Marcia (atletica leggera)

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Marcia
2005 World Championships in Athletics 3.jpg
Una fase della 20 km di marcia ai Mondiali di Helsinki 2005.
Federazione IAAF
Contatto No
Genere Maschile e femminile
Indoor/outdoor Outdoor
Campo di gioco Strada o pista
Olimpico dal 1932 (uomini)
dal 1992 (donne)

La marcia è una specialità olimpica sia maschile che femminile dell'atletica leggera. Essa è un gesto atletico apparentemente innaturale e può essere definita come una forma evoluta ed agonistica del cammino.

La marcia consiste in una progressione costante e armonica di passi eseguita in modo tale che l'atleta mantenga (sempre) il contatto con il terreno almeno con uno dei due arti inferiori, senza che si verifichi una perdita di contatto evidente (cioè percepibile dall'occhio umano); in pratica non è presente una fase di volo (e quindi sospensione), a differenza della corsa. La gamba avanzante deve essere tesa (cioè non piegata al ginocchio) dal momento del primo contatto con il terreno sino alla posizione verticale per non andare in sbloccaggio.

La marcia richiede un grande sforzo durante gli allenamenti, tanto che i carichi alla settimana possono arrivare, per gli atleti di alto livello, sull'ordine della centinaia di chilometri.

Regole[modifica | modifica sorgente]

Le gare di marcia sono regolate dalla regola 230 della IAAF.[1] I marciatori devono mantenere per l'intera durata della competizione il passo di marcia, nel caso un atleta non rispetti uno dei due requisiti, i giudici potranno presentare una proposta di squalifica, oppure, segnalare un richiamo all'atleta con un avviso.

Nel caso di richiamo il giudice segnalerà all'atleta, tramite una paletta gialla, anche la tipologia di infrazione: sbloccaggio, nel caso la gamba non fosse tesa, segnalato con il simbolo di un angolo acuto (>). Perdita di contatto con il terreno, segnalato con il simbolo tilde (~). Ogni giudice può dare un unico richiamo per atleta.

La proposta di squalifica o ammonizione (cartellino rosso) verrà data dal giudice nel caso l'infrazione sia vistosa, o l'atleta avesse già ricevuto dallo stesso un richiamo. Tale proposta verrà inviata al giudice capo, che la segnalerà sui tabelloni preposti dove gli atleti potranno controllare il loro stato; il giudice non segnalerà direttamente all'atleta il fatto, visto che lo stesso non potrà procedere ad una seconda proposta. Nel caso un atleta riceva tre proposte di squalifica da tre giudici differenti, il giudice capo dovrà segnalare all'atleta, tramite una paletta rossa, la sua squalifica immediata. Tale segnalazione potrà essere fatta anche dopo l'arrivo dell'atleta.

Giudici[modifica | modifica sorgente]

Il giudice di marcia è un ufficiale di gara preposto dalla federazione che durante le gare ha l'insindacabile compito di segnalare irregolarità nel gesto atletico dei concorrenti mediante richiamo (paletta gialla), ammonizione (red card o proposta di squalifica). Nelle gare internazionali i giudici devono essere di varie nazionalità e se un atleta riceve la proposta di squalifica da un giudice, un altro giudice della stessa nazionalità non potrà dargli un secondo ammonimento.

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Le gare di marcia si disputano ai Giochi olimpici su distanze di 20 km e 50 km per gli uomini e 20 km per le donne. Vista la lunghezza la gara si svolge su un circuito stradale chiuso al traffico. Tale circuito, posto il più vicino possibile allo stadio, deve avere una lunghezza compresa tra i 2 km e 2,5 km, per le gare internazionali, e tra 1 km e i 2,5 km, per le altre.

Sul percorso sono posti i tabelloni indicanti le ammonizioni, i bagni (solo nelle gare disputate su distanze superiori ai 20 km), stazioni di spugnaggio e abbeveramento.

Nelle categorie giovanili la distanza varia dal chilometro singolo fino ai 10 chilometri.

Record e migliori atleti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marcia 20000 metri, Marcia 30000 metri, Marcia 50000 metri, Marcia 20 km e Marcia 50 km.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) IAAF Rules - The Referee 2012 (PDF), IAAF.org, p. 114. URL consultato il 22 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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