Biennale (evento culturale)

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Le biennali sono eventi culturali che si ripetono ogni due anni. Per antonomasia il termine è utilizzato per definire grandi eventi culturali ricorrenti con cadenza biennale, triennale, quadriennale o quinquennale. Proprio il termine italiano "biennale" è utilizzato anche in altre lingue per indicare queste grandi manifestazioni ricorrenti e fa riferimento alla Biennale di Venezia, considerata il primo modello di questo genere di eventi.

Storia delle Biennali[modifica | modifica sorgente]

La Biennale di Venezia è la prima biennale creata nel 1887. Gli anni Novanta sono caratterizzati da un moltiplicarsi esponenziale di biennali nel mondo. Questo ha fatto sì che il genere d'evento sia stato al centro di analisi e ricerche sul sistema dell'arte e sul rapporto tra mostre e territorio.

Caratteristiche delle biennali[modifica | modifica sorgente]

Esistono innumerevoli eventi culturali che utilizzano nel loro titolo la parola "biennale". Le biennali possono essere d'arte contemporanea, cinema, grafica, fumetto, fotografia, arte digitale, architettura, disegno, teatro, danza, musica.

La maggior parte delle biennali hanno nel loro stesso titolo il nome del luogo dove si svolgono. La relazione con la città che dà loro il nome è una caratteristica dominante degli eventi ed è stata oggetto di diverse analisi[1]. Le biennali nascono nella maggior parte dei casi da una volontà o con il coinvolgimento diretto del governo e delle municipalità; le pubbliche amministrazioni sostengono questi grandi eventi per la loro capacità di attirare un grande pubblico, promuovere l'immagine del Comune e della Nazione, e far aumentare il turismo. Secondo Marilena Vecco[2] anche la Biennale di Venezia è nata nel 1887 con l'obiettivo di risollevare e rinforzare l'immagine di Venezia. Questa vocazione turistica delle biennali - insieme alla loro enorme diffusione nel mondo - è stata anche oggetto di critiche. Peter Schjeldahl nel "The New Yorker" ha parlato di Festivalism (festivalizzazione) del mondo dell'arte, per sottolineare la leggerezza di questi eventi, ormai diffusi su tutto il pianeta, che puntano più sulla visibilità che sui contenuti[3]

Un altro genere di biennali è quello itinerante. Queste esposizioni hanno sede ad ogni edizione in un posto diverso ma sono coordinate da un unico ente che coinvolge esperti e rappresentanti di più paesi[4]. Anche il Festival Mondial des Arts Nègres, avviato nel 1966 a Dakar e itinerante, viene oggi analizzato tra le biennali.

Geografia delle biennali[modifica | modifica sorgente]

Il panorama delle biennali è internazionale. Esistono biennali in tutti i continenti del mondo. La Biennale di Venezia è modello ma non è l'unico. Ogni biennale si caratterizza in modo specifico a seconda dal suo contesto locale, nazionale, internazionale e tematico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ad esempio Caroline Jones, Biennial Culture, presentazione all'INHA-Institute national d’histoire de l’art di Paris, 29/03/2006
  2. ^ Marilena Vecco, La Biennale di Venezia Documenta di Kassel, Milano, Franco Angeli, 2002..
  3. ^ Peter Schjeldahl, The Art World: Festivalism in The New Yorker, 5 luglio 1999, pp. 85. URL consultato il 6 aprile 2010..
  4. ^ Tra queste Manifesta: The European Biennial of Contemporary Art che ha un ufficio centrale ad Amsterdam.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Byrne, Contemporary Art and Globalisation: Biennials and the Emergence of the De-Centred Artist, University of Cambridge, UK, 2005. URL consultato il 2010-04-06.
  • Elena Filipovic, Marieke van Hal, Solveig Øvsteø, The Biennial Reader, Bergen, Norway, Bergen Biennial Conference, 2010. URL consultato il 6 aprile 2010.
  • Caroline Jones, Biennial Culture, Institute national d’histoire de l’art, Paris, 2006-03-29.
  • (IT) Federica Martini, Una Biennale, molte biennali. Dalla Grande esposizione universale alla mostra globale in "Studi culturali", Il Mulino, n. 1, aprile 2010, pp. 15–36.
  • (EN) (IT) Vittoria Martini e Federica Martini, Just another exhibition. Histories and politics of biennials, Postmedia Books, 2011 ISBN 8874900600, ISBN 978-8874900602
  • Manifesta Journal No 2 Winter 2003/ Spring 2004 - Biennials, Artimo Foundation, 1º giugno 2003, ISBN 907538095X, ,.
  • Global Exhibitions: Contemporary Art and the African Diaspora, Liverpool, UK, 2010-02-19. URL consultato il 2010-04-06.
  • Barbara Vanderlinden, Elena Filipovic, The Manifesta Decade: Debates on Contemporary Art Exhibitions and Biennials in Post-Wall Europe, illustrated edition, The MIT Press, 2 giugno 2006, ISBN 0-262-22076-8.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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