WWF Italia

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WWF Italia
WWF Italia
Logo del WWF
Tipo Organizzazione non governativa
Fondazione 1966
Fondatore Fulco Pratesi
Scopo Conservazione della natura
Sede centrale Italia Roma
Presidente Italia Donatella Bianchi
Motto Costruire un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura.
Sito web
Banchetto informativo WWF Verona 2012

Il WWF Italia è la maggiore associazione ambientalista italiana, e fa parte del WWF (World Wild Fund for Nature), la più grande organizzazione mondiale dedicata alla conservazione della natura.

Origini, consistenza e missioni[modifica | modifica sorgente]

In Italia il WWF è attivo dal 1966 e potendo contare su 300.000 soci e 400.000 sostenitori ha protetto direttamente più di 30.000 ettari di natura: le Oasi WWF.

La missione del WWF è fermare il degrado del pianeta e costruire un mondo in cui l'umanità possa vivere in armonia con la natura.

Il WWF Italia, recita inoltre la sua mission nazionale, è un'organizzazione che, con l'aiuto dei cittadini e il coinvolgimento delle imprese e delle istituzioni, contribuisce incisivamente a conservare i sistemi naturali in Italia e nel mondo.

Il WWF Italia realizza molti progetti sul campo, a fianco delle comunità locali, impostati in base a sei ambiti tematici considerati prioritari (Foreste - Acque - Mari e costeSpecie a rischio - Cambiamenti climatici - Sostanze tossiche): vi sono impegnate centinaia di persone, tra esperti biologi, ricercatori, zoologi, medici veterinari, tecnici, a cui si aggiunge il supporto di centinaia di volontari.

Anche il WWF Italia, come il resto del WWF nel mondo, lavora nelle più preziose ecoregioni ritenute essenziali per la continuazione della vita sulla Terra, poiché custodiscono il 90% della biodiversità mondiale. Due di queste ecoregioni, le Alpi e il Mar Mediterraneo, interessano il nostro paese e vedono quindi coinvolto il WWF Italia con appositi programmi.

Il WWF Italia è una ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) e recentemente è stato riconosciuto anche come Organizzazione non governativa (ONG) per il suo impegno nella cooperazione con i paesi in via di sviluppo.

Gestisce più di 100 Oasi, aree protette: sono famose l'Oasi del Lago di Burano e quella della Laguna di Orbetello, nella Maremma toscana, l'Oasi di Monte Arcosu in Sardegna, quella del Bosco di Vanzago in Lombardia.

Organizzazione e personalità di spicco[modifica | modifica sorgente]

Conta 19 sezioni regionali, oltre a 200 sezioni locali e un centinaio di gruppi attivi che attraverso un processo di riorganizzazione attualmente in corso stanno trasformandosi in associazioni a loro volta. Il WWF Italia si avvale di un Comitato scientifico, per sfruttare la migliore conoscenza possibile nella difesa dell'ambiente. Presidente del WWF Italia è Donatella Bianchi, mentre presidente onorario è Fulco Pratesi, storico fondatore del sodalizio. Direttore generale è Luigi Epomiceno, direttore scientifico è Gianfranco Bologna.

Sezioni Regionali WWF[modifica | modifica sorgente]

Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Valle d'Aosta, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto[1]

Associazioni e Comitati Locali WWF[modifica | modifica sorgente]

Arezzo, Asti, Agro Aversano - Napoli Nord e Litorale domizio, Benevento - Sannio. Bergamo, Bologna Metropolitana, Brescia, Caserta, Catania, Catanzaro, Castelli Romani, Como, Conversano, Foggia, Forlì, Jonico-Etneo, Lecco, Marsica, Litorale romano, Livorno, Lucca, Padova, Parma, Pinerolese, Pisa, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma Borghesiana, Siena, Teramo, Terracina, Trieste, Valle Umbra Nord, Venezia, Verona, Zona Frentana e Costa Teatina[2]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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  1. ^ wwf.it aprile 2013
  2. ^ WWF Italia 2013