Gottfried Böhm

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Premio Premio Pritzker 1986

Gottfried Böhm (Offenbach am Main, 23 gennaio 1920) è un architetto tedesco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce il 23 gennaio 1920 a Offenbach am Main in Germania, in una famiglia di architetti. Suo padre, Dominikus Böhm, è noto per aver costruito numerose chiese in Germania. Si laurea all'Istituto Tecnico di Monaco di Baviera nel 1946 e studia scultura all'Accademia delle Belle Arti della stessa città. A partire dal 1947 collabora col padre fino alla morte di questo nel 1955. Nello stesso periodo collabora con la Società per la Ricostruzione di Colonia sotto la direzione di Rudolf Schwarz. Nel 1951 passa sei mesi a New York dove lavora nella studio di Cajetan Baumann. Completa il suo soggiorno americano con un viaggio di studio per il paese che gli dà l'occasione di incontrare Ludwig Mies van der Rohe e Walter Gropius per i quali nutre una forte ammirazione.

È il progettista di numerosi edifici in Germania, che comprendono chiese, musei, teatri, centri culturali, uffici e abitazioni.

È stato considerato un architetto espressionista negli anni sessanta, e di recente come post-Bauhaus, ma lui preferisce considerarsi un architetto che crea "connessioni", tra passato e nuovo, tra idee e mondo fisico, tra singolo edificio ed ambiente urbano, e questo si traduce nella scelta della forma, dei materiali e del colore delle costruzioni che progetta. Molti dei suoi edifici sono realizzati in calcestruzzo grezzo, a faccia vista, ma a partire dal Centro civico a Bergisch Gladbach comincia ad utilizzare nuovi materiali come vetro ed acciaio, una svolta nella sua scelta dei materiali, dovuta all'evoluzione tecnologica.

In numerosi suoi progetti è evidente l'attenzione per la pianificazione urbana, come nella zona attorno alla cattedrale di Colonia, nella Prager Platz a Berlino, nella zona attorno al castello di Saarbrücken e nel quartiere Lingotto a Torino.

Ha ricevuto numerosi premi fra i quali il prestigioso Premio Pritzker nel 1986.

Opere realizzate[modifica | modifica wikitesto]

Complesso religioso a Colonia
  • Chiesa di Santa Maria Regina della Pace a Neviges (1962) Foto
  • Cappella del Villaggio del Fanciullo a Bergish Gladbach (1963-1965)
  • Complesso religioso (chiesa, centro giovanile e biblioteca) a Colonia (1968)
  • Chiesa di St. Matthaeus a Düsseldorf (1968-1970)
  • Chiesa della Risurrezione a Melaten, Colonia (1972)
  • Zublin Office Building a Stoccarda (1985) Foto
  • Municipio di Benberg
  • Municipal Building di Rheinberg
  • Ristorante a Bad Kreuznach
  • Centro civico a Bergisch Gladbach
  • Negozio Peek+Cloppenburg a Berlino
  • Banca Beutsche a Lussemburgo
  • Hans Otto Theater a Potsdam (1999-2006) Foto

I suoi scritti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gottfried Böhm, Museo d'Arte Contemporanea a Stoccarda - 1990, in "Zodiac" n. 6, 1991, pp. 152-163
  • Piergiacomo Bucciarelli, Architettura-scultura. Gottfried Böhm, in "Chiesa Oggi" n. 21, 1996, pp. 42-55
  • Fulvio Irace, Stoccarda: Gottfried Böhm glasarchitektur, in "Domus" n. 664, 1985, pp. 22-29
  • Tommaso Scalesse, Chiese in Europa nel dopoguerra: note sull'opera di Dominikus e Gottfried Böhm, in L'architettura sacra oggi, Atti del Congresso internazionale (Pescara 1989), Rimini 1990, pp. 173-179
  • Adriano Cornoldi, L'architettura dell'edificio sacro, Officina, Roma 1995.
  • Mario Antonio Arnaboldi, Innovazione della tradizione /Central Library, Ulm - Gottfried Böhm, in "L'Arca" n. 203, maggio 2005, pp. 8-13

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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