Parenzo

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Parenzo
città
(HR) Poreč
(IT) Parenzo
Parenzo – Stemma Parenzo – Bandiera
Parenzo – Veduta
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione Grb Istarske županije.svg Istria
Amministrazione
Sindaco Edi Štifanić
Territorio
Coordinate 45°13′N 13°35′E / 45.216667°N 13.583333°E45.216667; 13.583333 (Parenzo)Coordinate: 45°13′N 13°35′E / 45.216667°N 13.583333°E45.216667; 13.583333 (Parenzo)
Altitudine 29 m s.l.m.
Superficie 113,7 km²
Abitanti 16 696 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità 146,84 ab./km²
Altre informazioni
Lingue italiano, croato
Cod. postale 52440
Prefisso 052
Fuso orario UTC+1
Targa PU
Nome abitanti Parenzani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Parenzo
confini comunali rispetto alla regione
confini comunali rispetto alla regione
Sito istituzionale

Parenzo (in croato Poreč, in veneto Parenso, in tedesco Parenz) è una città croata di 16.696 abitanti situata sulla costa occidentale della penisola istriana. È uno dei maggiori centri turistici della regione.

Di antiche origini romane, si è sviluppata attorno al porto, protetto dall'isolotto di San Nicola (oggi in croato Sveti Nikola). La popolazione della città si aggira attorno alle 7.600 persone, residenti in gran parte nelle periferie; comprendendo l'intero territorio comunale (142 km²), la popolazione sfiora le 20.000 unità.

L'area conta circa 37 km di coste comprese, da nord, tra il fiume Quieto (Mirna), a sud di Cittanova (Novigrad), e Fontane (Funtana), nei pressi di Orsera (Vrsar). Parenzo è sede vescovile con la Diocesi di Parenzo e Pola, suffraganea dell'Arcidiocesi di Fiume.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione di Parenzo era in prevalenza di lingua e cultura italiana (in genere parlanti il dialetto istro-veneto) sino all'annessione alla Jugoslavia (fine della seconda guerra mondiale) e al successivo esodo di gran parte degli italiani dall'Istria. Con il tipico contrasto fra la città italiana e la campagna slava che caratterizzava questa parte dell'Istria, la città ed i paesi del circondario erano popolati quasi esclusivamente da italiani, mentre nelle campagne era consistente (32,4% della popolazione dell'intero comune nel 1910) la componente croata.

Secondo il censimento austroungarico (Censimento 31 dicembre 1910, pubblicato sul Geographischer Atlas zur Vaterlandskunde dal K. u. k. Hof-Kartographische Anstalt G. Freytag & Berndt, Vienna, 1911) Parenzo città era abitata da 3992 persone delle quali 3962 (99,2%) erano italiani, 21 tedeschi, e 9 croati.

La popolazione dell'attuale comune di Parenzo, che comprende anche molte località dell'entroterra, risulta composta da croati (87,12%), italiani (6,42%) e albanesi (2,28%), secondo il censimento del 2001.

La presenza della minoranza italiana nel comune della città di Parenzo resta relativamente forte, tuttavia il bilinguismo è limitato alla doppia dicitura delle vie nella città di Parenzo e di alcune frazioni. Sul territorio comunale operano due differenti comunità italiane: quella di Parenzo città con 1.376 affiliati e quella di Monpaderno circa 276 affiliati (secondo i dati dell'Unione Italiana, l'organizzazione della minoranza Italiana di slovenia e Croazia). Il numero degli iscritti alle due comunità è relativo ai soli soci maggiorenni, ragion per cui il numero di "italiani", considerando anche i minorenni è ancora più alto. Considerando questi dati e non quelli ufficiali del censimento emergerebbe che la popolazione di lingua italiana a Parenzo, nonostante il massiccio esodo è ancora piuttosto forte e rappresenta oltre il 12% circa della popolazione totale del comune.

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2001
87,12% madrelingua croata
6,42% madrelingua italiana
0,88% madrelingua slovena
2,28% madrelingua albanese
0,73% madrelingua serba

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della città

Il luogo è abitato fin dalla preistoria. Nel II secolo a.C. i Romani costruirono un accampamento su una piccola penisola dalle dimensioni di circa 400 per 200 metri, che corrisponde all'odierno centro cittadino. Durante il regno dell'imperatore Augusto, nel 12 a.C., divenne un municipio ed entrò a far parte della X Regio Venetia et Histria; in seguito, all'inizio del I secolo d.C., fu elevato a colonia di cittadinanza romana col nome di Colonia Iulia Parentium.

Nel III secolo, nel luogo era presente una comunità di cristiani con un iniziale complesso edilizio destinato a scopi religiosi. Fu eretta a diocesi ed una basilica fu costruita nel V secolo da parte del santo vescovo Mauro, divenuto poi patrono della città.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476, seguì una serie di diverse forme di governo e di sovrani: inizialmente fu parte del territorio controllato dagli Ostrogoti e dopo il 539 divenne parte dell'Impero bizantino. In questo periodo il vescovo Eufrasio terminò la costruzione della grande Basilica che da lui prese il nome. A cavallo tra il VI secolo ed il VII secolo si verificarono anche nel Parentino le prime devastanti incursioni di tribù slave, che invasero e razziarono il territorio e cinsero d'assedio la città senza però riuscire a sopraffarla. Successivamente si ritirarono nell'entroterra montagnoso. A questi lutti e saccheggi si aggiunsero ripetute epidemie di peste che congiuntamente portarono ad un netto spopolamento del territorio, cosicché alcuni anni dopo s'iniziò a favorire l'insediamento, questa volta pacifico, di singoli gruppi slavi nel contado. Secondo alcune fonti, un primo insediamento di Croati risale circa al 620. Dal 788 fu governata dai Franchi. Nel XII secolo ci fu un breve periodo di indipendenza, interrotto poi dal governo del patriarca di Aquileia. Nel 1267 divenne parte del territorio controllato dalla Repubblica di Venezia, situazione che si protrasse per oltre cinque secoli. Nel 1797 fu per breve tempo tenuta dall'Impero d'Austria, passò quindi all'Impero Francese di Napoleone per tornare infine, dopo la sconfitta di quest'ultimo, austriaca. Nel 1861 divenne il capoluogo della regione istriana, ospitando la sede del parlamento regionale (Dieta Istriana), di scuole, di uffici giudiziari e amministrativi. Dopo la prima guerra mondiale fu annessa con tutta l'Istria all'Italia di cui condivise le sorti. Il trattato di Pace di Parigi del 1947, al termine della Seconda guerra mondiale, assegnò l'Istria alla Jugoslavia. Successivamente, al pari del resto dell'Istria, vi fu l'esodo massiccio di gran parte della popolazione italiana. Nel 1991, con la secessione dalla Jugoslavia della Croazia, passò sotto la sovranità di quest'ultima.

Ha una certa notorietà nella cultura popolare dell'Italia settentrionale, grazie alla canzone "La mula de Parenzo".

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Parenzo è diviso in 58 insediamenti (naselja):

  • Antonzi (Antonci)
  • Banchi (Banki)
  • Barcici (Brčići)
  • Balsarina (Bašarinka)
  • Bonazzi (Bonaci)
  • Bratovici (Bratovići)
  • Buici (Buići)
  • Cadumi (Kadumi)
  • Cattuno (Katun)
  • Cervera (Črvar)
  • Chirmegnacco (Kirmenjak)
  • Ciussi (Čuši)
  • Cosini (Kosinožići)
  • Cucaz (Kukci)
  • Decovi (Dekovići)
  • Filippini (Filipini)
  • Foscolino (Fuškulin)
  • Garbina
  • Frassineto (Jasenovica)
  • Gulich (Gulići)
  • Gegni (Jehnići)
  • Jacchi II (Jakići II)
  • Radolovi (Ladrovići)
  • Maggio (Veli Maj)
  • Magrini (Blagdanići)
  • Matterada (Materada Maj)
  • Micatti (Mihatovići)
  • Micetti (Mičetići)
  • Micheli (Mihelići)
  • Monghebbo (Mugeba)
  • Monpaderno (Baderna)
  • Monsalice (Mušalež)
  • Monspinoso (Dračevac)
  • Montisano (Montižana)
  • Mottolini (Matulini)
  • Parenzo (Poreč), sede comunale
  • Porto Cervara (Červar-Porat)
  • Racovazzi (Rakovci)
  • Radamanni (Radmani)
  • Radossi di Sbandati (Radoši kod Žbandaja)
  • Rupeni
  • Rusi (Ružići)
  • Sbandati (Žbandaj)
  • Serraio (Šeraje)
  • Spada (Špadići)
  • Stancio (Stranići kod Nove Vasi)
  • Stari (Starići)
  • Stefani (Štifanići)
  • Susgnano (Šušnjići)
  • Valcarina (Valkarin)
  • Varvari o Varvaro (Vrvari)
  • Velenicco (Veleniki)
  • Vesnaveri (Vržnaveri)
  • Villaggio di Maggio (Mali Maj)
  • Villanova (Nova Vas)
  • Vranni (Vranići kod Poreča)
  • Zanzini (Cancini)

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima locale è estremamente mite, libero dall'opprimente afa estiva. Il mese di agosto è il più caldo, con una temperatura media di 24 °C in condizioni di bassa umidità, mentre gennaio è il più freddo, con una media di 5 °C. Ci sono più di 2500 ore di sole all'anno, con una media di oltre 10 ore di sole nelle giornate estive. Le temperature del mare arrivano a 25 °C.

Le precipitazioni annuali di 920 mm sono equamente distribuite nel corso dell'anno. I venti sono la bora, che d'inverno porta l'aria fredda e tersa dal nord, lo scirocco, il vento caldo che porta la pioggia da sud. La brezza diurna che soffia dal mare verso terra è detta "Maestral", mentre la brezza notturna, che soffia dalla terra verso il mare, è detta "Levante".

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Grotta di Baredine

La grotta di Baredine è l'unico monumento geologico nelle vicinanze. Il Canale di Leme (Limski Kanal) è una struttura lunga 12 km simile a un fiordo, ultimo tratto del profondo Vallone (Draga) creato dal torrente Foiba (Pazinčica), che scende dal cuore dell'Istria erodendo il terreno nel suo corso verso il mare. Occasionalmente si trovano blocchi di quarzo, solitamente esposti dall'erosione marina.

Il territorio è ricco di pinete e di macchia mediterranea, principalmente composta da olmi. Per generazioni, la fertile terra rossa (o Cirquenizza), mescolata a pietre, è stata usata nella coltivazione di cereali, frutteti, ulivi, ortaggi. Oggi, è significativa la produzione di cibi biologici, ulivi, e vini di qualità tipicamente italiani, come Malvasia, Borgogna, Merlot, Pinot, e Terrano.

Comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le principali vie di comunicazione sono stradali. Parenzo è ben connessa al resto dell'Istria e a tutte le città principali come Trieste, Fiume, Lubiana e Zagabria. L'aeroporto commerciale più vicino si trova a Pola. Il traffico marittimo è meno importante rispetto ai secoli passati, ed oggi è composto principalmente da barche da diporto. La connessione ferroviaria più vicina è a Pisino (Pazin), sede del governo regionale, (Regione Istriana). Nel 1902 venne inaugurata una linea ferroviaria a scartamento ridotto, chiamata Parenzana o Parenzaner Bahn, che collegava Parenzo a Trieste. Restò in servizio fino al 1935.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente, le attività della popolazione sono sempre state collegate alla terra e al mare. L'unica industria importante è quella alimentare. Essendo completamente integrata con l'Europa dal 1994, i settori di commercio, finanza e comunicazioni sono in crescita. La primaria fonte di reddito è il turismo. I prezzi degli immobili sono molto alti a causa della notevole posizione della città.

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso alla basilica eufrasiana di Parenzo

La pianta della città mostra ancora la struttura del castrum romano: le strade principali, il Decumanus ed il Cardo Maximus sono infatti conservate nelle loro forma antiche. Marafor (che deriva dal latino Major Forum) è la piazza romana con due templi; uno di questi (dimensioni 30x11m), eretto nel I secolo è dedicato al dio romano Nettuno. Ci sono poi nella città alcune case romaniche, bei palazzi gotici veneziani come la chiesa francescana e la barocca sede dell'Assemblea istriana.

Il complesso della Basilica Eufrasiana, risalente al V secolo ma ampliato nel VI sotto il vescovo dell'Impero bizantino Eufrasio, è il principale monumento di Parenzo, protetto dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità dal 1997.

Fra il XII e il XIX secolo la città ha avuto famose fortificazioni.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1844 la società dei vaporetti, il Lloyd Austriaco di Trieste, aprì una linea turistica che comprendeva Parenzo. Già nel 1845 venne stampata la prima guida turistica che descriveva la città. L'aristocrazia austro-ungarica fu la prima a scoprire Parenzo, nel 1866, quando l'arciduchessa austriaca Stephanie introdusse la città al pubblico entrando nel porto di Parenzo a bordo del suo yacht Phantasy. Nel 1867 l'arciduca Carlo Stefano e l'arciduchessa Maria Teresa d'Asburgo-Lorena vi passarono le vacanze, mentre nel 1868 fu visitata da Carlo Luigi d'Austria. Il più vecchio hotel della città è il celeberrimo Riviera, costruito nel 1910. In seguito fu la volta del Parentino e di altri.

La "capitale" del turismo[modifica | modifica wikitesto]

Parenzo oggi è la capitale croata del turismo. La città offre più di 95.000 posti letto, più di 30 hotel, 13 campeggi, campeggi e villaggi per naturisti, 16 complessi di appartamenti, ville, bungalow, case e camere in affitto. L'infrastruttura turistica è intenzionalmente sparsa lungo i 37 km di costa, tra il fiume Quieto (Mirna) e il Canale di Leme (Limski Kanal). A sud si trovano complessi come Plava Laguna, Zelena Laguna, Bijela Uvala, (plavo=blu, zeleno=verde, bijelo=bianco, uvala=baia), Brulo. A nord si trovano altri complessi quali Materada, Červar-Porat, Ulika, Lanterna. Più del 30% dei turisti in vacanza sulle coste occidentali dell'Istria (la regione più visitata della Croazia), soggiornano qui.

Questi "sobborghi estivi" sono dotati di hotel, spiagge, campeggi, porti turistici, grandi magazzini, parchi gioco, trasporti, divertimenti, e vari negozi. nell'alta stagione, l'area ha una popolazione che supera i 120.000 residenti. Poiché gran parte delle attività vacanziere si svolgono fuori dalla città, il centro di Parenzo si affolla solo durante la sera, quando i turisti si riversano nei ristoranti, nei bar e nelle discoteche.

Oltre che dal Sole e dal mare, i turisti sono attratti dal centro storico, con i suoi musei e gallerie. Molti ospiti probabilmente non realizzano o non pensano di camminare in strade costruite dagli antichi romani, arricchite da tracce di altre grandi culture.

Fuori stagione la zona è visitata nei fine settimana da turisti provenienti soprattutto dall'Italia ma anche dal resto della Croazia, da Slovenia e Austria. Si stanno sviluppando diversi agriturismi. L'infrastruttura sportiva è sviluppata e sfruttabile tutto l'anno. Durante la guerra nei balcani (1991-1994), l'infrastruttura venne usata per ospitare i rifugiati provenienti da altre parti della nazione.

Persone legate a Parenzo[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Alberi, Istria, storia, arte, cultura - Lint Editoriale Trieste, edizione italiana
  • Fabio Amodeo, TuttoIstria - Lint Editoriale Trieste

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]