Robert Venturi

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(EN)

« Less is a bore! »

(IT)

« Il meno è noioso! »

(Robert Venturi controbattendo alla celebre massima di Ludwig Mies van der Rohe)
Premio Premio Pritzker 1991

Robert Venturi (Filadelfia, 25 giugno 1925) è un architetto statunitense, tra i principali esponenti della corrente postmoderna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Robert Venturi a Roma nel 2008

Dopo la laurea conseguita all'Università di Princeton nel 1947, vi ottenne un master (M.F.A.). Dal 1950 al 1954 collaborò nello studio di Philadelphia di Oskar Stonorov. Venturi vinse poi una borsa di studio dell'Accademia Americana di Roma dove soggiornò dal 1954 al 1956. Collaborò con Eero Saarinen e Louis Kahn prima di aprire il proprio studio nel 1958. Nel 1964 si associò con John Rauch e qualche anno dopo sua moglie, Denise Scott Brown anch'essa architetto, entrò nello studio. Dopo che John Rauch abbandonò lo studio nel 1989, questo prende il nome di Venturi, Scott Brown & Associates.

Ha ottenuto il prestigioso Premio Pritzker nel 1991. Ha insegnato in numerose università come Yale, Princeton, Harvard, UCLA ed è accademico d'onore dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Ha costruito numerosi edifici ma è soprattutto la sua opera teorica che ha avuto grande influenza.

Complessità e contraddizioni nell'architettura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Complessità e contraddizioni nell'architettura.

Nel 1966 Venturi pubblicò il suo manifesto, Complessità e contraddizioni nell'architettura, (Complexity and Contradiction in Architecture), che Vincent Scully nell'introduzione giudica come "probabilmente il più importante testo di architettura dal Vers une architecture di Le Corbusier, del 1923".

Il testo prende le mosse da una dichiarazione categorica: l'autore ama ed è fautore di una architettura complessa e contraddittoria.

La cultura contemporanea ha ormai accettato la contraddizione come condizione esistenziale, in ogni settore si manifesta l'impossibilità di giungere ad una sintesi omnicomprensiva e perfetta della realtà, persino la matematica sembra aver perso le proprie fondamenta razionali, come emerge dal teorema di incompletezza di Gödel (secondo il quale ogni sistema assiomatico sufficientemente completo è incoerente al proprio interno, presenta preposizioni indecidibili).

Nel contrapporsi alle esemplificazioni cui è giunto il Movimento Moderno (inteso ormai come pratica accettata e diffusa) il testo, se pur critico, si pone in una condizione di complementarità e di dialogo nei confronti dei maestri. Venturi pur rifiutando l'esemplificazione (less is more) va alla ricerca di elementi complessi e contraddittori anche all'interno delle opere prodotte dal Movimento Moderno, riconoscendo in tali contraddizioni il veicolo portatore di un sentimento poetico ed espressivo universale. Tale sentimento si manifesta da sempre, in ogni epoca, anche in architetture minori o spontanee, ed è l'espressione tipica di ogni fase di manierismo. Dal Cinquecento italiano, a Palladio o Borromini, fino a Sullivan e più recentemente ad Aalto, Le Corbusier e Kahn, l'autore cerca attraverso molti esempi di mostrare la propria idea di complessità e contraddizione in architettura.

Principali opere[modifica | modifica wikitesto]

National Gallery, Londra
Princeton University
Seattle Art Museum

I suoi scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Complexity and Contradiction in Architecture, New York 1966 (trad. it. Complessità e contraddizioni nell'architettura, Ed. Dedalo, Bari 1980)
  • con D. Scott Brown et S. Izenour, Learning from Las Vegas, Cambridge (Mass.) 1972 (trad. it. Imparare da Las Vegas, a cura di M. Orazi, Quodlibet, Macerata 2010)
  • Iconography and Electronics upon a Generic Architecture: A View from the Drafting Room, MIT Press, 1996
  • Con D. Scott Brown, Maniera del moderno, Laterza, 2000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Venturi, Rauch & Scott Brown, Electa, Milano 1981
  • Amedeo Belluzzi, Venturi, Scott Brown e Associati, Laterza, Bari 1992
  • Rafael Moneo, Inquietudine teorica e strategia progettuale nell'opera di otto architetti contemporanei, Electa, Milano 2004
  • Numero monografico della rivista Parametro ( a cura di M. Orazi), n. 263, maggio/giugno 2006

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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