Giacomo II di Borbone-La Marche

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Giacomo II di Borbone-La Marche con sua seconda moglie, la regina Giovanna II di Napoli.

Giacomo II di Borbone-La Marche (1370Besançon, 24 settembre 1438) terzo Conte di La Marche dal 1393 al 1435, conte di Castres dal 1403 al 1435, duca di Calabria, principe di Taranto dal 1414 al 1420 e, per un breve periodo nel 1416, re di Napoli.

Biografia [modifica]

Nel 1396 aveva accompagnato Giovanni di Borgogna che si recava in Ungheria a dar man forte a quel re, Sigismondo, nella lotta contro i Turchi. Ma nella sanguinosa battaglia di Nicopoli, il 28 settembre 1396 fu tratto prigioniero dai Musulmani ed aveva dovuto pagare un cospicuo riscatto per liberarsi. Potette così accettare l'offerta del re di Francia che gli sborsò l'enorme somma di 100.000 scudi d'oro perché potesse ingaggiare 800 uomini d'arme e 300 balestrieri e condurre a combattere gli Inglesi nel paese del Galles. Ma il bizzarro principe una volta entrato in possesso della cospicua somma, la scialacquò allegramente in feste e spese personali e quando sin decise a muoversi, temendo le reazioni del re di Francia, lo fece alla testa di un miserabile pugno d'uomini e non arrivò nemmeno in Inghilterra perché ebbe paura del mare grosso, che lo obbligò ad invertire la rotta e a ritornare sul suolo patrio. Per lui venne coniata l'espressione latina distorta da una già esistente "Mare vidit et firmit" da "Veni vidit vincit". venne fatto prigioniero dai Borgognoni e una volta che si trovò senza soldi non esitò a sequestrare il fratello Giovanni e chiedere il riscatto. Nel 1407 parte per andare a dare man forte al re Ladislao, fratello della futura regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo che in quel momento si trovava a cingere d'assedio Taranto difesa da Maria d'Enghien, ma arriva in ritardo all'assedio quando Ladislao ha ormai già sposato la nobildonna. Per questi motivi, proprio perché era un uomo di paglia, viene scelto dalla regina di Napoli, Giovanna II d'Angiò-Durazzo, come suo consorte dietro le insistenze dell'antipapa Giovanni XXIII.

Dopo il suo ritorno in Francia, gli fu affidato il comando di un forza da condurre in Inghilterra a sostegno della rivolta di Owain Glyndŵr; nel 1403 le sue truppe saccheggiarono Plymouth, al ritorno nel 1404 perse dodici vascelli in una tempesta.

Sposò a Pamplona, il 14 settembre 1406, Béatrice d'Evreux (13921414), duchessa di Nemours e figlia del re di Navarra Carlo III il Nobile e di Eleonora di Castiglia, che gli diede tre figlie:

cosicché con lui si estinse la linea diretta dei Borbone-La Marche.

Fu al fianco di Giovanni il Senza paura e del partito dei Borgognoni nella guerra civile contro gli Armagnacchi del Duca di Orléans.

Il 10 agosto 1415 sposò la regina Giovanna II di Napoli. Giovanna negò al marito il titolo regio, attribuendogli soltanto i titoli di Principe di Taranto e Duca di Calabria. Ma le intenzioni dello sposo erano ben altre: subito dopo le nozze, Giacomo fece uccidere Pandolfello e stabilì il suo controllo diretto sulla corte attraverso funzionari francesi di sua fiducia, costringendo Giovanna a riconoscergli il titolo di re di Napoli. La prepotenza del sovrano consorte suscitò i malumori dei baroni napoletani.

Nel settembre del 1416 la nobiltà scatenò contro Giacomo violenti tumulti nella capitale, finché questi non si vide costretto a rinunciare al titolo regio e rispedire in Francia i funzionari che gli garantivano il controllo della corte di Napoli. È in questo periodo che Giovanna diede inizio a quella che passerà alla storia come la più celebre e discussa delle sue relazioni. Favorito della regina diventò il giovane e ambizioso Sergianni Caracciolo, che acquisirà negli anni un enorme potere. Estromesso dalle vicende di governo e frenato nei suoi propositi di potere, nel 1418 Giacomo di La Marche decise di abbandonare Napoli e di ritirarsi in Francia.

Combatté con Carlo VII di Francia contro gli inglesi nel 1428 e fu governatore della Linguadoca, si dimise in cambio di una pensione e raggiunse la corte di Carlo VII.

Stanco della sua vita avventurosa nel 1435 si fece frate francescano ed entrò nel convento di Besançon dove morì tre anni più tardi.

Predecessore Conte di La Marche Successore Blason comte fr LaMarche.svg
Giovanni I 1393 - 1435 Bernardo di Pardiac
con Eleonora
Predecessore Principe di Taranto Successore
Ladislao I di Napoli
con Maria d'Enghien
1414 - 1420 Giovanni Antonio Orsini Del Balzo
Predecessore Re di Napoli
con Giovanna II d'Angiò
Successore Armoiries Jacques II de la Marche.png
Giovanna II d'Angiò 1416 Giovanna II d'Angiò