Radiotelevisione Azienda Speciale

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Radiotelevisione Azienda Speciale
Stato Italia Italia
Tipo azienda speciale
Fondazione 1975
Fondata da Provincia autonoma di Bolzano
Sede principale viale Europa 164A
39100 Bolzano
Persone chiave
  • Rudi Gamper, presidente
  • Georg Plattner, direttore
Settore telecomunicazioni
Prodotti trasmissioni televisive, trasmissioni radiofoniche, reti telefoniche
Sito web www.ras.bz.it/

La Radiotelevisione Azienda Speciale per la Provincia autonoma di Bolzano (ted. Rundfunkanstalt Südtirol, lad. Radiotelevijion- Azienda per Südtirol) è un'azienda speciale italiana di servizio pubblico radiotelevisivo che ha per compito la diffusione sul territorio altoatesino dei programmi radiotelevisivi dell'area di lingua tedesca e ladina. Ha assunto, inoltre, per conto della Provincia autonoma di Bolzano, il compito di promuovere la diffusione della banda larga per la trasmissione di dati via internet.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sin dall'inizio dell'era televisiva i sudtirolesi di lingua tedesca reclamarono il diritto di poter ricevere i programmi delle televisioni di lingua tedesca, cosa che non era consentita dalla legge italiana (monopolio radiotelevisivo). Per questo motivo nel 1966 il governo italiano fece creare il Sender Bozen della RAI, ossia il programma televisivo in lingua tedesca, che in quel periodo vide però il boicottaggio da parte della Südtiroler Volkspartei che lo considerava un mezzo al servizio della politica filogovernativa ed antiautonomista. Con il cosiddetto "pacchetto" di misure per l'autonomia del Sudtirolo (1972) si aprì la possibilità di realizzare un ente preposto alla trasmissione dei programmi in lingua tedesca degli altri paesi. Lo statuto di autonomia chiarisce infatti che La Provincia di Bolzano ha la potestà di emanare norme legislative che riguardino manifestazioni ed attività artistiche, culturali ed educative locali anche con i mezzi radiotelevisivi, esclusa la facoltà di impiantare stazioni radiotelevisive. Dunque la Provincia autonoma non ha diritto alla creazione di una propria emittente, ma ha la possibilità di permettere la ricezione di programmi radiotelevisivi nella provincia. A questo proposito venne fondata la RAS nel 1975. La RAS partecipa alla costruzione di infrastrutture comuni per servizi radiotelevisivi pubblici, servizi provinciali di comunicazione via radio, emittenti private e operatori di telefonia mobile su incarico della Giunta Provinciale, inoltre l'azienda collabora con la protezione civile dell'Alto Adige in modo da poter informare le popolazioni locali in caso di emergenza in modo immediato.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La RAS è un'azienda pubblica con personalità giuridica propria con un consiglio di amministrazione nominato per 2/3 dalla Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano. In base a dati dell'azienda la RAS ha 26 dipendenti. L'azienda è finanziata completamente dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

Programmi[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

La RAS diffonde su tutto il territorio provinciale i programmi delle emittenti pubbliche germanofone di Austria, Germania e Svizzera (di quest'ultima anche l'italofona RSI LA1). La digitalizzazione della rete è partita il 23 ottobre 2007 con la conversione di ZDF e SF in DVB-T. Le due frequenze liberate permettevano la contemporanea ricezione sia analogica che digitale dei due programmi dell'ORF. La RAS ha provveduto anche alla digitalizzazione provvisoria del Sender Bozen al posto della RAI, ricevibile su un ensamble della RAS insieme al programma nazionale di Rai 3 dal 14 ottobre 2008 e fino al completamento della digitalizzazione da parte della RAI. Dall'11 novembre 2009 l'intero Alto Adige è passato completamente al DVB-T.

Dal 15 novembre 2012 sono stati aggiunti i programmi svizzeri SF 1 e SF 2 in alta definizione e il canale culturale austriaco ORF III.

Tutte le emittenti mettono a disposizione i propri programmi gratuitamente: i cittadini dell'Alto Adige dunque hanno la possibilità di vedere la televisione pubblica di quattro paesi pagando il canone radiotelevisivo solamente per la ricezione della RAI.

I canali diffusi da RAS in DVB-T:

Ensamble Programmi TV Austria Programmi TV Germania Programmi TV Svizzera
RAS 1 UHF 34 ORF 1
ORF 2
ORF III
Das Erste (ARD)
3sat
ZDF
RAS 2 UHF 51 BR
KI.KA
Arte
SRF 1
SRF 2
RSI La1
RAS 3 UHF 27 ZDF HD
SRF1 HD
SRF2 HD
RAS 4 UHF 59 ORF 1 HD
ORF 2 HD
Das Erste HD (ARD)

Radio[modifica | modifica sorgente]

Anche la radio è in fase di digitalizzazione.

Le programmi radiofonici diffusi da RAS:

Internet a banda larga[modifica | modifica sorgente]

La RAS, su incarico della Provincia autonoma di Bolzano, ha finora bandito 3 gare per estendere la copertura a banda larga sul territorio provinciale. Il primo appalto è stato aggiudicato alla società Linkem S.p.A. La Provincia ha espresso riserve sui risultati conseguiti.[1]

Broadband 44+[modifica | modifica sorgente]

Il secondo e il terzo appalto sono stati aggiudicati a una associazione temporanea di imprese (Ati), denominata Broadband 44+[2]. Nel 2008 e nel 2009, Broadband 44+ ha realizzato una rete a banda larga con tecnologia wireless che serve complessivamente 65 comuni della provincia di Bolzano situati in posizioni orografiche difficili[2]. A fine agosto 2010, alla rete Broadband 44+ risultavano allacciate 5.000 utenze internet.

Le imprese associate in Broadband 44+ sono:

L'ente pubblico RAS ha messo a disposizione la sua rete di ripetitori e ha finanziato i costi dell'operazione con 6 milioni di euro[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Radiotelevisione Azienda Speciale | Progetti in attuazione | Pretio
  2. ^ a b Radiotelevisione Azienda Speciale | Progetti in attuazione | Banda Larga
  3. ^ . Nata come società pubblica della Provincia, l'azienda è stata poi privatizzata. Un consistente pacchetto azionario fa ora capo ad Athesia
  4. ^ . RUN spa è una joint venture tra la Cassa di Risparmio di Bolzano e la Federazione delle cooperative Raiffeisen che si era specializzata nella realizzazione della rete di connessione degli sportelli bancari
  5. ^ Per realizzare l'opera la Provincia di Bolzano ha utilizzato fondi dell'Unione europea

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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