Flagellazione

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La flagellazione è un atto di fustigazione (dal latino flagellum, frusta) del corpo umano. In modo specifico, vengono utilizzati bastoni, verghe e il gatto a nove code. Tipicamente la fustigazione è eseguita su soggetti restii, come strumento di tortura o come pena corporale; tuttavia, la flagellazione è anche utilizzata in modo consenziente, o compiuta su se stessi (autoflagellazione), durante pratiche religiose o sadomasochiste.

Indice

[modifica] Uso disciplinare e tortura

Flagellazione è approssimativamente un sinonimo derivato dal flagellum della marina britannica, dove la fustigazione era una comune misura disciplinare che venne poi associata al virile disprezzo per il dolore dei marinai.

Questa pratica, comune sulle navi britanniche, era probabilmente originaria del Medio Oriente, ma velocemente si diffuse in tutto il mondo antico. A Sparta, per esempio, i giovani la consideravano come un test della propria mascolinità. Gli Ebrei invece limitavano la fustigazione a quaranta colpi (Deuteronomio 25, 3): per evitare di commettere qualche errore di calcolo e quindi colpire più di quaranta volte la vittima, andando contro la legge, si fermavano a quaranta meno uno. Inoltre la flagellazione era controllata da un medico, che aveva il potere di fermare la tortura evitando così la morte della vittima.

Durante l'Impero Romano, la fustigazione era normalmente eseguita prima della crocifissione: erano utilizzate comunemente fruste con piccoli pezzi di metallo oppure con delle ossa alle estremità. Questo stratagemma portava facilmente ad una deturpazione e seri traumi, come la lacerazione della pelle o la perdita di un occhio. Perdendo molto sangue, a causa delle ferite riportate, la vittima subiva un forte shock ipovolemico. I Romani riservavano questa tortura ai non cittadini, come stabilito nella lex Porcia e nella lex Sempronia, datate tra il 195 a.C. e il 123 a.C. Il poeta Orazio riporta l'horribile flagellum nelle sue Satire, descrivendo la fine di queste pratiche.

Tipicamente, colui che doveva essere punito veniva legato ad una piccola colonna o ad un piccolo palo, cosi che potesse piegarvici sopra. Due lictores (o a volte quattro o sei) alternavano i colpi. Non c'era un limite alle sferzate inflitte: era il lictor a decidere, anche se normalmente non erano intenzionati ad uccidere la vittima. Ciò nonostante, Tito Livio, Svetonio e Giuseppe Flavio riportano casi di decessi sul posto, durante la flagellazione. Da molti autori, questa era riportata come una "semi-morte", anche perché dopo breve tempo, morivano. Cicerone riporta: "Sic ille adfectus illim tum pro mortuo sublatus perbrevi postea est mortuus." (Torturato in tal modo fu portato via da là come morto e pochissimo tempo dopo morì.)[1] Spesso la vittima veniva capovolta per permettere la flagellazione anche sul petto, anche se si procedeva con cautela perché la possibilità di infliggere un colpo mortale era molto elevata.

Mentre la flagellazione e molte altre forme di pene corporali sono ora punite in molti paesi Occidentali, questa pratica è ancora una forma comune di pena in molti paesi del mondo. In particolare nei paesi islamici. A Singapore o in Malesia, seppur con la supervisione di un medico, molti crimini sono puniti in questa maniera: vengono utilizzate delle canne di bambù. [1]

[modifica] Schiavitù

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Schiavismo.
Cicatrici da flagellazione

Sia nei più recenti tempi moderni, che indietro nell'antichità, molte società hanno implementato nel loro sistema sociale la schiavitù, creando una vera e propria classe di schiavi. Questi schiavi erano l'ultimo gradino della piramide sociale e appartenevano, in molti casi, legalmente ai loro padroni che avevano il diritto di punirli a piacimento. La fustigazione, lungo tutta la storia, era uso comune nel punire gli schiavi.

Benché la grandissima crudeltà verso gli schiavi fosse generalmente accettata dalla tradizione romana, alcuni schiavi domestici erano trattati 'paternalmente', alla stregua di un individuo con pieni diritti civili: gli schiavi erano spesso un prezioso investimento, soprattutto quelli istruiti, capaci di allevare i figli dei loro padroni.

Anche se la riforma e l'illuminismo resero con il tempo la schiavitù come una pratica inaccettabile per l'Europa civilizzata, la cosiddetta "tratta degli schiavi" americana rimase, così come la flagellazione. In modo particolare contro gli schiavi di colore, provenienti dall'Africa e diretti verso le Americhe, la fustigazione era considerata un buon metodo per incrementare disciplina e obbedienza nei destinatari. Tra le altre cose, la flagellazione era uno dei metodi per torturare le persone.

[modifica] Relazioni con la religione

Monaci flagellanti

[modifica] Cristianità e Giudaismo

La flagellazione rimanda, in contesto cristiano, alla flagellazione di Gesù, episodio in cui Gesù viene fustigato nella sala del pretorio di Ponzio Pilato. La pratica dell'umiliazione della carne, a scopi religiosi, include il cosiddetto movimento dei Cristiani Flagellanti del XIII secolo. Al giorno d'oggi utilizzano la "disciplina" i numerari dell'Opus Dei, in una sorta di autoflagellazione simbolica con l'uso un frustino leggero che non provoca danni, né fa sanguinare. Nella storia, il giudaismo non ha ricordo, né pratica, della flagellazione.

[modifica] Estasi, mistica, ritualità

Pratiche come l'inedia, il rifiuto di dormire e la flagellazione, possono indurre stati di alterazione: la fustigazione viene spesso usato per raggiungere l'estasi religiosa e mistica, come parte di pratiche rituali o cerimoniali, raggiungendo insoliti stati d'animo. Un utilizzo rituale e simbolico della flagellazione, in funzione desacralizzante, è citato da Erodoto (Storie, VII, 35) nell'episodio di flagellazione dell'Ellesponto messo in atto da Serse.

[modifica] Utilizzo erotico

Flagellatore usato per pratiche BDSM

Nelle pratiche del BDSM, la "flagellazione" consiste nel colpire un soggetto consensualmente sottomesso ed è spesso espressione di sadismo o masochismo. Questa pratica non è sempre eseguita con forti colpi; alcune volte vengono utilizzati colpi molto morbidi e ripetuti, in modo da sensibilizzare la pelle, così che il più piccolo colpo può risultare estremamente intenso. La flagellazione finalizzata all'eccitamento erotico, prende anche il nome di "vizio inglese" e vengono utilizzati frustini, piccole pale o canne di bambù. Viene considerato, laddove esercitata in modo intenso ed esclusivo per un lungo periodo di tempo, come una pratica parafilica.

I frustini solitamente hanno un grande numero di piccole cinghie di pelle scamosciata o di cuoio. Il loro impatto è sentito in modo sordo, che lascia una sensazione pungente. Usato con poca o media forza, può anche essere utilizzato come forma di massaggio. Usato in maniera intensa o per lungo periodo, diventa doloroso. La fustigazione, con i suoi strumenti, viene applicata sulle scapole, sulle natiche o su altre parti del corpo molto grasse. Questo può lasciare lividi ma non cicatrici permanenti sulla pelle.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  1. ^ In Verrem V-142

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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