Guariento di Arpo

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Arcangelo Michele, Musei Civici di Padova.

Guariento di Arpo (Piove di Sacco, 13101370) è stato un pittore italiano.

Essendo piuttosto scarsa la documentazione scritta su questo artista padovano del Trecento, i suoi dati biografici vanno accolti con molta cautela: così, data e luogo di nascita sono solo indiziari, mentre la data di morte va intesa nel senso di un terminus ante quem. Per certo si sa che Arpo non è un toponimo, bensì il nome del padre, e che il pittore fu attivo a Padova e Venezia dal 1338 al 1367.

A Padova[modifica | modifica wikitesto]

La sua presenza è documentata a Padova a partire dal 1338 al servizio dei signori della città, i Da Carrara. Qui, verso il 1357[1] dipinse il celebre ciclo degli Angeli di Guariento, pitture su tavola di 57x80 cm commissionate per la cappella privata della Reggia Carrarese (presso la Loggia dei Carraresi), oggi conservate nel Museo d'arte medievale e moderna di Padova. Vi sono rappresentati i nove cori angelici, nella classica suddivisione in tre gerarchie elaborata dallo Pseudo-Dionigi l'Areopagita nel De coelesti hierarchia, con angeli che proteggono pellegrini e marinai, giudicano le anime dei morti o conculcano e incatenano i demoni.

Un'altra immagine dell'Arcangelo Michele, Musei Civici di Padova.

Nella realizzazione di queste opere egli seguì l'angelologia medievale, con figure sinuose e longilinee, di linearismo tipicamente gotico soprattutto nei sontuosi panneggi falcati, nelle quali infuse una plasticità di derivazione giottesca. Evidente è anche il retaggio bizantineggiante, ancora molto vivo nell'area di influenza veneziana: caratteristiche dell'iconografia bizantina sono, per esempio, l'aspetto ieratico dei personaggi, le loro acconciature calligrafiche, la vacua fissità degli sguardi[2], le ali "fiammeggianti" o, nelle rappresentazioni dell'Arcangelo Michele qui riprodotte, la preferenza per gli abiti da dignitario di corte con in mano la bilancia per pesare le anime (la cosiddetta "psicostasia"), rispetto a quella occidentale di condottiero delle schiere angeliche contro quelle degli angeli ribelli.

A Venezia e Bolzano[modifica | modifica wikitesto]

A Venezia nel 1365, sotto il dogato di Marco Corner, gli fu commissionato un grande affresco per la Sala del Maggior Consiglio all'interno del Palazzo Ducale, dove realizzò una monumentale Incoronazione della Vergine davanti alle gerarchie celesti, comunemente conosciuta con il nome di Paradiso.[3]

Fu attivo anche a Bolzano, dove affrescò nella Chiesa dei Domenicani la cappella di San Nicola, oggi distrutta.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ O intorno al 1345, secondo altre interpretazioni.
  2. ^ Che tuttavia «hanno occhi così lucidi e commossi da trapassare il cuore» (Alfredo Tradigo, "A ognuno i suoi angeli", su L'Osservatore Romano del 7 aprile 2011. Consultabile anche sul sito dell'autore).
  3. ^ Gravemente danneggiato da un incendio nel 1577, l'affresco del Guariento fu sostituito dall'enorme tela (la più ampia al mondo), realizzata dal Tintoretto tra il 1588 e il 1592, pure intitolata Paradiso. Per informazioni dettagliate sui due "Paradisi", relative immagini e una ricostruzione dell'affresco originale, si può consultare il sito della Fondazione Musei Civici di Venezia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesca Flores D'Arcais, Guariento, Venezia, Alfieri, 1965.
  • Francesca Flores D'Arcais, Guariento. Tutta la pittura, Venezia, Alfieri, [1974].
  • La pittura nel Veneto. Il Trecento, 2 voll., Milano, Electa, 1992.

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