Ospedale di Parma

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Ospedale Maggiore
Stato Italia Italia
Località Parma
Indirizzo Via Gramsci, 14
Fondazione 1201
Posti letto 1.218
Numero ricoveri annui 52.678
Numero impiegati 3.796
Direttore generale Leonida Grisendi
Direttore sanitario Luca Sircana
Direttore amministrativo Maria Rita Buzzi
Sito web http://www.ao.pr.it/

L'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma è una struttura ospedaliera ad alta specializzazione che usufruisce della presenza fondamentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma, offre servizi diagnostici, terapeutici e riabilitativi, tra i più numerosi della regione Emilia-Romagna ed è centro di riferimento traumatologico e neurochirurgico per l’Emilia nord-occidentale. Le province più interessate dai servizi dell'ospedale sono Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Dispone di 1.359 posti letto e nel 2007 sono stati registrati 51.516 ricoveri tra ordinari, in day hospital, urgenti e ad alta specialità[1]. L'ospedale offre lavoro a 3.150 dipendenti dei quali 2.288 risiedono in città, mentre 707 in provincia[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'ospedale di Parma nacque nel 1201 dalla volontà di fabbri, calzolai, macellai e muratori raccolti nei singoli ordini.

Alla prima costruzione, che si dice fondata nel 1201 da Rodolfo Tanzi, seguì nel 1517 in via D'Azeglio (all'epoca strada di porta Santa Croce), dopo quarant'anni di lavoro, il grande ospedale della città. Un ospedale non più per ospitare gli infermi, come spesso accadeva in precedenza, ma per curare e possibilmente guarire, frutto della nuova concezione rinascimentale. Curare gli infermi è uno dei temi degli affreschi con le opere della Misericordia, custodite oggi presso la Galleria Nazionale, commissionate dal "Consorzio dei vivi e dei morti", l'ente che gestiva allora l'ospedale.
Sullo stemma della cancellata del vecchio ospedale (noto ai parmigiani come "Ospedale Vecchio") si leggono le cifre OM, che ricordano il primo nome Ospedale della Misericordia, e il motto in latino «Quisquit eget hic recipi debet» (chiunque ha bisogno qui deve essere accolto). Successivamente il nome cambierà in Ospedale di Sant'Ilario, dall'omonimo oratorio interno dedicato a Sant'Ilario, patrono della città.

A partire dagli anni venti del '900 furono costruiti, nell'area dell'Oltretorrente tra l'antica via Emilia e via Abbeveratoia, 18 padiglioni per ospitare le diverse attività ospedaliere e universitarie. Ad essi si aggiunsero altri quattro veri e propri presidi ospedalieri esterni: lo "Stuard" (sede della clinica geriatrica), l' "Ugolino da Neviano"[3], il "Vighi"[4] e il "Rasori" (sanatorio intitolato a Giovanni Rasori). La nuova struttura prese il nome di Ospedale civile di Parma.

Oggi l'ospedale a padiglioni rappresenta una concezione superata, sia dal punto di vista clinico-assistenziale che da quello funzionale. Per questo motivo l'ospedale di Parma, noto comunemente come "Ospedale Maggiore", ha rivoluzionato a partire dagli anni '70 il suo assetto edilizio. Il nuovo ospedale è una struttura con pochi, grandi poli, tutti ubicati nell'area storica dell'Ospedale Maggiore, che raccolgono e integrano attività vicine e complementari. Una struttura più semplice e razionale, più comprensibile e accogliente per i cittadini, più funzionale per gli operatori sanitari.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fonte Servizio sanitario dell'Emilia-Romagna
  2. ^ Fonte Infomobility Parma
  3. ^ Situato in strada del Quartiere, ospitava la clinica ortopedica e la clinica psichiatrica, entrambe trasferite nell'Ospedale Maggiore. La clinica ortopedica è ora posta nella nuova struttura detta "Monoblocco", la clinica psichiatrica ha sede nel "Padiglione Braga", intitolato al prof. Angelo Braga, primario per 41 anni della II Divisione Medica.
  4. ^ Il padiglione Vighi, situato in strada del Quartiere, ospita oggi la clinica neurologica.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]