Benelli Armi

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Benelli Armi S.p.a.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1967
Fondata da Giovanni Benelli
Sede principale Urbino
Gruppo Beretta Holding
Prodotti Armi da fuoco
Sito web www.benelli.it
Lo stabilimento Benelli in Urbino

La Benelli Armi Spa è una primaria azienda italiana di armi da fuoco con sede in Urbino (Provincia di Pesaro e Urbino), specializzata nella produzione di fucili semiautomatici per uso venatorio, sportivo e per la difesa. Ricca di un background di oltre 40 anni di storia, esporta in 78 Paesi di tutto il mondo ed è considerata una delle realtà più importanti del settore, oltre che il primo polo produttivo dell’area urbinate.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

L’azienda nasce nel 1967 per iniziativa di Giovanni Benelli, secondogenito della omonima famiglia. Insieme con il fratello Giuseppe, nel 1911 Giovanni Benelli aveva dato vita alla Benelli moto. Qualche anno dopo, agli inizi degli anni Venti, ancora giovanissimo si cimenta anche nel campo della produzione armiera costruendo artigianalmente, pezzo per pezzo, una doppietta a cani esterni. 

Da qui all’avvio della nuova avventura con Benelli Armi il passo è breve: lo affiancano nell’inedita impresa il fratello Filippo ed il nipote Paolo. Nel 1971 Giovanni così sintetizzava la stagione degli esordi: "Ora con l'aiuto di mio genero Nardi-Dei e di mio nipote Paolo Benelli mi dedico alla costruzione di fucili da caccia in uno stabilimento sorto ad Urbino e dotato di modernissimi macchinari. Il successo è per ora molto lusinghiero, dato che il nostro prodotto costituisce una vera e propria novità in questo campo. D'altra parte da giovanissimo mi sono dedicato alla costruzione di fucili da caccia (fui il primo infatti ad applicare le leghe leggere nei fucili automatici), creando diversi brevetti. Pur avendo già 86 anni, sono ancora oggi molto attivo e mi dedico, con passione in me innata e nella qualità di presidente della Benelli Armi, alla direzione tecnica della meccanica di precisione e della balistica." 

L’anno della prima svolta è il 1941: nella fabbrica pesarese di motociclette vede la luce il primo semiautomatico calibro 12 con castello in speciale lega leggera a base di alluminio. Il fucile è coperto da ben quattro brevetti. Giovanni Benelli pensa anche ad una versione calibro 16 del prototipo. Doppietta e semiautomatico resteranno dei prototipi senza mai giungere alla fase della produzione. In realtà l’appuntamento era però solo rimandato a qualche anno più tardi, esattamente al 1960.

Gli anni Sessanta e il 121: una nuova era[modifica | modifica sorgente]

Al 1960 infatti risale la messa a punto del sistema inerziale Benelli, nato dall'intuizione del meccanico progettista bolognese Bruno Civolani, che affronta sulla spinta di un’avanzata innovazione tecnologica la sfida del mercato. L’intuizione su cui Benelli scommette da pioniera è quella appunto di sfruttare l’inerzia delle masse anziché il tradizionale meccanismo a presa di gas, assicurando un cinematismo molto più rapido. La nuova arma sviluppata da questo progetto non a caso, come recitava il claim di uno spot degli anni '70 rimasto celebre, era in grado di sparare cinque colpi in meno di un secondo, dimostrandosi l'automatico più veloce al mondo. Il primo modello prodotto è il 121, considerato il precursore di molte innovazioni tecnologiche e da molti addetti ai lavori ritenuto il miglior semiautomatico mai costruito.  L'idea convince i Benelli, che di lì a poco aprono il nuovo stabilimento della Benelli Armi a Urbino, un capannone incassato in un vallone dove arriva la linea ferroviaria da Fano, perfettamente mimetizzato rispetto allo splendore rinascimentale del nucleo storico urbinate.

Gli anni Settanta[modifica | modifica sorgente]

Con l’introduzione del sistema a svincolo inerziale, sottoposto nel corso degli anni a continue migliorie tecniche, Benelli acquisisce un ruolo fondamentale nell’evoluzione del semiautomatico. Dal capostipite, il 121, discende nel 1978 una nuova serie di semiautomatici: la SL80, che comprende il 121, il 123, lo Special 80 e l’Extra Lusso. Nel 1975 l'azienda approda in Spagna, dove apre uno stabilimento oggi conosciuto sotto il nome BBI (Beretta Benelli Iberica).

Gli anni Ottanta[modifica | modifica sorgente]

Gli anni Ottanta sono attraversati da importanti cambiamenti. Durante questo decennio nascono infatti le serie che hanno fatto la storia e lo stile dell’azienda. Ecco così nel 1983 il Benelli Montefeltro (dal nome della regione storica a cavallo tra le Marche, l’Emilia Romagna e la Toscana e del Duca di Urbino, Federico da Montefeltro); ecco ancora il Benelli Raffaello, omaggio al grande pittore urbinate Raffaello Sanzio, fucile che vede la luce nel 1987 e viene a rappresentare l'eleganza del marchio.

Gli anni Ottanta, segnano però anche un periodo di svolta. È infatti il 1983 quando la proprietà dell’azienda, dopo una fase di difficoltà, passa dalla famiglia Benelli alla Holding Beretta. Un passaggio che consente al marchio di superare la fase congiunturale e di qualificarsi ulteriormente grazie ad un sistema produttivo sempre più moderno e tecnologico. 

Gli anni Novanta[modifica | modifica sorgente]

Ad aprire un'ulteriore nuova stagione, nel 1992, è il nuovo prodotto Super Black Eagle, seguito, nel 1997, dal Centro, un'evoluzione del Super 90. Sempre nel 1997 Benelli ottiene un importante risultato: nella casa urbinate viene introdotto il Banco di prova nazionale, uno strumento che serve a validare i fucili certificandone direttamente in loco la qualità, la sicurezza e la funzionalità. Nello stesso anno apre i battenti la gemella americana dell'azienda, la Benelli Usa. 

Gli anni Duemila: la fornitura ai Marines americani[modifica | modifica sorgente]

Apre il nuovo millennio con una novità: la vittoria dell'appalto per la fornitura al Corpo dei Marines americani. È il Benelli M4 a convincere le forze speciali Usa grazie alla sua resistenza, al funzionamento a presa di gas (Argo) e alle capacità di adattamento in situazioni estreme. Ad adottarlo sono in realtà tutte le branche dell'esercito, tanto che il semiautomatico va ad integrare tutto il combat shotgun in servizio. Questi anni di successi e di nuovi brevetti (Comfortech System, Argo, Raffaello Crio) nel 2007 vengono a coincidere con i 40 anni di attività. Il fucile che celebra questo anniversario e il traguardo di due milioni di esemplari prodotti è il Bimillionaire, risultato di 500 ore di lavoro di alta tecnologia e di raffinata artigianalità. Un pezzo unico dedicato al mercato italiano. 

Benelli oggi[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni Benelli ha proseguito il suo cammino di ricerca avanzata, implementato lo sviluppo di nuove tecnologie, affinando lo stile per una personalizzazione sempre più accurata del prodotto. Il Raffaello Power Bore e il Raffaello Black sono i due semiautomatici che sintetizzano le più recenti innovazioni sia nel campo tecnologico sia in quello estetico. Tra le novità che la casa urbinate ha proposto alla composita platea di tiratori e cacciatori c’è anche l’ampliamento della serie di fucili dedicati ai mancini, con l’introduzione del M2 cal. 20. Il primo inerziale calibro 20 al mondo per mancini. 

Lo stabilimento e le certificazioni[modifica | modifica sorgente]

La Benelli ha sede ancor oggi nella città rinascimentale di Urbino, nelle Marche. Lo stabilimento,  ampliato più volte, è in grado di impiegare 280 dipendenti, con un indotto che coinvolge circa 3.000 addetti:  una realtà produttiva importante anche sotto il profilo delle opportunità di lavoro offerte al territorio, di cui è un polo considerato. 

Tutto il processo produttivo di Benelli è regolato secondo le più rigorose norme della Garanzia di Qualità, precisamente secondo le normative ISO 9001 e NATO AQAP 2110, il Sistema di gestione della qualità certificato dal Ministero della Difesa (Direzione generale degli armamenti terrestri). Un ulteriore riconoscimento delle capacità organizzative e operative aziendali trova conferma nelle certificazioni di Sistema per la gestione Ambientale (ISO 14001) e per la Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (OHSAS 18001).

Tecnologie e brevetti[modifica | modifica sorgente]

Inerziale[modifica | modifica sorgente]

Il sistema inerziale, a firma dell’ingegner Bruno Civolani: risale al 1966, quindi addirittura ad un anno prima che la fabbrica Benelli aprisse i battenti. Rimane per qualche tempo nel cassetto per divenire presto la prima pagina di una nuova avventura. L’intuizione fu quella di sfruttare l’energia del rinculo, grazie all’otturatore che rimane fermo subito dopo lo sparo e che si apre solo quando le pressioni in canna hanno raggiunto valori di sicurezza, per completare i cinematismi necessari al riarmo. Nell’otturatore è presente una robusta molla, appositamente tarata per il lavoro che deve svolgere, che assolve a tutte le funzioni del fucile. L’energia del rinculo viene prima immagazzinata dalla molla e poi riutilizzata per l’estrazione ed espulsione dei bossoli spenti, l’armamento del cane, l’introduzione di una nuova cartuccia, la chiusura dell’otturatore. 

La modernità di questo sistema era data in primo luogo dal fatto di conferire all’arma una rapidità fino ad allora sconosciuta, tanto che il record che fu fatto (un cacciatore dipendente dell’azienda fu in grado di sparare nel 1969 cinque colpi in meno di un secondo, il tutto cronometrato da 5 giornalisti) ne conferma la velocità. Inoltre riduceva l’usura del fucile, consentendo al tempo stesso operazioni di pulizia meno frequenti. Infine dotava l’arma di una duttilità estrema nello sparo di una vasta gamma di cartucce.

Vinci Inertia System[modifica | modifica sorgente]

Il brevetto che porta questo nome “firma” un modulo otturatore che raggruppa in un unico insieme tutte le funzioni necessarie per il completo ciclo di riarmo. Rispetto ai tradizionali semiautomatici inerziali Benelli il Vinci Inertia System ha tutta la massa per il funzionamento inerziale concentrata nell’otturatore, che trova posto all’interno del modulo canna. Tutti i particolari che costituiscono il gruppo otturatore e che sono in movimento rispetto all’arma, si muovono assialmente al modulo canna. Ciò consente di avere un miglior bilanciamento ed una maggiore stabilità dell’arma all’atto dello sparo, assicurando massima affidabilità di funzionamento grazie alla semplicità del sistema. 

Comfortech System[modifica | modifica sorgente]

Il Comfortech System è il primo sistema al mondo capace di assorbire parte dell’energia sprigionata al momento dello sparo. La geometria della calciatura e i materiali utilizzati permettono infatti di contenere l’urto prima che arrivi alla spalla del cacciatore. Consente inoltre di ammorbidire la spinta del rinculo e facilita il raggiungimento di migliori performances di tiro. 

Progressive Comfort[modifica | modifica sorgente]

È l’innovativo sistema utilizzato per la calciatura, l’evoluzione tecnologica del Comfortech System: agisce come un vero e proprio ammortizzatore. Il dispositivo sfrutta la stessa logica del sistema Comfortech, ma permette di avere un fucile molto più confortevole. Progressive Comfort consente infatti di assorbire il rinculo del fucile contro la spalla a seconda della grammatura della cartuccia che si spara. Un sistema invisibile ma altamente sensibile che grazie ad un meccanismo ad alette collegato direttamente al calciolo che si deforma progressivamente, assorbe gran parte dell’energia cinetica sprigionata dopo lo sparo. 

A.R.G.O.[modifica | modifica sorgente]

Auto Regulating Gas Operated è il sistema, che presiede al meccanismo di funzionamento a presa di gas, impiegato nei modelli Argo e M4. Costituito da un gruppo a presa di gas contenente un pistone a corsa breve, A.R.G.O. è posto sotto la canna, in prossimità della camera di scoppio, così da sfruttare i gas più caldi e a pressione maggiore. I gas sprigionati dalla canna in questo modo si espandono accelerando la corsa del pistone che va contemporaneamente ad urtare contro il perno di spinta otturatore trasmettendo allo stesso un impulso sufficiente a farlo arrestare. Questo sistema serve a garantire precisione di tiro, affidabilità e durata nel tempo del fucile.

Crio System[modifica | modifica sorgente]

L'impiego della criogenia, trattamento diffuso soprattutto nel settore aerospazioale e in quello della strumentazione chirurgica, riguarda la canna e lo strozzatore dei fucili Benelli, questi componenti vengono trattati termicamente venendo messi all’interno di apposite celle frigorifere. Il Crio system consente di contenere e uniformare le vibrazioni e le dilatazioni al momento dello sparo. L'applicazione di questa tecnica sullo strozzatore serve invece ad evitare la deformazione dei pallini di piombo dovuta alla presenza di addensamenti.

Concept e design[modifica | modifica sorgente]

I concept, prototipi creati per sviluppare le più innovative intuizioni in vista di una successiva applicazione ai prodotti di serie, nascono dalla sapiente fusione di tradizione e innovazione. Semiautomatici come il nuovo Raffaello sono l'espressione più alta di come l'azienda riesca a conciliare le due anime, quella estetica e quella tecnologica. L'impiego del cuoio naturale, la scelta dei colori, la lavorazione delle superfici, i disegni dei trafori di alleggerimento rendono i fucili Benelli un connubio armonioso fra l'alto artigianato e l’avanguardia della chimica e della meccanica. 

Così Emanuele Tabasso definisce il concept Benelli: “Partiamo da un concetto di fondo: la genialità è semplice. Basta averla. Nella fase successiva occorre esercitarla e per farlo è necessario un teatro opportuno dove il direttore consenta, anzi inciti a portare sul palco questa figura che mostra sovente un occhio sospettoso, l’altro curioso e il terzo speranzoso. Come, tre occhi? Certo perché la genialità ne ha uno in più: quello che vede ciò che gli altri ancora non vedono e lo rende poi percepibile anche ai due della gente comune”.

Prodotti[modifica | modifica sorgente]

Benelli è un’azienda leader nella produzioni di semiautomatici, e vanta una linea di prodotti con più di 90 semiauto. Non mancano però nella produzione Benelli le carabine semiautomatiche Argo e le pistole tra le quali una pistola ad aria compressa.

Fucili a canna liscia[modifica | modifica sorgente]

Fucili[modifica | modifica sorgente]

Pistole semiautomatiche da competizione[modifica | modifica sorgente]

Pistole semiautomatiche[modifica | modifica sorgente]

Armi ad aria compressa[modifica | modifica sorgente]

Serie Limitate[modifica | modifica sorgente]

Il 1981 segna l'anno di esordio delle prime serie limitate, produzioni di pregio con le quali Benelli ha voluto immortalare anniversari e importanti avvenimenti. Il primo fucile di questo tipo, realizzato  nel quinto centenario dalla morte di Federico da Montefeltro, è il “Federico Duca di Urbino”. Degli 11 esemplari uno viene donato al re di Spagna Juan Carlos. Il 1992 è invece la volta del “Colombo”, prodotto in mille esemplari, dedicato alla scoperta dell'America. Tre anni dopo, siamo nel 1995, la Benelli pensa invece di omaggiare il Rinascimento, con un semiautomatico che ricorda proprio quella felice fase storica urbinate e che riporta inciso nella carcassa lo stemma del Ducato. Nel trentennale dell'azienda è invece “Giubileo” a celebrare la ricorrenza. Nel 1998 è ancora Federico il protagonista: l'omonimo semiautomatico riproduce infatti un'incisione con l'inconfondibile profilo del Duca. Il 1999 è l'anno del “Millionaire”, voluto per festeggiare il milionesimo semiautomatico della casa urbinate, una serie ripresa almeno concettualmente dal “Bimillionaire”, che nel 2007 celebra i 40 anni di attività e i due milioni di fucili prodotti. Nel 2004 Benelli decide di dedicare un pezzo unico ad una leggenda del calcio: Roberto Baggio. Pensato per celebrare il palmarès del “divin codino” il fucile “Baggio” descrive nelle preziose incisioni i momenti salienti della carriere del campione. Altro esemplare realizzato in serie limitata, con una tiratura di 350 copie, in calibro 12 e 20, è il “Dynamic”. Gli ultimi pezzi in serie limitata sono la carabina “ArgoE Limited edition”, il “Super Black Eagle II” e il “Raffaello Arabesque” in calibro 12 e 20.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

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La storia del legame iniziale fra la Benelli Armi e la Benelli Moto la si può leggere anche attraverso l'evoluzione del logo. Nei primi anni a comparire sui fucili e nelle campagne pubblicitarie era infatti il caratteristico leone, inserito all'interno di una ghirlanda. Negli anni successivi la rappresentazione del brand ha subito però importanti modifiche segnando una vita ormai completamente autonoma tra le due realtà. Dal 1989 il caratteristico fucile semiautomatico stilizzato è diventato il modo di comunicare l'azienda e il suo prodotto. Nelle ultime rivisitazioni il campo di sfondo ha assunto il colore rosso. 

Cinema[modifica | modifica sorgente]

I fucili e le pistole Benelli sono protagonisti anche in molte opere cinematografiche. Nel corso degli anni sono numerose le pellicole in cui compaiono le armi della casa urbinate. In “2 Fast 2 Furious”, per la regia di John Singleton, il film del 2003 che fa parte di una popolarissima saga, troviamo il Benelli M1 Super 90, semiautomatico dalla canna liscia conosciuto per la sua potenza. La stessa arma compare in “Face/Off”, con Nicolas Cage e John Travolta, in “Predator 2”, diretto da Stephen Hopkins, seconda puntata del primo Predator con Schwarzenegger, in “Street Kings” (Il re della Strada), con Keanu Reeves, in “Alien Nation”, da cui è stata tratta una serie televisiva, in “L.A. Takedown”, in “Marked for Death”, in “The Gataway” e anche in “The Dark Knight” (Il Cavaliere oscuro, 2008), seguito di “Batman Begins”, premiato con due Oscar. Nel 1995, per “Batman Forever”, era stato scelta la pistola Benelli MP95E.

I riflettori del grande schermo si sono accesi anche sulla B76, la piccola semiautomatica di casa Benelli, presente in “Double Team” e “Black Out”. Altra arma, altro cinema. Nel 1990, in “Robocop 2”, compare l’M3. Otto anni più tardi la stessa arma viene scelta per “Blade”. Per il fucile a pompa Benelli i titoli non finiscono qui: lo si ritrova infatti in “Eraser” (L’eliminatore), in “Mr. & Mrs. Smith” (2005), con la coppia Brad Pitt e Angelina Jolie e in “Attack Force” con Steven Seagal. 

L’elenco prosegue con il modello M4: appare nel 2006 in “Miami Vice”, con Jamie Foxx, e poi, dopo altri passaggi cinematografici, in “Killers”, con Ashton Kutcher. Anche per il Benelli Nova, fucile usato sia per la caccia sia dalle Forze dell’Ordine, il grande schermo dimostra interesse, tanto da farlo comparire, nel 2013, nell’action movie “Fast & Furious 6”. 

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Spesso Benelli e videogame si sono incontrati. Nel 1998 l'M1 viene scelto per “Jurassik Park: Traspasser” sviluppato dalla DreamWorks Interactive. I prodotti dell'azione compaiono poi in “Rainbow Six”, “Global Operation”, “Combat Arms”, “Aliens: Colonial Marines”, “Resident Evil” e “Resident Evil 2”, tratti dalla famosa serie cinematografica.

Medaglie[modifica | modifica sorgente]

Benelli Armi fa sentire la sua presenza anche nel mondo dello sport. I tiratori del team Benelli hanno infatti raggiunto importanti traguardi in diverse discipline. Il russo Alexei Klimov ha conquistato il record olimpico a Londra nel  2012 e per quatto anni consecutivi (dal 2008 al 2011) l’oro nella Coppa del mondo di tiro dai 25 metri impugnando una pistola Benelli MP 90 S WC. Kira Mozgalova vanta nel suo palmares l'oro nella Coppa del mondo di Monaco del 2010; Jasna Sekaric è stata per diversi anni oro nella Coppa del Mondo, argento alle olimpiadi di Sidney del 2000 e, nel 2013, bronzo nella finale dei giochi del Mediterraneo in Turchia.

Fanno parte del team Benelli anche Luigi Silvestroni, dal 1998  campione Italiano shotgun a squadre nella categoria Limited Pump e più volte vincitore dell'oro nel Campionato Europeo (categoria manual); Paolo Zambai, vincitore di venti medaglie tra ori e argenti; Davide Cerrato 3º classificato a squadre nella categoria standard ai campionati mondiali di Debrecen; Bruno La Bruna, campione italiano nella categoria Shootgun Modif cal. 12 nel 2013; Alberto Cardinali, pluripremiato campione, vincitore dell'oro nei Campionati italiani del 2003; Dino Briganti, Giancarlo Iori, portacolori della Benelli nella categoria disabili e doppio oro nei Campionati italiani 2010 per il tiro con pistola da fuoco MP 90s. Altri sportivi che fanno parte del team Benelli sono Francesca Cartoni, Mariana Quintanilla, Massimo Ciccioli.

Testimonial[modifica | modifica sorgente]

Tra i nomi di spicco legati all'azienda c'è quello di Tom Knapp, una vera leggenda per gli appassionati di trick shooting, soprattutto negli Usa. Knapp, detentore di tre record mondiali nella sua disciplina, aveva avviato una lunga collaborazione con Benelli vestendo per un lungo periodo i panni di testimonial del marchio italiano. Renato Lamera è invece l’attuale testimonial Benelli in giro per il mondo; vanta un record mondiale nel Tiro a volo dinamico, una disciplina che lo ha fatto conoscere al pubblico per l'alta spettacolarità dei suoi tiri. Renato definisce così il suo lavoro -passione: "Il tiro a volo dinamico è uno sport fatto di tiri estremi attraverso cui si divulga l'attività e la passione per il tiro a volo."

Raniero Testa, è stato testimonial e recordman con Benelli Vinci.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Premio Benelli Arte[modifica | modifica sorgente]

Benelli Armi in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Urbino nel 2010 ha istituito un premio dedicato all’arte, il Premio Benelli Arte. Il concorso, al termine del quale il vincitore riceve anche un riconoscimento in denaro, è riservato agli allievi iscritti e a quelli diplomati da non più di tre anni. Nel 2014, anno della quinta edizione, il bando ha riguardato la realizzazione di un’opera d’arte per la riqualificazione di un’area interna alla fabbrica sul tema dell’eccellenza. 

Premio De Industria[modifica | modifica sorgente]

Da alcuni anni Benelli partecipa al Premio De Industria dedicato all'arte. L'iniziativa, che ha il sostegno di altre aziende ed è organizzata dal Comune di Fermignano (Pesaro-Urbino), prevede la realizzazione di un'opera d'arte con gli scarti industriali. Creazioni che poi vengono esposte sia nella fase di lavorazione che dopo il loro completamento.

Altre sponsorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 2014 Benelli ha sponsorizzato l'Urbino Press Award, il premio giornalistico che l'Italia ogni anno tributa alla stampa statunitense.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]