Villa Pisani (Montagnana)

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Coordinate: 45°13′49.49″N 11°28′09.98″E / 45.230414°N 11.469439°E45.230414; 11.469439

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Villa Pisani
(EN) City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
VillaPisani Montagnana2007 07 11 1.jpg
Tipo Architettonico
Criterio C (i) (ii)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Villa Pisani è una villa veneta progettata nel 1552 circa da Andrea Palladio sotto la committenza di Francesco Pisani e realizzata tra il 1553 e il 1555 nel borgo di Montagnana. È inserita dal 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO assieme alle altre ville palladiane del Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La facciata verso il giardino
La facciata verso la strada, con il doppio ordine di semicolonne (immagine rettificata)

I Pisani erano potenti e influenti patrizi veneziani. Il cardinale Francesco Pisani, vescovo di Padova, era un mecenate e amico di artisti e letterati, da Paolo Veronese a Giovanni Battista Maganza, ad Alessandro Vittoria e allo stesso Palladio, questi ultimi entrambi coinvolti nella costruzione e decorazione della sua casa a Montagnana. Il cantiere è sicuramente attivo durante il settembre 1553 e risulta concluso nel 1555, compresa la decorazione plastica.

Descrizione del progetto[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio è sia palazzo di città che residenza suburbana e anche un esempio interessante della tipologia edilizia del Palladio. Privo di parti destinate a funzioni agricole, di bellezza astratta nel volume pressoché cubico, villa Pisani ben riflette il gusto sofisticato del proprietario. Per la prima volta compare in una villa un doppio ordine di semicolonne e un doppio loggiato coronato da timpano, soluzione già incontrata in palazzo Chiericati. Il tutto è cinto da un ininterrotto ed elegante fregio dorico su una tessitura di intonaco bianco a bugne graffite, che divide il piano terra da quello superiore. Nel fronte verso il giardino la bidimensionalità della parete si movimenta nello scavo plastico del portico e della loggia superiore.

Il materiale utilizzato è il mattone anche per la costruzione delle colonne.

Pur non esistendo disegni autografi palladiani relativi all’edificio, è possibile affermare che la tavola con la descrizione della villa dei Quattro libri dell'architettura (1570) è frutto di un ampliamento a posteriori dell’invenzione realizzata. Caso raro nella produzione palladiana, la villa è a due piani: il superiore con gli appartamenti padronali, l’inferiore per la vita di tutti i giorni, quando si trattano affari e si ricevono i fittavoli, e non solo d’estate come provano i numerosi camini. I due livelli presentano la medesima articolazione degli spazi interni. Diversi sono invece i soffitti, che al piano terreno sono voltati, a partire dallo straordinario ambiente a semicolonne, una via di mezzo fra atrio e salone, chiaramente l’ambiente più importante della casa con sculture delle Quattro stagioni di Alessandro Vittoria, poco prima impegnato nel palladiano palazzo Thiene. I collegamenti verticali sono assicurati da scale a chiocciola ovate poste simmetricamente ai lati della loggia verso il giardino.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]