Autodifesa

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Tecniche di autodifesa descritte da un manuale della Marina Militare italiana

Con autodifesa, o difesa personale, si indica la capacità propria di difendersi dai pericoli e dalle minacce all'integrità fisica e psichica.

Essa può consiste anche nel saper gestire o evitare una disputa (non necessariamente sfociante in aggressione, fisica e/o verbale) tra individui prima che essi, per svariati motivi, possano giungere ad uno scontro.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

È molto diffusa l'opinione che la difesa personale sia solo un insieme di tecniche ed insegnamenti atti ad usare violenza per sopraffare fisicamente un avversario prima che sia lui a farlo, confondendo l'autodifesa con lo street fighting. In realtà la difesa personale comprende esclusivamente tecniche e strategie per la difesa dalle aggressioni, a livello fisico, psicologico e verbale.

In tema di autodifesa un concetto molto importate è quello della prevenzione, e per questo viene incluso negli studi di tali tecniche. La prevenzione serve ad evitare inutili situazioni di rischio per la persona. Spesso questo concetto non è compreso immediatamente da chi si avvicina per la prima volta allo studio di tali tecniche.

La difesa personale deve quindi essere vista come una cultura di prevenzione adatta a tutti. Lo studio di un'arte di difesa prima di tutto intende dare fiducia in sé stessi ed una conoscenza dei rischi e delle violenze, l'atteggiamento di una coscienza preventiva di qualsiasi attacco.

L'attività di difesa personale parte da due filosofie essenziali:

  • essere preparati;
  • serve solo per difesa e mai per offesa.

Le tecniche di difesa personale si differenziano per due caratteristiche fondamentali:

  • l'applicazione: devono cioè essere eseguite nel modo più efficace possibile, e soprattutto non ci sono esclusioni di colpi;
  • la durata: mentre l'allenamento sportivo prepara l'atleta ad affrontare incontri molto lunghi, suddivisi magari in più round, quello di autodifesa prepara l'allievo ad affrontare scontri che magari possono durare pochi secondi. Lo scopo non è ovviamente quello di totalizzare più punti dell'avversario, ma quello di terminare lo scontro a proprio favore e nel più breve tempo possibile.

Sistemi di difesa personale[modifica | modifica sorgente]

Le attività rivolte al miglioramento della difesa personale sono molte.

Si evidenziano, in particolare:

Per quanto riguarda lo studio delle arti marziali e di sport da combattimento non ci sono prescrizioni particolari, tranne una idonea forma fisica, accompagnata talvolta da certificazione medica di sana costituzione, ove ciò sia previsto dalla legge.

Per quanto riguarda gli articoli dissuasivi come spray urticanti, (generalmente, al gas OC) ed altri dispositivi (come taser, e tirapugni) ci sono stati a livello mondiale diversi dibattiti in proposito. Per il possesso e porto di armi le prescrizioni infatti si fanno più severe. È necessario il porto d'armi (almeno nel caso in cui si voglia portare con sé o trasportare l'arma) che viene rilasciato a fronte di molti documenti, non ultimo la verifica di pendenze penali.
Spesso si trovano, disponibili in commercio, diversi dispositivi dissuasivi concepiti per esigenze di difesa personale, tuttavia in Italia, vi sono problemi legali nel porto e nell'utilizzo di tali oggetti, anche se formalmente non qualificati come armi.

L'attività di guardia del corpo per la quale è chiaro che non ci sono prescrizioni medico/tecniche tranne la valutazione della reale necessità a causa del peso economico che potrebbe comportare, non ha in tutti gli stati alcun formale riconoscimenti giuridico, poiché la protezione delle persone è attività esclusiva di competenza statale, pertanto l'unica protezione consentita al singolo individuo è quella che deriva dall'invocazione dell'istituto della legittima difesa.

Tecniche di combattimento corpo a corpo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Combattimento corpo a corpo.

Le tecniche di difesa dalle aggressioni fisiche e del combattimento corpo a corpo allo scopo sono molteplici e variano da scuola a scuola. Tutte però hanno in comune la ricerca della semplicità di esecuzione e l'efficacia. È importante che una tecnica di difesa entri nella "memoria fisica" di chi la esegue, cioè deve essere eseguita spontaneamente.
Non esiste una tecnica in assoluto più efficace di altre, ma esistono principi e linee guida da seguire affinché la tecnica utilizzata lo possa diventare.

Alcuni concetti da tener presente potrebbero essere:

  • cercare di mantenere l'iniziativa, incalzando l'avversario per non dargli il tempo di reagire e possibilmente di attaccare;
  • puntare alle parti anatomiche più esposte e delicate (per es. occhi, naso, genitali);
  • ogni parte del corpo può diventare un'arma, senza dimenticare che praticamente qualsiasi oggetto può essere usato allo stesso scopo.

Riguardo tipi di attacchi ravvicinati nel combattimento corpo a corpo possiamo ricordare:

  • colpi al naso: cercare di colpire l'avversario sul naso, così da guadagnare momenti utili per fuggire oppure per sferrare un colpo ai genitali, così da finire definitivamente l'avversario.
  • colpo ai genitali: cercare di colpire con un calcio o una ginocchiata i genitali dell'avversario, così da finirlo definitivamente.
  • calcio al ginocchio: se portato frontalmente poco sopra il ginocchio, può portare alla rottura dei legamenti dello stesso. Se viene portato un colpo a girare sul lato del ginocchio, può provocare la fuoriuscita della rotula e il KO dell'avversario.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si pensi, ad esempio, al metodo Ege in tema di mobbing o alla teoria del meccanismo di difesa nella psicoanalisi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]