Giovanni Miani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il cantante italiano omonimo, vedi Miani.
Giovanni Miani

Giovanni Miani (Rovigo, 17 marzo 1810Nangazizi, novembre 1872) è stato un esploratore italiano.

Busto di Giovanni Miani, di Giuseppe Soranzo, conservato presso l'Accademia dei Concordi, Rovigo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio eclettico (cantante con voce di baritono, tecnico agrario, pedagogo, studioso), dopo la sua partecipazione ai moti risorgimentali del 1849 fu costretto all'esilio dalle autorità austriache, cosa che lo porterà a soggiornare in diverse città, come Atene e Smirne.

In Egitto nel 1859 iniziò il suo viaggio verso sud alla ricerca delle sorgenti del Nilo, risalendolo con una spedizione fino a Khartum, dove venne abbandonato dai compagni di viaggio; proseguirà da solo vero Gondokoro e ancora più a sud, scoprendo un importante affluente destro del Nilo, il fiume Achwa (ovvero Aswa o Assua) che scorre dall'Uganda verso il Sudan del Sud; disegnò una mappa del bacino del Nilo per la Società Geografica Francese[1]. La sua marcia si arrestò nel villaggio ugandese di Galuffi, a poche giornate dallo sbocco del Nilo dal lago Vittoria.[2]

Nel 1871 partì da Khartum per il suo secondo più importante viaggio: risalire il fiume Bahr al-Ghazal. Il viaggio lo portò oltre lo spartiacque nilo-congolese nel territorio degli Adio - Azande, a Nangazizi, alla corte del re Mbunza, dove morirà l'anno successivo [3]. La notizia della sua morte arriverà in Italia solo nel novembre 1873; lo scultore Virgilio Milani realizzerà in suo onore una statua marmorea.

Venne soprannominato il leone bianco dalle tribù dei luoghi che visitò[4]. Sostenne l'indipendenza di Venezia, e questo fu il motivo sul quale si fondò la condanna all'esilio.

La tomba di Miani verrà ritrovata alla fine del 1881 dall'italiano Gaetano Casati, un esploratore partito dall'Italia il 24 dicembre 1879, che poi proseguirà i suoi viaggi di esplorazione recandosi in Sudan e in Equatoria, dove parteciperà alla spedizione che porterà in salvo Emin Pascià.

Museo di storia naturale (Venezia)

.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Ratti, Margherita Fusco, Viaggio verso le sorgenti del Nilo in Memorie del museo civico di storia naturale di verona – 2. Serie. Monografie Naturalistiche 4 (2009), 2009.
  2. ^ (EN) Robert Brown, The story of Africa and its explorers.
  3. ^ BOLLETTINO DELLA SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA, volume IV, fasc. 2, Roma, STABILIMENTO GIUSEPPE CRIVELLI, febbraio 1879.
  4. ^ Superquark 23 dicembre 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Cimmino, Giovanni Miani: alle sorgenti del Nilo, in Viaggiatori veneti alla scoperta del Nilo, a cura di A. Siliotti, Venezia 1985, pp. 117-121;
  • F. Surdich, Dagli esploratori ai colonizzatori, in Africa. Storie di viaggiatori italiani, Milano 1986, pp. 172-176;
  • G. Civiletti, Un veneziano in Africa. Vita e viaggi di G. M. secondo i suoi diari, Torino 1991;
  • S. Puccini, Gli Akka del Miani (1872-1883), in Id., Andare lontano. Viaggi ed etnografia nel secondo Ottocento, Roma 1999, pp. 75-116;
  • G. Romanato, Giovanni Miani e il contributo veneto alla conoscenza dell’Africa. Esploratori, missionari, imprenditori, scienziati, avventurieri, giornalisti. Atti del XXVIII Congresso di studi storici, Rovigo 2003, Rovigo 2005;
  • F. Surdich, Miani Giovanni, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 74, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, 2010, pp. 100-104.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie