Rosa Russo Iervolino
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| Rosa Russo Jervolino | ||||
| Luogo di nascita | Napoli | |||
| Data di nascita | 17 settembre 1936 | |||
| Partito politico | Partito Popolare Italiano | |||
| Coalizione | Governo D'Alema I | |||
| Mandato | 21 ottobre 1998 - 22 dicembre 1999 |
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| Predecessore | Giorgio Napolitano | |||
| Successore | Enzo Bianco | |||
| Parlamento Italiano Camera dei deputati |
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| On. Rosa Russo Jervolino | |
| Partito | Partito Popolare Italiano |
| Legislatura | XII e XIII Legislatura |
| Parlamento Italiano Senato della Repubblica |
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| Sen. Rosa Russo Jervolino | |
| Partito | Democrazia Cristiana |
| Legislatura | VIII, IX, X e XI Legislatura |
Rosa Jervolino (Napoli, 17 settembre 1936) è una politica italiana, più volte parlamentare e ministro della Repubblica, attualmente sindaco di Napoli.
È conosciuta anche con la trascrizione del cognome Iervolino, o col vezzeggiativo Rosetta, e si è presentata alle competizioni elettorali come Rosa Iervolino Russo, con il cognome del marito. Il nome "Rosa Russo Iervolino", pur essendo quello maggiormente usato dai media, è improprio, in quanto in Italia il cognome del marito si può posporre, ma non anteporre, al proprio.[1]
Oltre ad essere la prima donna a ricoprire la più alta carica del capoluogo campano, è stata anche la prima donna ministro dell'Interno della storia della Repubblica.
Ha tre figli: Michele, Maria Cristina (che vive a Bruxelles) e Francesca.
[modifica] Biografia e carriera politica
Figlia di Angelo Raffaele Iervolino, ministro nei governi De Gasperi[2] e di Maria De Unterrichter, parlamentare della Democrazia Cristiana all'Assemblea Costituente. Laureata in giurisprudenza, fece parte dell'ufficio studi del CNEL dal 1961 al 1968, mentre dal 1969 al 1973 collaborò con l'Ufficio Legislativo del Ministero del Bilancio.
Impegnata politicamente nella Democrazia Cristiana, divenne vice-presidente della Federazione Femminile, con cui lavorò dal 1968 al 1978. Responsabile dei rapporti tra lo Scudo Crociato e la famiglia dal 1974, nel 1979 divenne per la prima volta senatrice.
Presidente della commissione parlamentare di vigilanza RAI dal 1985 al 1987, fu ministro per gli Affari Sociali durante il governo Goria, per poi essere confermata in questa carica anche nei successivi governi guidati da Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti. In questi anni è anche presidente del Consiglio d'Istituto di uno degli istituti superiori più prestigiosi di Roma, la Scuola Pontificia Pio IX dei Fratelli di Nostra Signora della Misericordia .
In queste vesti, si fece promotrice con Bettino Craxi del "Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope", (art. 118 del DPR 309/90 e Decreto 444/90) che di fatto stabiliva la punibilità dei consumatori di stupefacenti. La legge, cosiddetta Craxi-Iervolino-Vassalli, dai nomi dei primi firmatari, si attirò le critiche degli anti-proibizionisti e venne parzialmente abrogata con un referendum il 18 aprile del 1993.
Nominata successivamente Ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo di Giuliano Amato. Come ministro dispose il ritiro di un fumetto Anti-Aids di "Lupo Alberto" che informava gli studenti delle scuole superiori sulla modalità di uso del preservativo, suscitando polemiche[3]. Come presidente della Democrazia Cristiana assisté all'opera di rinnovamento portata avanti dal segretario Mino Martinazzoli che portò alla fondazione del Partito Popolare Italiano. Con le dimissioni di Martinazzoli del marzo 1994, assunse l'incarico, come presidente del Consiglio nazionale, di reggente della democrazia cristiana, dilaniata da scandali e corruzione, nello stesso anno fu rieletta al Senato della Repubblica. Favorevole all'alleanza del'Ulivo di Romano Prodi, fu eletta alla Camera dei Deputati nel 1996, legislatura in cui divenne durante il governo D'Alema la prima (e fino ad ora unica) donna della storia d'Italia ad occupare l'incarico di Ministro degli Interni[4]. Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, nel 2001 viene eletta sindaco di Napoli con il 52,9% dei voti, sostenuta in giunta dai partiti del'Ulivo, battendo al ballottaggio il candidato del centrodestra, Antonio Martusciello.
Viene riconfermata sindaco nel 2006 con il 57% delle preferenze contro il candidato del centrodestra Franco Malvano, ex questore di Napoli.
Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD.
A seguito dello scandalo rifiuti che ha coinvolto la città di Napoli, e della bufera giudiziaria che investito la sua giunta sul finire del 2008 per le indagini sulla delibera Global Service approvata dal Comune, alla Iervolino è giunto da più parti l'invito a dimettersi dalla carica di sindaco. Nel gennaio 2009 però la Iervolino ha deciso di restare al proprio posto e di procedere a un rimpasto degli assessori. Ha suscitato polemiche il fatto che in occasione del vertice per la formazione della nuova giunta il sindaco abbia registrato di nascosto le conversazioni tenute con il segretario locale del PD Luigi Nicolais, all'insaputa di costui, il quale, una volta messo al corrente, ha dichiarato: «Non mi è sembrata una cosa bella. Si tratta di una vicenda eticamente originale, ed è anche una delle ragioni per cui ho lasciato», riferendosi alle sue dimissioni da segretario provinciale avvenute subito dopo,[5] carica che sarà ricoperta dal Senatore Enrico Morando in qualità di Commissario straordinario inviato dal Partito.
[modifica] Note
- ^ http://www.comune.pisa.it/doc/palla/anagrafe/leggi-circolari/p0000866.txt.htm
- ^ (DE) Signora Jervolino will Neapel vor den Nato-Gegnern retten. Welt Online, 31 agosto 2001. URL consultato il 20-12-2007.
- ^ corriere.it: Caso Lupo Alberto: Aids, esposto contro la Jervolino, Corriere della Sera, 29 gennaio 1993
- ^ http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_dei_Ministri_dell%27Interno_della_Repubblica_Italiana
- ^ Corriere della Sera del 6 gennaio 2009
[modifica] Collegamenti esterni
- Dati personali - XII Legislatura. Camera dei Deputati. URL consultato il 20-12-2007.
- Il profilo del candidato: Rosa Russo Iervolino. La Stampa, 15 maggio 2006. URL consultato il 20-12-2007.
- Rosa Russo Jervolino. la Repubblica, 21 ottobre 1998. URL consultato il 20-12-2007.
- Scheda su openpolis.it di Rosa Russo Iervolino
| Predecessore: | Ministro della Pubblica Istruzione | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Riccardo Misasi | 28 giugno 1992 - 28 aprile 1993 | Rosa Russo Iervolino | I |
| Rosa Russo Iervolino | 28 aprile 1993 - 10 maggio 1994 | Francesco D'Onofrio | II |
| Predecessore: | Sindaco di Napoli | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Riccardo Marone | dal 13 maggio 2001 | in carica |
| Segretari del PPI (1994-2002) - Cronologia | |
|---|---|
| Mino Martinazzoli (1994) · Rosa Russo Iervolino (1994) · Rocco Buttiglione (1994-1995) · Gerardo Bianco (1995-1997) · Franco Marini (1997-1999) · Pierluigi Castagnetti (1999-2002) |

