Biennale di Dakar

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Dak'Art - Biennale de l'Art Africain ContemporainKër Thiossane in Africa.png
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Tipo Arte, Arte contemporanea africana, Arte digitale, Arte interattiva
Data fondazione 1990
Data chiusura {{{Data di chiusura}}}
Fondatori Artisti e intellettuali senegalesi con il sostegno del governo e in particolare del presidente Abdou Diouf
Indirizzo Secrétariat Général de la Biennale des Arts de Dakar - 19, Avenue Hassan II (ex-Avenue Albert Sarraut) - BP 3865 Dakar RP. Tel. +221 33 823 09 18, fax +221 33 821 16 32, e-mail info@biennaledakar.org bandiera Senegal
Direttore {{{Direttore}}}
Visitatori {{{Visitatori}}} ([[{{{Anno visitatori}}}]])
Sito http://www.dakart.org
Sito web

La Biennale di Dakar, ovvero Dak'Art - Biennale de l'Art Africain Contemporain, è un evento d'arte contemporanea biennale con sede a Dakar, in Senegal. Attualmente la Biennale di Dakar è dedicata alla promozione dell'arte contemporanea africana.

Indice

[modifica] Breve storia della Biennale di Dakar

La Biennale di Dakar nasce nel 1989 come progetto teorico; la manifestazione nel 1990 viene dedicata alla letteratura e l'edizione del 1992 alle arti visive. Nel 1993 la sua struttura viene modificata e la Biennale di Dakar del 1996 diviene una mostra specificatamente dedicata all'arte contemporanea africana. Nel 1998 la manifestazione si consolida e durante l'edizione del 2000 assiste ad un grande cambiamento: viene eletto il nuovo presidente del Senegal Abdoulaye Wade pochi mesi prima della data di apertura della Biennale. Per la prima volta sale al potere un nuovo partito politico dopo quarant’anni di monopolio dell’Unione Progressista Senegalese. Gli organizzatori di Dak’Art restano in attesa: nessuno sa quali conseguenze può avere il cambio di governo; non si sa se la manifestazione avrà luogo, se verrà rimandata o addirittura cancellata, se arriveranno i finanziamenti e se si può contare sull’appoggio del neoeletto presidente. La capacità della biennale di sopravvivere al nuovo ordinamento politico dimostra la forza e l’autonomia del segretariato generale ed il grado di consolidamento che la manifestazione ha raggiunto nel corso degli anni. L’edizione del 2002 conta su nuovi finanziamenti e viene curata dai responsabili nominati dal nuovo Ministero della Cultura. L’organico del segretariato generale viene ampliato e si migliora in particolare l’ufficio stampa. L’organizzazione della Biennale cerca di valorizzare le risorse locali, senegalesi e africane: il catalogo viene stampato per la prima volta a Dakar (durante le altre edizioni il catalogo veniva preparato e stampato in Francia) e un gruppo di artisti senegalesi lavora con uno scenografo belga per realizzare un migliore allestimento della Biennale. L'edizione 2004 assiste alla presenza di un più vasto pubblico internazionale e una maggiore attenzione alle opere. Durante l'edizione del 2006 la biennale subisce una nuova trasformazione: una nuova organizzazione e la nomina di direttore artistico invocato da tanti anni. La mostra dà ampio spazio agli artisti e viene allestita con un più ampio budget, ma due anni dopo Dak'Art 2008 subisce una battuta d'arresto. Per quanto apprezzata, la mostra del 2006 non sembra essere così innovativa rispetto all'investimento che ha comportato e nel 2008 c'è un ripiegamento. Viene nominato all'ultimo momento un commissario generale è la biennale – annunciata con grande ritardo – espone opere di molti artisti che hanno già esposto all'interno di precedenti edizioni. La biennale del 2010 soffre ancora di più di un ripiegamento su se stessa: la Commissione Europea che ha sostenuto negli anni l'evento non rinnova il suo finanziamento e la manifestazione viene organizzata con un piccolo budget. L'organizzazione a Dakar della terza edizione del Festival Mondial des Arts Nègres sembra assorbire l'interesse culturale del governo e la biennale ancora una volta si interroga sul suo futuro.

[modifica] Le edizioni della Biennale di Dakar

[modifica] Bibliografia

  • Rasheed Araeen, DAK'ART - 1992-2002 in "Third Text", 17, n°. 1 (2003), p. 93.
  • Ndiouga Benga, Mise en scène de la culture et espace public au Sénégal, 1960-2000, Université Cheikh Anta Diop, Dakar, 2008. http://74.125.155.132/scholar?q=cache:wZ2Y5FukfzAJ:scholar.google.com/&hl=it&as_sdt=2000.
  • Mongo Beti, L'ETRANGE BIENNALE DE DAKAR... LETTRE OUVERTE A MONSIEUR LE MINISTRE DE LA CULTURE ET DE LA COMMUNICATION DU SENEGAL in "Peuples Noires Peuples Africains", n°. 63, 1988, p. 310-314.
  • Youma Fall, La Biennale de Dakar: Impact sociale et culturel, Université Erfurt, Dicembre 1, 2009.
  • Elizabeth Harney, In Senghor’s Shadow: Art, Politics, and the Avant-Garde in Senegal, 1960–1995, Duke University Press, Durham & London, 2004.
  • Yacouba Konaté, Dak’art: Centralization Effects of a Peripheral Biennale presentato al Curating the Other – Curator as Tourist, Dartington College of Arts, Dartington, UK, Aprile 21, 2007.
  • Yacouba Konaté, La biennale de Dakar: pour une esthétique de la création contemporaine africaine : tête à tête avec Adorno, L'Harmattan, 2009. http://www.editions-harmattan.fr/index.asp?navig=catalogue&obj=livre&no=29214.
  • Fiona Mauchan, The African Biennale: Envisioning 'Authentic' African Contemporaneity, Department of Visual Art, Faculty of Arts and Social Science, Dr. Lize van Robbroeck, Stellenbosch University, 2009.
  • Iolanda Pensa, La Biennale di Dakar, tesi di laurea, relatore Luciano Caramel e correlatore Francesco Tedeschi, Università Cattolica di Milano, Laurea in lettere e filosofia, 2003 (CC-BY-SA).
  • Cédric Vincent, "Le grand défi de Dak'art, c'est l'élargissement de son public" - entretien de Cédric Vincent avec Rémi Sagna in "Africultures", dossier Festivals et biennales d'Afrique: machine ou utopie?, http://www.africultures.com/php/index.php?nav=article&no=7592.

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