Cellamare

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Cellamare
comune
Cellamare – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Michele De Santis (lista civica Uniti per Cellamare) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 41°01′13″N 16°55′45″E / 41.020278°N 16.929167°E41.020278; 16.929167 (Cellamare)Coordinate: 41°01′13″N 16°55′45″E / 41.020278°N 16.929167°E41.020278; 16.929167 (Cellamare)
Altitudine 110 m s.l.m.
Superficie 5,83 km²
Abitanti 5 812[1] (31-12-2010)
Densità 996,91 ab./km²
Frazioni Cocevole
Comuni confinanti Capurso, Casamassima, Noicattaro
Altre informazioni
Cod. postale 70010
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072018
Cod. catastale C436
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti cellamaresi
Patrono Sant'Amatore
Giorno festivo 30 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cellamare
Posizione del comune di Cellamare all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Cellamare all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale

Cellamare è un comune italiano di 5.812 abitanti, fra i più piccoli, graziosi e silenti della provincia di Bari, in Puglia. Vi si conserva il vecchio castello baronale di origine medievale (XIII sec.) ma ricostruito e riadattato da fortezza militare a residenza signorile nel XVI sec. Nelle campagne, sulla via per Rutigliano, si conserva un menhir di imprecisata datazione.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il centro abitato è 12 km a sud-est della città di Bari. Il territorio comunale è posto a margini meridionali della conca di Bari e confina con quelli di Capurso, Casamassima e Noicattaro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Cellamare non vi sono tracce di insediamenti risalenti all'età della pietra. Solo verso il XV secolo a.C., nell'età del bronzo, la vita si affaccia nella zona detta Cocevole, ad un paio di chilometri dal paese, sulla via vecchia per Casamassima. È qui che si sviluppò il primo insediamento nell'area dell'odierna Cellamare.

Dai numerosi reperti ritrovati nella zona è facile dedurre che si trattò di un insediamento di eccezionale importanza e che occupò una grande area di territorio. La posizione favorevole derivava dal fatto che l'avvallamento che oggi si osserva era un importante via canale (solco torrentizio) che partiva da Monte Sannace, presso Gioia del Colle, proseguendo in direzione della vicina Cellamare e di Azetium, che si trovava tra Noicattaro e Rutigliano, e passando dinanzi alla chiesetta rurale dell'Annunziata, nel territorio di Rutigliano, sfociava nell'Adriatico dove oggi è la baia di San Giorgio a sud di Bari.

Cocevole

La parola Cocevole significa orto, campo in cui crescono bene gli ortaggi. Come mai è stata data questa denominazione a questo angolo dell'agro di Cellamare? Se c'erano gli orti allora c'era acqua? E quale acqua: quella sorgiva o quella piovana? Se si esamina attentamente la struttura del suolo, ci si rende conto che esiste un avvallamento, una leggera lama: è il letto di un corso d'acqua che non c'è più. Quando la pioggia cade per diversi giorni l'acqua forma un grande pantano, essendo la zona più bassa di quelle circostanti. Se c'è un'alluvione l'acqua passa proprio di lì. Non va dimenticato che le popolazioni primitive costruivano i loro villaggi proprio lungo i corsi d'acqua che permettevano di spostarsi, con una certa facilità, da una zona ad un'altra. Inoltre, la zona Cocevole è più alta delle altre, e perciò permetteva agli abitanti di controllare le vie di comunicazione e di difendere le abitazioni che erano più in basso.

Le attività praticate erano la pastorizia e l'agricoltura. La maggior parte dei reperti, riportati in superficie durante i lavori di trasformazione delle colture, è andata persa. Non sono pochi i contadini, i più anziani, che possono testimoniare che gli aratri meccanici hanno fatto riaffiorare decine di lastroni calcarei, cocci, anse ed oggetti di pietra. Nella stessa zona si trovano, come dicono i contadini, i "paretoni". Si tratta delle "muragge", ossia muri formati di pietre, poste le une sulle altre con bravura e perizia, senza malta, a secco.

Diversi storici ritengono si tratti di monumenti sepolcrali, i "dolmen". Esistono tre principali tipi di dolmen: il primo è costituito da una galleria con lastroni di pietra laterali, sormontati da altri lastroni, poi coperti da un cumulo di pietrame a forma ellittica; il secondo consiste in un sarcofago in pietra, ricoperto come il precedente da pietrame a forma ellittica; il terzo, più modesto, consta di un piccolo sarcofago monolitico coperto da un minuscolo cumulo di pietre. Quest'ultimo tipo è quello presente nel territorio di Cellamare, in agro Cocevole.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Cellamare si fanno risalire al secolo XI; l'unico documento attendibile in tal senso può essere considerato uno statuto delle città e delle terre appartenenti all'Arcidiocesi di Bari, compilato nel 1171 dall'arcivescovo Rainaldo nel quale per la prima volta si cita una località di nome Cellamare o Cellamarii.

Alcuni storici sono invece concordi nel segnalare l'esistenza di questo sito o villaggio di pastori e contadini in concomitanza con le escursioni saracene. Si racconta infatti che nel 988 i Saraceni attuarono una delle più feroci incursioni nel territorio intorno a Bari, depredando le popolazioni ed incendiando le loro abitazioni. Dopo aver distrutto Ceglie e Valenzano si trasferirono nel territorio di Capurso, ma qui furono respinti ed uccisi dai capursesi e cellamaresi. La zona ancora oggi viene chiamata Massaracina per ricordare il massacro dei saraceni.

In quanto al toponimo "Cellamare" gli storici rimandano all'episodio riguardante l'arcivescovo di Bari Giovanni V, che a seguito della distruzione di Bari perpetrata dal sovrano normanno Guglielmo il Malo si rifugiò col suo seguito nel territorio che da allora mutò il nome da Cella Amoris in Cella Amaris per sottolineare il dolore degli esuli.

Si ignora come e quando Cellamare si tramutò in feudo. Il primo signore di cui si hanno notizie è Roberto Venato. Gli successe il fratello Galeotto Venato, morto nel 1294. Con la sua scomparsa il feudo di Cellamare passò al Regio Fisco, cioè allo Stato per mancanza di eredi. Trasformatosi nuovamente in feudo nel 1407, Cellamare fu appannaggio di diverse famiglie (Sandionigi, Di Sangro, Marra, Giudice Caracciolo), fino a quando con l'avvento di Murat passò al regno di Napoli.

Statua di Sant'Amatore

Il Santo patrono: sant'Amatore[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Tucci, identificabile oggi con Martos in Andalusia. Apprese dai genitori ad amare Dio e il prossimo, specie i sofferenti. Perduta la madre, il padre prese Amatore e gli altri figli e si trasferì a Cordova per mandarli comodamente a scuola. Il suo maestro fu il dotto e santo vescovo Eulogio, anch'egli futuro martire.

Infuriando la persecuzione musulmana, si unì ad un monaco di nome Pietro, a Ludovico (fratello di Paolo, diacono e martire), entrambi cordovesi, e si lanciò con loro alla conquista delle anime. Furono catturati e trucidati, e i loro corpi furono gettati nel fiume Guadalquivir il 30 aprile 855. Dopo alcuni giorni i tre cadaveri, trovati sulla spiaggia di Beta, furono raccolti da mani pietose.

Il papa Clemente X dava la reliquia insigne di sant'Amatore al Duca di Giovinazzo, Domenico De Iudice, mossosi a Roma in missione di ubbidienza con Pietro di Aragona, luogotenente del Re di Napoli. Il Duca di Giovinazzo la donava a Cellamare verso l'anno 1670.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa della SS. Annunziata[modifica | modifica sorgente]

L'attuale chiesa della SS. Annunziata è costruita sulle fondamenta di un'altra antica chiesa, edificata dall'arcivescovo Rainaldo (1171-1188). La nuova chiesa fu costruita nel 1854 sotto l'arcivescovo di Bari Michele Basilio Clary, come si rileva dall'epigrafe posta sotto l'architrave della porta maggiore.

La pianta è ad una navata con tre cappelle per lato. All'interno è possibile ammirare un pregevole dipinto su tavola raffigurante lo "sposalizio di Santa Caterina". Il dipinto è attribuito alla scuola fiorentina del XII secolo.

Sullo stesso piano della facciata si eleva la torre campanaria, costituita da grossi conci in pietra e divisa in due ordini. Quello inferiore ha una luce quadrilobata in cornice circolare; l'ordine superiore, che si sopraeleva dall'altezza della chiesa, è la cella campanaria con lesene angolari e bifore.

Torre dell'Orologio[modifica | modifica sorgente]

La Torre Civica, comunemente chiamata Torre dell'Orologio, si erge in largo Don Bosco di fronte alla chiesa matrice. Realizzata nel 1923, è composta da un basamento trapezoidale. Una piccola scaletta interna conduce al piano del loggiato dotato di quattro bifore, una su ogni lato, costituite da tre colonnine in pietra locale. Il secondo piano è decorato da una scultura a bassorilievo che raffigura lo stemma comunale.

Il menhir di Cellamare[modifica | modifica sorgente]

In territorio di Cellamare, e precisamente al confine con il territorio di Noicattaro, strada della Cappella, sulla via per Rutigliano, è ubicato un menhir. Quel blocco di pietra, su cui è incisa la parola "NOJA", ha un grande valore archeologico ed ha millenni di vita.

Come i dolmen, anche i menhir, per molto tempo, hanno stuzzicato la fantasia popolare. Il significato di questi monoliti è tuttora oggetto di studi. Diversi sostengono che la loro funzione fosse quella di segnalare il confine tra territori. Non manca chi sostiene che fossero punti di riferimento per la viabilità dell'epoca.

Il termine proviene dal bretone e letteralmente significa "pietra lunga" ("men"=pietra, "hir"=lunga). Il menhir di Cellamare è un segno dimostrativo (forse unico) del sistema antico divisionale dei territori amministrativi.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Cellamare dispone di due scuole materne, due scuole elementari e una scuola media.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

L'ultima domenica di aprile per l'intera mattinata è presente il cosiddetto mercato generale. Nel pomeriggio c'è il consueto corteo storico per rievocare la consegna delle reliquie di sant'Amatore alla chiesa matrice di Santa Maria Annunziata.

La domenica successiva, che è la prima del mese di maggio, c'è la celebrazione eucaristica officiata nella chiesa di Santa Maria Annunziata in piazza don Bosco, con relativa processione. In serata fuochi artificiali e concerto di musica classica in piazza Aldo Moro.

Altri appuntamenti
  • Pasqua: riti e processioni della Settimana Santa
  • Natale: presepe artistico in piazza don Bosco; presepe vivente nel borgo antico del paese
  • San Raffaele Arcangelo: festa di minor importanza, si svolge la prima domenica di ottobre.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Bari.

Il principale asse viario che serve Cellamare è la Strada statale 100 di Gioia del Colle che corre a ovest del centro urbano.

La stazione ferroviaria più vicina è a 4 km, nel comune di Capurso, sulla linea ferroviaria delle Ferrovie del Sud-Est. Di qui, per raggiungere il paese, è possibile utilizzare gli autobus della stessa azienda.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Nella cittadina spagnola di Martos, nella provincia di Jaén, si è commemorato nel 2005 l'Anno Amadorista, indetto in occasione del 1150º anniversario della morte del giovane presbitero Amador. San Amador è peraltro venerato non solo a Martos (corrispondente all'antica Tucci di epoca romana), ma in tutta l'Andalusia. Infatti anche nella cattedrale di Cordova si trova un prezioso ed antico dipinto raffigurante il martirio di sant'Amatore.

Antonio Filipponio, residente a Capurso ma da anni appassionato della vita del Santo Martire spagnolo, ha intrapreso un proficuo rapporto epistolare, anche via e-mail, con Miguel Angel Cruz, presidente del comitato coordinatore dell'anno Amadorista e con José Caballero Puyana, parroco di Martos. «Nei pressi della porta della città detta Porta del Sol, dice Filipponio, ritroviamo una lapide che ci addita quella che la tradizione ha indicato come la casa di sant'Amatore. Vi si trova anche un elegante tempio dalle classiche forme architettoniche spagnole, dedicato a sant'Amatore e a sant'Anna. Una chiesa che quasi ricorda vagamente la facciata della Matrice di Cellamare, e sull'altare maggiore tre immagini sacre: sant'Anna, l'Immacolata e il patrono del paese sant'Amatore Martire».

Cellamare è l'unica località italiana in cui viene venerato quale Santo Protettore sant'Amatore. In questo momento Cellamare è gemellata con Martos.

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Cellamare sono praticati calcio, pallavolo e basket.

Le due squadre di calcio della città sono: l'A.S.D. Cellamare 2005 che milita nel girone A pugliese di Promozione e A.S.D. New Team Cellamare, fondata nel 2008, che ha disputato il campionato regionale di Seconda Categoria nel girone B, nonché il campionato regionale Juniores.

L'A.S.D. New Team Cellamare cura anche il Settore Giovanile.

L'A.S.D. Cellamare 2005 è nata nel 2005.

In passato, tra il 1994 e il 2012, esisteva una società di solo settore giovanile, la Cultur Sport Team "Coeli Amor" e, attualmente ne esiste un'altra la Football Cellamare.

Il basket invece ha solo un'associazione che si chiama C.A.P.P. Peter Pan. Anche la pallavolo ha preso il nome di Peter Pan; tuttavia la squadra principale di pallavolo è la Polisportiva Libertas asd 1979, che milita in 1 e 2 divisione maschile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Tra Cellamare e Martos patto di gemellaggio. URL consultato il 22 agosto 2011.

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