Nicola Pende
Nicola Pende (Noicattaro, 21 aprile 1880 – Roma, 8 giugno 1970) è stato un medico endocrinologo italiano.
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[modifica] Biografia
Professore universitario a Bari, Genova e Roma, nel 1925 fu il primo rettore dell'Università di Bari (all'epoca denominata Università Adriatica Benito Mussolini).
Approfondendo gli studi del suo maestro Achille De Giovanni, sostenne l'importanza delle ghiandole a secrezione interna nella determinazione delle costituzioni umane ponendo le basi della moderna endocrinologia.
Aderì al fascismo e risulta essere fra i firmatari del Manifesto degli scienziati razzisti nel quale si sosteneva tra l'altro che "... un controllo "ortogenetico" degli italiani avrebbe prodotto individui sani, socialmente utili e tali da migliorare la razza...", per quanto sia da sottolineare che non esista nessun documento "firmato".
Anche se Pende, dopo il 1945, sostenne di aver smentito la condivisione delle tesi razziste del Manifesto due mesi e mezzo dopo la sua pubblicazione in un articolo del 5 ottobre 1938 sulla rivista "Vita Universitaria", in tale rivista non vi è traccia della smentita[1].
Poiché non esiste alcun documento firmato autenticamente, vi è chi nutre dubbi sulla sua posizione riguardo alle leggi razziali, anche perché le sue posizioni scientifiche contemplavano un'espressione sensibilmente diversa di razzismo, rispetto a quella suggerita dal manifesto. Recentemente Rai Storia ha documentato una forte polemica fra Pende e La difesa della razza, la rivista ufficiale del Fascismo, con la quale Pende mai collaborò.
L'associazione e rivista Ebraica "ISRAEL" alla fine del conflitto, condannò in modo moralmente definitivo l'opera antisemita e razziale di Pende rispondendo al suo tentativo di difesa.
Nel Dopoguerra inizialmente venne esonerato dall'insegnamento, ma la presa di posizione in suo favore di alcune autorità ebraiche d'Italia, una sottoscrizione di ebrei romani che si dichiararono da lui aiutati durante la guerra e - infine - una pronuncia (8 luglio 1948) della Corte di Cassazione, fecero sì che potesse mantenere la cattedra dell'Istituto di Patologia Medica dell'Università di Roma fino al raggiungimento dei limiti di età nel 1955. Anche il figlio Vito Pende è endocrinologo.
[modifica] Note
- ^ Cuomo, F. (2005) I Dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il manifesto della razza, Milano, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 9788884908254, seconda edizione Nuova Iniziativa Editoriale spa 2008, pp. 95-96 e 250-261
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Israel G., Nastasi P., Scienza e razza nell'Italia fascista, Il Mulino, Bologna, 1999.
[modifica] Collegamenti esterni
Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.
