Gerrit Rietveld

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gerrit Rietveld nel 1927

Gerrit Thomas Rietveld (Utrecht, 24 giugno 1888Utrecht, 25 giugno 1964) è stato un architetto e artigiano olandese. Fu uno tra i principali esponenti del neoplasticismo nel campo dell'architettura e del design.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Casa Schröder a Utrecht

Architetto olandese tra i più importanti del `900 si ispira alle idee elaborate dal pittore connazionale Piet Mondrian che Rietveld applica alle tre dimensioni lavorando sullo sfalsamento geometrico asimmetrico e sulla ricerca del dialogo formale tra volumi e colori primari, secondo i principi del movimento De Stijl conosciuto anche come neoplasticismo. Un elemento formale che balza agli occhi non solo nelle sue realizzazioni, ma anche nei disegni e negli studi architettonici, che sembrano dare volume alle idee di Mondrian in pittura.

Attivo principalmente in Olanda, progetta, tra le altre, la Casa Schröder a Utrecht del 1924 costruita rispettando i 16 punti pubblicati da Theo Van Doesburg, le "Row-Houses" a Utrecht del 1931-1934, il padiglione olandese alla Biennale di Venezia del 1954, il padiglione Rietveld nel giardino del museo Kroller-Muller a Otterloo nel 1965 (originariamente costruito come padiglione delle sculture nel 1955 ad Arnhem, successivamente abbattuto e ricostruito), e il museo Van Gogh ad Amsterdam (aperto nel 1973).

Design[modifica | modifica sorgente]

La sedia rossa e blu (1918).

Essendo stato un falegname lavorò intensamente nella produzione di arredi e mobili. Tra questi sono celeberrimi la sedia rossa e blu (1918), quasi un disegno di Mondrian i cui tratti divengono assi di legno colorate che si adattano alla nuova dimensione spaziale, la sedia "Zig zag" (1932), il tavolo "Divan Tafel" del (1923) progettato per casa Schroder a Utrecht. Tutte espressioni della scelta di lavorare per la creazione totale degli spazi, dal contenitore sino ai mobili e agli accessori.

Nel 1972 la famiglia Rietveld ha concesso alla ditta italiana Cassina il diritto, in esclusiva mondiale, di produrre e vendere i mobili e tutti gli oggetti di arredo progettati dal maestro.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Fanelli, Architettura moderna in Olanda 1900-1940, Marchi & Bertolli, Firenze 1968
  • Daniele Baroni, I mobili di Gerrit Thomas Rietveld, Electa, Milano 1977
  • L. Cremonini e M. Moretti (a cura di), Casa Schroeder: Gerrit Thomas Rietveld, Alinea, Firenze 1997

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 15562113 LCCN: n50044177