Hockey Club Bolzano

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Hockey Club Bolzano
Hockey su ghiaccio Ice hockey pictogram.svg
Campione della Österreichische Eishockey-Liga in carica
Logo HCBolzano.jpg
Foxes
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Trasferta
Colori sociali Bianco e rosso
Dati societari
Città Bolzano
Paese Italia Italia
Confederazione IIHF
Federazione FISG
Campionato EBEL
Fondazione 1933
Rifondazione 2000
Presidente Italia Otto Massimo
Allenatore Italia-Canada-Bandiera.png Mario Simioni
Capitano Italia Alexander Egger
Impianto di gioco Palaonda
(7.220 posti)
Sito web www.hcb.net
Palmarès
Star*.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png
Scudetti 19
Österreichische Eishockey-Liga 1
Trofei nazionali 3 Coppe Italia
4 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 1 Alpenliga
1 Torneo Sei Nazioni
Si invita a seguire lo schema del Progetto Hockey su ghiaccio

L'Hockey Club Bolzano (in tedesco Hockey Club Bozen) è una squadra di hockey su ghiaccio di Bolzano. È la squadra che vanta il maggior numero di scudetti vinti. Dalla stagione 2013/14 gioca tuttavia nel campionato austriaco, che ha vinto già nella stagione di debutto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Hockey Club Bolzano fu fondato nel 1933.

La grande crescita dell'attività hockeistica italiana avvenne soprattutto nel dopoguerra e in particolare nel nord-est proprio grazie alle formazioni dell'Hockey Club Bolzano e dell'Hockey Club Ortisei (in seguito HC Gardena) che si aggiunsero alle rivali milanesi e al Cortina.
Dopo Milano anche Cortina uscì dal giro del grande hockey e dal 1976 al 1985 fu tutto un derby altoatesino fra il Bolzano, vincitore di 7 scudetti, ed il Gardena che ne vinse 3. Nel 1988 il Bolzano cucì la stella sulle maglie (decimo scudetto).

Dal 1995 il Bolzano ritorna alla ribalta nazionale vincendo 5 scudetti in sei anni e diventando la formazione italiana più scudettata con sedici trionfi (verrà eguagliato dal Cortina nel 2007).

Il Bolzano sul ghiaccio di casa nel 2006

Dalla stagione 1998/99 adotta il soprannome Foxes in onore dell'allora sponsor Birra Forst e dei suoi proprietari: la famiglia Fuchs (in italiano Volpe)[senza fonte]. Nella stagione 1999/00, l'Asiago deve arrendersi in finale contro il Bolzano, dopo aver dominato la stagione: dopo questo successo dovranno passare altri 8 anni prima di rivedere i biancorossi conquistare lo scudetto.

Nel 2000 la società viene rifondata ed assume il nuovo nome di Hockey Club Bolzano 2000[1][2].

Dopo 8 anni di assenza, nel 2007-08 vince in finale playoff il derby con il Renon e si aggiudica così il 17º titolo, tornando quindi ad essere la squadra col maggior numero di tricolori conquistati, dopo essere stata raggiunta l'anno prima dal Cortina. Nel 2008 il Bolzano tornerà poi a disputare una competizione europea, la Continental Cup[3], ospitando (e vincendo) al Palaonda anche uno dei gironi, tra il 21 e il 23 novembre 2008[4]. La qualificazione ottenuta portò i biancorossi per la prima volta alla fase finale di una competizione europea IIHF[5].

Nel corso dell'estate del 2013 il club bolzanino fece richiesta per accedere alla EBEL, il campionato austriaco, rimasto con sole 11 formazioni e con la possibilità così da riportarne il numero a 12. Il 26 giugno 2013 la FISG e la LIHG diedero ufficialmente al Bolzano il via libera al trasferimento nella lega austriaca[6], campionato a cui più volte il Bolzano (già dal 2008) aveva pensato - e tentato - di iscriversi, in quanto considerato di maggior livello e visibilità rispetto a quello italiano. La scelta fu anche motivata dalla necessità di reperire nuovi sponsor dato che la squadra non versava in una buona situazione finanziaria. Contestualmente (dopo aver siglato un accordo con i vertici della Lega austriaca per 3 anni di permanenza nel campionato austriaco[7]), nel campionato italiano si iscrisse una seconda squadra del Bolzano, in serie B (allora terza serie del torneo).

Nel febbraio 2014, approfittando della pausa dei campionati dovuta alle Olimpiadi di Soči 2014, il Bolzano organizzò un triangolare per festeggiare gli 80 anni della società, contro Dragons de Rouen (squadra del campionato francese) e Jugra Chanty-Mansijsk (squadra iscritta in KHL). La vittoria andò al team russo, vittorioso in ambo gli incontri disputati, mentre il Bolzano perse, seppur di misura, tutte e due le partite giocate e si piazzò all'ultimo posto[8]. L'esordio nel campionato austriaco fu invece già dall'inizio molto positivo, con la squadra che giocò un'ottima regular season, piazzandosi al quarto posto e garantendosi così l'accesso ai playoff per il titolo[9], titolo che poi, a sorpresa, vinse (prima squadra estera a riuscire nell'impresa) nella decisiva gara-5 giocata al palazzo del ghiaccio di Salisburgo contro il team dei Red Bull, società che aveva investito un budget molto più elevato della squadra italiana per allestire il proprio roster.

Grazie alla vittoria della EBEL il Bolzano si garantirà l'accesso alla prima edizione della Champions Hockey League, prestigioso torneo per club. Disputerà tale manifestazione e il secondo anno in EBEL nonostante numerose difficoltà finanziarie che rischiarono di compromettere l'iscrizione del team a tali competizioni, solo in extremis infatti la società altoatesina confermerà la sua partecipazione a tali tornei[10].

Palaghiaccio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palaonda.

Dal 1953 al 1993 la squadra ha avuto come ghiaccio di casa il palazzo del ghiaccio di via Roma. Si trattava del padiglione 1 della vecchia fiera di Bolzano, che ogni anno, all'inizio della stagione invernale, veniva adibito a palazzo del ghiaccio.[11]

Dalla stagione 1993/94, il Bolzano gioca le proprie partite casalinghe al Palaonda, impianto dalla capacità di oltre 7.220 persone e che fu inaugurato per i campionati mondiali di hockey su ghiaccio che l'Italia ospitò nella primavera del 1994.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1962-63, 1972-73, 1976-77, 1977-78, 1978-79, 1981-82, 1982-83, 1983-84, 1984-85, 1987-88 Star*.svg
1989-90, 1994-95, 1995-96, 1996-97, 1997-98, 1999-00, 2007-08, 2008-09 e 2011-12
2003-04, 2006-07 e 2008-09
2004, 2007, 2008 e 2012
2013-2014

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1962-63
1993-94
1994-95

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Roster 2013/14[modifica | modifica sorgente]

Portieri[modifica | modifica sorgente]

Difensori[modifica | modifica sorgente]

Attaccanti[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Roster delle stagioni precedenti[modifica | modifica sorgente]

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Hockeisti su ghiaccio dell'HC Bolzano.

Capitani (dal 1976)[modifica | modifica sorgente]

L'ex capitano, Roland Ramoser
Stagioni Capitano/i[12]
dalla alla
1976-1977 1979-1980 Rolando Benvenuti
1980-1981 1984-1985 Hubert Gasser
1985-1986 1986-1987 Gino Pasqualotto
1987-1988 Norbert Gasser
1988-1989 1990-1991 Moreno Trisorio
1991-1992 Gino Pasqualotto
1992-1993 1997-1998 Robert Oberrauch
1998-1999 2002-2003 Martin Pavlu
2003-2004 Christian Timpone
2004-2005 Christian Timpone
Christian Alderucci
2005-2006 Christian Timpone
Roland Ramoser
2006-2007 2009-2010 Roland Ramoser
2010-2011   Alexander Egger

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'HC Bolzano.
Anni Allenatore[13]
 ?
1953/54 Milan Mataus
 ?
1962–1965 Carmine Tucci
1966/67 Lolek Cetkovský
1968/69 Bohuslav Rejda
 ?
1972–1974 Gino Camin, Gerard Morin
1974/75 Sandy Archer
1975/76 Jack Holmes
1976–1979 Gösta Johansson
1979–1981 Jack Holmes
1981–1983 Jaroslav Pavlu
1983/84 Toni Waldmann
1984–1989 Ron Chipperfield
1989–1991 Rudi Hiti
1991 Bernie Johnston
1991–1994 Ron Ivany
1994–1996 Bob Manno
1996/97 Adolf Insam
1997/98 Roberto Varotto, Czesław Panek
1998/99 Kent Johansson
1999/00 Bernd Haake
2000/01 Czesław Panek
2001/02 Tom Coolen, Robert Oberrauch
2002/03 Ron Kennedy
2003/04 Michail Wassiljew
2004/05 Riccardo Fuhrer, Bruno Zarrillo
2005/06 Johan Strömwall
2006/07 John Sletvoll, Stefan Mair, Doug McKay, Morgan Samuelsson
2007/08 Jari Helle, Jamie Dumont, Doug McKay
2008/09 Jari Helle
2009/10 Jamie Bartman, Jari Helle
2010–2012 Adolf Insam
2012/13 Brian McCutcheon
2013/14 Tom Pokel
2014/15 Mario Simioni

Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Anni Presidente[14]
1933-1936 Arturo Tava
1936-1937 Mario De Cesare
1937-1940 Arturo Isotti
1940-1942 Barone D’Altenburger
1945-1948 Gino Beccaro
1948-1949 Ernst Holzer
1949-1950 Giacomo Gritti
1951-1953 Luigi Marcolla
1953-1955 Angiolo Facchin
1955-1960 Lino Ziller
1960-1964 Alcide Berloffa
1964-1965 Lino Ziller
1965-1966 Luis Oberrauch
1966-1970 Lino Ziller
1970-1979 Ander Amonn
1979 Toni Pichler
1980 Giancarlo Bolognini
1980-1983 Toni Pichler
1983-1991 Michl Ebner
1991-1997 Otto Massimo
1997-2010 Dieter Knoll
2010- Otto Massimo

Denominazioni e sponsorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

La squadra nel corso degli anni ha cambiato più volte la denominazione ufficiale, legandola di volta in volta ai diversi sponsor. Dal 2007-08[15] la denominazione completa è stata Hockey Club Bolzano Interspar, dalla stagione 2013/14, primo anno in EBEL, la denominazione della squadra è invece HCB Südtirol/Alto Adige.

Per la prima volta il cambio di nome avvenne nel 1958, quando fu denominata Hockey Club Bolzano OZO[16] (società nata dalla fusione tra HC Bolzano e Scoiattoli Bolzano). Mantenne questa denominazione per due stagioni, fino a quando lo sponsor principale divenne la Graetz, e conseguentemente la squadra fu rinominata Hockey Club Bolzano Graetz[17], ancora per due stagioni[18].

Fino al 1967[19] la squadra manterrà il nome senza sponsor, ma dalla successiva fu il birrificio Forst a dare il proprio nome alla squadra, che si chiamò Hockey Club Bolzano Forst nel 1967-68[20] e nel 1968-69[21]. Questa denominazione ritornò poi molti anni dopo, dal 1995-96[22] al 2005-06[23].

Le altre denominazioni furono Hockey Club Bolzano Coca Cola (dal 1970-71[24] al 1976-77[25]), Hockey Club Bolzano Henkell (nel 1977-78[26]), Hockey Club Bolzano Despar (nel 1978-79[27]), Hockey Club Bolzano Würth (dal 1979-80[28] al 1985-86[29] e poi nuovamente nel 1994-95[30]), Hockey Club Bolzano Dival (dal 1986-87[31] al 1988-89[32]), Hockey Club Bolzano Lancia (dal 1989-90[33] al 1991-92[34]), Hockey Club Bolzano Plose (nel 1992-93[35]), Hockey Club Bolzano Q8 (nel 1993-94[36]), Hockey Club Bolzano Villani (nel 2006-07[37]).

Stranieri dell'HC Bolzano[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per esteso "Società sportiva dilettantistica Hockey Club Bolzano 2000 a r.l."
  2. ^ Hockey Club Bolzano 2000 - sito ufficiale.
  3. ^ Bolzano in Continental Cup, 16/05/2008. URL consultato il 18/06/2008.
  4. ^ Continental Cup, il girone del Bolzano, 17/06/2008. URL consultato il 18/06/2008.
  5. ^ (EN) Bolzano and Keramin advance, 23 novembre 2008. URL consultato il 23 novembre 2008.
  6. ^ Hockey, il Bolzano parteciperà alla Ebel, altoadige.it, 26 giugno 2013. URL consultato il 26 giugno 2013.
  7. ^ A sorpresa l’Asiago potrebbe seguire il Bolzano nella ricca EBEL, Corriere delle Alpi, 25 febbraio 2014. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  8. ^ Torneo degli 80 anni: Bolzano tiene testa allo Yugra, hockeytime.net, 21 febbraio 2014. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  9. ^ EBEL: chiusa la regular season, adesso si fa sul serio, hockeytime.net, 21 febbraio 2014. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  10. ^ Fumata bianca, il Bolzano parteciperà alla EBEL e alla CHL, hockeytime.net, 31 luglio 2014.
  11. ^ Quando pattinavamo in via Roma. La mostra.
  12. ^ BHSA Season search. URL consultato l'8 ottobre 2010.
  13. ^ sonice.it: Trainer des HC Bozen
  14. ^ Otto Massimo nuovo presidente dell'HC Bolzano, 1º luglio 2010. URL consultato il 24 giugno 2013.
  15. ^ Season 2007-2008 - Hockey Club Bolzano Interspar. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  16. ^ Season 1958/1959 - Hockey Club Bolzano OZO. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  17. ^ Season 1960-1961 - Hockey Club Bolzano Graetz. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  18. ^ Season 1961-1962 - Hockey Club Bolzano Graetz. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  19. ^ Season 1966-1967 - Hockey Club Bolzano. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  20. ^ Season 1967-1968 - Hockey Club Bolzano Forst. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  21. ^ Season 1968-1969 - Hockey Club Bolzano Forst. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  22. ^ Season 1995-1996 - Hockey Club Bolzano Forst. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  23. ^ Season 2005-2006 - Hockey Club Bolzano Forst. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  24. ^ Season 1970-1971 - Hockey Club Bolzano Coca Cola. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  25. ^ Season 1976-1977 - Hockey Club Bolzano Coca Cola. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  26. ^ Season 1977-1978 - Hockey Club Bolzano Henkell. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  27. ^ Season 1978-1979 - Hockey Club Bolzano Despar. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  28. ^ Season 1979-1980 - Hockey Club Bolzano Würth. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  29. ^ Season 1985-1986 - Hockey Club Bolzano Würth. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  30. ^ Season 1994-1995 - Hockey Club Bolzano Würth. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  31. ^ Season 1986-1987 - Hockey Club Bolzano Dival. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  32. ^ Season 1988-1989 - Hockey Club Bolzano Dival. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  33. ^ Season 1989-1990 - Hockey Club Bolzano Lancia. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  34. ^ Season 1991-1992 - Hockey Club Bolzano Lancia. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  35. ^ Season 1992-1993 - Hockey Club Bolzano Plose. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  36. ^ Season 1993-1994 - Hockey Club Bolzano Q8. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  37. ^ Season 2006-2007 - Hockey Club Bolzano Villani. URL consultato il 9 ottobre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DEIT) Dieter Knoll, Alex Raffeiner, 75 Jahre HC Bozen - 75 anni HC Bolzano, Bolzano, Athesia, 2008. ISBN 978-88-6011-136-4

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]