Gaetano Arfé

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sen. Gaetano Arfé
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Somma Vesuviana
Data nascita 12 novembre 1925
Luogo morte Napoli
Data morte 13 settembre 2007
Titolo di studio laurea in lettere e filosofia
Professione docente universitario
Legislatura V, VI
on. Gaetano Arfé
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Legislatura VII
Collegio Parma
Incarichi parlamentari
  • Componente della I Commissione (Affari Costituzionali) dal 5 luglio 1976 al 18 ottobre 1976
  • Componente della VIII Commissione (Istruzione e belle arti) dal 18 ottobre 1976 al 19 giugno 1979
  • Componente della rappresentanza italiana all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa dal 6 ottobre 1976 al 19 giugno 1979
Pagina istituzionale

Gaetano Arfé (Somma Vesuviana, 12 novembre 1925Napoli, 13 settembre 2007) è stato un politico, giornalista e storico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1942, subito dopo la licenza liceale, entra a far parte di "Italia Libera", un gruppo clandestino di ispirazione azionista e viene presentato a Benedetto Croce da Ettore Ceccoli, editore e libraio ex comunista e amico del padre. All'università conosce Giorgio Napolitano e prende a frequentare giovani antifascisti. La polizia però lo tiene d'occhio e i genitori lo mandano da uno zio a Sondrio. Giunto nella città lombarda ai primi del 1943, collabora con alcuni azionisti che aiutano prigionieri di guerra, perseguitati politici ed ebrei a varcare il confine svizzero. Arrestato e tornato libero dopo alcune settimane, svolge attività di collegamento tra il CLN di Sondrio e Milano e i partigiani della Valtellina ai quali si unisce nel 1944 militando in una formazione di Giustizia e Libertà fino alla liberazione.

Dopo la guerra, nel 1945 si iscrive al partito socialista, nel quale rimarrà fino al 1985, e ricomincia a studiare. Laureatosi in lettere e filosofia a Napoli nel 1948, si specializza in storia presso l'Istituto Italiano per gli Studi Storici presieduto da Benedetto Croce. Negli anni cinquanta, mentre è funzionario presso l'Archivio di Stato di Napoli, partecipa ad una manifestazione per la pace organizzata dalla "Gioventù meridionale" con l'appoggio del PCI, e per questo viene trasferito d'autorità a Firenze, dove entra in contatto con la rivista Il Ponte e con personalità dell'antifascismo quali Romano Bilenchi, direttore del "Nuovo Corriere", Delio Cantimori, Cesare Luporini, Piero Calamandrei e Tristano Codignola. Collabora inoltre con Gaetano Salvemini alla raccolta degli scritti sulla questione meridionale.

Dal 1965 è libero docente di Storia contemporanea nelle Università di Bari e Salerno. Nel 1973 diviene titolare della cattedra di "Storia dei partiti e movimenti politici" presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Firenze.

Dal 1959 al 1971 è condirettore della rivista socialista Mondo Operaio, e dal 1966 diviene direttore del quotidiano socialista Avanti!, alla cui guida resterà per dieci anni. Proprio a causa delle inchieste sulle "trame nere" pubblicate sul giornale da lui diretto, Arfé è vittima di un attentato terroristico che il 2 aprile del 1975 devasta la sua abitazione con un ordigno esplosivo, provocando il ferimento di tre persone.

Nel PSI fa parte del Comitato centrale e della Direzione del partito dal 1957 al 1982; nel 1972 è eletto senatore nel collegio di Parma, e ricopre il ruolo di vicepresidente della "Commissione istruzione" e poi della "Commissione esteri", nonché relatore della legge sui "Provvedimenti urgenti per l'Università".

Nel 1976 è eletto deputato nel collegio di Parma-Modena-Reggio-Piacenza; entra nella "Commissione affari costituzionali" e rappresentò il gruppo socialista nelle trattative sul Concordato.

Nel 1979 viene eletto deputato al Parlamento europeo per il collegio Nord-est per le liste del PSI: è relatore sul tema della politica televisiva europea e promuove la "Carta dei diritti delle minoranze etniche e linguistiche". È stato membro della Commissione per la gioventù, la cultura, l'educazione, l'informazione e lo sport e della Delegazione al comitato misto Parlamento europeo/Assemblea della Repubblica del Portogallo. Ha aderito al gruppo parlamentare del Partito del Socialismo Europeo.

La Risoluzione del Parlamento europeo dedicata alla tutela delle minoranze etniche e linguistiche, approvata il 16 ottobre 1981, è anche nota come "Risoluzione Arfé".

Nel 1986, in totale disaccordo col segretario Bettino Craxi, lascia il partito socialista, e dà alle stampe lo scritto La questione socialista, con cui motiva la fuoruscita dal PSI. Nel 1987, è eletto senatore nel collegio di Rimini come indipendente nelle liste del PCI.

Muore a Napoli il 13 settembre 2007 in seguito ad una crisi respiratoria.

Fra i suoi scritti più importanti:

  • Storia dell'Avanti!, edizioni Avanti!, Milano, 1956-1958, ristampato a cura di Franca Assante, Giannini, Napoli, 2002;
  • Storia del socialismo italiano 1892-1926, Einaudi, Torino, 1965;
  • Storia delle idee politiche economiche e sociali, (cura del 5º volume, sull'età della rivoluzione industriale), UTET, Torino, 1972;
  • La questione socialista: per una possibile reinvenzione della sinistra Einaudi, Torino, 1986;
  • I socialisti del mio secolo, a cura di Donatella Cherubini, Lacaita, Manduria, Bari, Roma, 2002;
  • Scritti di storia e politica, a cura di Giuseppe Aragno, La Città del Sole, Napoli, 2005.

Numerosi i suoi scritti ed interventi su personaggi e tematiche di storia dei movimenti politici, con attenzione anche alle vicende di Giustizia e Libertà, dell'anarchismo, su momenti e personaggi minori della storia del movimento operaio. Negli ultimi anni della sua vita ha collaborato con la rivista online "Fuoriregistro".

È inoltre apparso nel film Don Milani del 1976 diretto da Ivan Angeli, recitando la parte di sé stesso.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Ciro Raia, Gaetano Arfé. Un socialista del mio Paese, Piero Lacaita editore, Manduria-Bari, 2003

Enzo Collotti, Donatella Cherubini, Andrea Ricciardi, Andrea Becherucci, Marcello Rossi, Il Ponte di Gaetano Arfè 1954-2007, Il Ponte editore, Firenze, 2009.

Andrea Becherucci, “Giustizia e libertà restano gli imperativi etici” Per una bibliografia degli scritti di Gaetano Arfè, Con una nota di Giorgio Napolitano; Premessa di Mario Artali; Prefazione di Ariane Landuyt, Biblion Edizioni, Milano, 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 64021686 LCCN: n79049618

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