Nicola Pende
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Nicola Pende (Noicattaro, 1880 – 1970) è stato un medico endocrinologo italiano.
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[modifica] Biografia
Professore universitario a Bari, Genova e Roma, nel 1925 fu il primo rettore dell'Università di Bari (all'epoca denominata Università Adriatica Benito Mussolini).
Approfondendo gli studi del suo maestro Achille De Giovanni, sostenne l'importanza delle ghiandole a secrezione interna nella determinazione delle costituzioni umane ponendo le basi della moderna endocrinologia.
Aderì al fascismo e risulta essere fra i firmatari del Manifesto degli scienziati razzisti nel quale si sosteneva tra l'altro che "... un controllo "ortogenetico" degli italiani avrebbe prodotto individui sani, socialmente utili e tali da migliorare la razza...".
Anche se Pende, dopo il 1945, sostenne di aver smentito la condivisione delle tesi razziste del Manifesto due mesi e mezzo dopo la sua pubblicazione in un articolo del 5 ottobre 1938 sulla rivista "Vita Universitaria", in tale rivista non vi è traccia della smentita[1].
Poiché non esiste alcun documento firmato autenticamente, vi è chi nutre dubbi sulla sua posizione riguardo alle legge razziali, nonostante le sue posizioni scientifiche contemplassero un'espressione sensibilmente diversa di razzismo, rispetto a quella suggerita dal manifesto.
L'associazione e rivista Ebraica "ISRAEL" alla fine del conflitto, condannò in modo moralmente definitivo, l'opera antisemita e razziale del Prof.Pende rispondendo punto su punto al Suo tentativo tardivo, sterile ed inopportuno di difesa.
Nonostante tutto, conservò nel dopoguerra la cattedra dell'Istituto di Patologia Medica dell'Università di Roma fino al raggiungimento dei limiti di età nel 1955.
[modifica] Note
- ^ Cuomo, F. (2005) I Dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il manifesto della razza, Milano, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 9788884908254, seconda edizione Nuova Iniziativa Editoriale spa 2008, pp. 95-96 e 250-261
[modifica] Bibliografia
- Israel G., Nastasi P., Scienza e razza nell'Italia fascista, Il Mulino, Bologna, 1999.
[modifica] Collegamenti esterni
Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.

