Regno d'Italia
- Presidenti del Consiglio del Regno di Sardegna
- Governo italiano
- Consiglio dei Ministri
- Ministero della Repubblica Italiana
- Elenco dei governi italiani
- Elenco dei governi italiani in ordine di durata
- Premierato
- Rimpasto
- Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica
- Presidenti della Repubblica Italiana
- Presidenti della Camera dei deputati italiana
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