Marco Barbone
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Marco Barbone (...) è un politico e giornalista italiano, ex-leader dell'Organizzazione terroristica di estrema sinistra Brigata XXVIII marzo.
Il gruppo era formato da persone provenienti da varie esperienze nella lotta armata, in formazioni come le Brigate Comuniste, le Unità Comuniste Combattenti e le Formazioni Comuniste Combattenti.
Il crimine più grave commesso dal gruppo fu l'uccisione del giornalista Walter Tobagi, assassinato a Milano il 28 maggio 1980 a seguito di un attentato pianificato come esecuzione.
Nell'ottobre del 1980 Barbone fu arrestato e la sua collaborazione con le forze dell'ordine portò all'arresto dei membri del gruppo. Il processo ebbe luogo a Milano dal 1° marzo al 28 novembre 1983, per una serie di reati: oltre all'omicidio Tobagi vede il gruppo imputato di partecipazione a corteo non autorizzato, banda armata, esproprio proletario, apologia di reato. Il procedimento vide una sostanziale chiusura alle richieste di approfondimento delle parti civili, sia sulle precise circostanze degli avvenimenti che sui motivi del pentimento di Barbone.
Grazie all'applicazione della legge sui pentiti[senza fonte], che prevedeva forti sconti di pena per chi collaborasse alle indagini, su richiesta del pm Armando Spataro Barbone fu condannato a 8 anni e 6 mesi, ma contemporaneamente scarcerato. Al di là della verità processuale, non fu mai definitivamente chiarito il ruolo avuto nell'omicidio dalla fidanzata di Barbone, Caterina Rosenzweig, ex allieva universitaria di Walter Tobagi e che fu processata ma assolta per insufficienza di prove, a differenza di altri componenti dell'organizzazione che ebbero ruoli marginali ma condanne attorno ai trent'anni di carcere. Ciò generò notevole risentimento nell'area della contestazione, presente al processo, perché fu interpretato come una contropartita eccessiva rispetto ad un pentimento interpretato come "di comodo".
Attualmente Marco Barbone collabora con il quotidiano Il Giornale.

