Cattedrale di San Vigilio

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Coordinate: 46°04′01.26″N 11°07′16.99″E / 46.067017°N 11.121385°E46.067017; 11.121385

Duomo Cattedrale di San Vigilio
Facciata occidentale. Sulla destra si notano i segni del campanile meridionale, non ultimato.
Facciata occidentale. Sulla destra si notano i segni del campanile meridionale, non ultimato.
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Località Trento-Stemma.png Trento
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Vigilio di Trento
Diocesi Arcidiocesi di Trento
Consacrazione 1321
Stile architettonico Romanico
Inizio costruzione 1212
Completamento 1321
Lato settentrionale della cattedrale, con la fontana del Nettuno
Lato orientale della cattedrale. Da sinistra: il transetto meridionale, l'abside, il Castelletto del Vescovo con il campanile di san Romedio e, a destra, la Torre Civica
Il campanile di san Romedio ed il Castelletto del Vescovo sul lato orientale

La cattedrale di San Vigilio è situata in piazza del Duomo a Trento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È la principale chiesa cittadina ed è stata edificata sull'area in cui era originariamente presente un antico tempio dedicato a san Vigilio, da cui prende il nome e che è il patrono della città[1].

Alla morte di san Vigilio si rese necessaria la costruzione di una basilica sulla sua tomba, scavi recenti hanno evidenziato la presenza di un'antica costruzione ad un'unica navata di 14 × 45 m.

È comunque da ricordare che molto probabilmente, prima della morte del santo, fosse presente una chiesa, costruita secondo i modelli padani, ossia con aula unica e abside semicircolare rivolta verso est. Questa antica basilica era stata costruita fuori dalle mura perché fungeva da chiesa cimiteriale, infatti qui sono stati sepolti san Vigilio ed i tre martiri ananuensi Sisinnio, Martirio ed Alessandro.

Il principe vescovo Uldarico II (1022-1055) iniziò la costruzione del palazzo vescovile e la riedificazione della cattedrale. Quest'ultima aveva tre navate, con pilastri impostati su blocchi di base provenienti da resti romani ed è romana e semi greca, inoltre si iniziò anche la costruzione di una cripta.

Altemanno (1124-1149) proseguì la costruzione della cripta (che esiste tuttora) che verrà consacrata nel 1145. Ma se con Uldarico II la costruzione procedeva riadattando e utilizzando i resti romani, con Altemanno vennero aperte nuove cave, facendo così cessare la dipendenza dai resti classici.

Il vescovo Federico Vanga (Friederich Wanger) (1207-1218) decise di ricostruire interamente il duomo dalle fondamenta, affidando il progetto alle maestranze campionesi guidate da Adamo d'Arogno. La costruzione iniziò nel 1212, ma alla morte del Vanga in Terrasanta i lavori andarono in crisi.

Il progetto di Federico Vanga venne comunque sostanzialmente rispettato dai suoi successori che ne proseguirono la costruzione, mantenendone i caratteri principali stabiliti nel progetto, ovvero:

  • Tre navate scompartite da colonne a fascio
  • Transetto sporgente munito di tiburio
  • Navata maggiore terminante ad est della crociera con un presbiterio molto profondo e con un'abside semicircolare
  • Due campanili in facciata, ne fu ultimato solo uno. Questo si può notare dalla facciata, che risulta incompleta dove doveva sorgere il secondo campanile, e dall'interno con una scala che si ferma alle mura; ciò dà alla facciata un aspetto asimmetrico (nella chiesa della SS. Trinità in via S.Trinità, è visibile un'incisione di entrambi i campanili, ai piedi di un altare laterale).
  • Porta laterale a nord dotata di protiro
  • Capitelli a forma di bocciolo

Nel 1236 morì il maestro Adamo d'Arogno a cui successe il figlio Enrico di Fono d'Arogno, nel frattempo i fondi cominciarono a mancare e quindi il cantiere procedette a rilento.

Alla fine del Duecento il transetto settentrionale venne ornato con un rosone detto ruota della fortuna. Tra il 1305 e il 1307, Egidio da Campione diresse i lavori realizzando il fianco meridionale del duomo e la parte inferiore dei campanili. Nel 1321 il figlio di Egidio, Bonino da Campione, realizzò il rosone sulla facciata e aggiunse elementi ormai gotici.

Nel 1682 ad opera di Giuseppe Alberti venne realizzata la Cappella del Crocefisso, una struttura barocca inserita nelle forme quasi totalmente romaniche.

Nel 1511 venne incoronato al Duomo l'imperatore Massimiliano d'Asburgo che trasferì ad Innsbruck la sua residenza ufficiale nel Tirolo.

La chiesa dal 1545 al 1563 ospitò il Concilio di Trento.

Aneddoti[modifica | modifica wikitesto]

Una colonna annodata, ofitica, fa bella mostra di sé nel protiro meridionale nel transetto del Duomo, la cui strana foggia potrebbe indicare la teologia della trinità (Padre e Figlio legati dallo Spirito).[2] Da notare che alla base della colonnina di destra vi sono due fanciulli, che secondo la leggenda sarebbero i figli dell'architetto Adamo d'Arogno, i figli di Adamo, che continuarono la costruzione dopo la morte del padre.

Sulla parete nord del duomo, nei pressi della Sacrestia, è affrescata la leggenda di S.Giuliano laddove si erge un pulpito, lasciato vuoto apposta, a mezz'aria per enfatizzare la presenza del Padre (Gv 1,18; Gv 6,46; 1Gv4,12) che nessuno può vedere ma che tutti possono percepire. San Giuliano, il patrono della Val Rendena, si sarebbe fatto eremita per espiare una pena di parricidio dopo che aveva confuso i propri genitori con dei ladri. L'affresco è opera di Monte di Bologna.

Alle spalle del Duomo (el drio del dom) c'è una statua di S. Vigilio di Eraldo Fozzer che originariamente era stata prevista per il Palazzo delle Poste e che all'ultimo istante fu sostituita da quella di S. Cristoforo. La statua, curiosamente, non rispetta l'iconografica degli zoccoli (sgarmele) tramite i quali il santo subì il martirio.

Il Duomo sarebbe collegato al Palazzo delle Albere tramite un condotto sotterraneo, per permettere al cardinale Madruzzo di sfuggire alle lamentazioni del popolo di fedeli. Attualmente la via che collegava la villa al centro urbano è interrotta dalle ferrovie dello stato.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vigilio (387 - 400) è stato uno dei primi vescovi cittadini di cui si abbia notizia. All'epoca la diocesi trentina dipendeva da quella di Aquileia, ma è da notare che Vigilio strinse rapporti di amicizia e collaborazione con sant'Ambrogio, vescovo di Milano, uno dei padri della Chiesa. Con Vigilio ebbe inizio l'evangelizzazione delle valli trentine.
  2. ^ Cfr. un'analoga colonna nel pulpito della Pieve di San Pietro a Gropina.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Duomo, apt.trento.it. URL consultato il 22-12-2008.