Piombi

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I Piombi sono la parte sottotetto delle antiche prigioni (Prigioni Vecchie) di Venezia, situate nel complesso del Palazzo Ducale.

Risalgono all'XI secolo, quando, al sorgere della repubblica marinara, il Consiglio dei Dieci vi raccoglieva i suoi prigionieri. Inizialmente collocate in un'ala dell'antico castello, poi, nel Trecento, furono spostate in un nuovo plesso, separato dal castello dal celebre Ponte dei Sospiri.

Nell'ubicazione del Palazzo Ducale, erano ripartite in pozzi, ubicati al piano terreno, particolarmente umidi e malsani, e camerotti o piombi, posti subito sotto il tetto del palazzo costituito da lastre di piombo, da cui il nome.

Vi furono imprigionati personaggi famosi, fra i quali Giordano Bruno, Silvio Pellico, Daniele Manin, Nicolò Tommaseo e Giacomo Casanova; quest'ultimo diede ai Piombi vasta notorietà poiché li descrisse nelle sue "Memorie" e soprattutto in "Storia della mia fuga dai Piombi", lasciandoci dettagli della struttura e delle modalità detentive e raccontandoci come riuscì ad evaderne nel 1756. Ma forse l'aspetto più interessante della descrizione casanoviana è quello relativo all'organizzazione carceraria del tempo.

I detenuti godevano di assistenza medica, potevano farsi portare un cibo speciale dall'esterno o ordinarlo al carceriere e godevano anche di un'assegnazione in denaro per le piccole necessità. Con quest'ultima, potevano dare commissioni al carceriere il quale doveva renderne il conto. Potevano anche farsi portare mobili e suppellettili come letti, piatti e così via. Le pulizie della cella erano eseguite regolarmente, così come era consentita una passeggiata quotidiana fuori dalla cella, ma sempre nel sottotetto. Tutto questo avveniva alla metà del '700 nei camerotti. Casanova descrive di sfuggita anche la situazione nei cosiddetti pozzi, situazione assai peggiore per chi vi era recluso. Probabilmente, vi era una notevole discrezionalità non solo nell'irrogazione della pena, ma anche nelle modalità esecutive. In particolare. i pozzi erano destinati ai detenuti comuni, mentre i piombi ai detenuti di origine nobiliare o ai clerici.

Nel 1797, i Piombi furono dismessi come prigioni a causa di una riorganizzazione dei volumi a destinazione carceraria, con la quale si crearono le Nuove Prigioni. Successivamente, fu sostituito come carcere cittadino dal complesso attualmente utilizzato come sezione attenuata tossicodipendenti ubicato nell'isola della Giudecca, fino al 1926, anno nel quale fu inaugurato il carcere di Santa Maria Maggiore, nel sestiere di S. Croce.

Durante la dominazione austriaca, si chiudevano nei Piombi i prigionieri politici. Vi fu rinchiuso, fra gli altri, Silvio Pellico, come narra ne Le mie prigioni, capp. XXIII e segg.

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