Razza mediterranea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La razza mediterranea è una delle tre presunte razze umane elencate da William Z. Ripley in The Races of Europe (1899) insieme a quella nordica e alpina, accomunata globalmente per caratteristiche antropometriche e culturali in una civiltà mediterranea.

Secondo Ripley, membri di questo gruppo razziale sono presenti nelle aree geografiche che si affacciano sul mare Mediterraneo sia dell'Europa meridionale e penisola balcanica, che parte africana del Maghreb e asiatica del Medio oriente, ma anche nelle isole britanniche.[1][2]

Le caratteristiche fisiche che accomunano i mediterranei sono: pelle olivastra o bianco scuro, capelli e occhi scuri, cranio di forma allungata o moderata, statura generalmente bassa e naso prominente.[3]

Nordici e mediterranei[modifica | modifica sorgente]

Partendo dalla storia dell'Europa arcaica ove le civiltà dell'Antica Roma e dell'Antica Grecia hanno rappresentato parte integrante dello scenario storico mediterraneo. I conflitti susseguitisi negli anni tra i popoli di Europa centro-settentrionale, soprattutto longobardi, celti e germani potrebbero aver influito nel percorso etnico dei diversi popoli europei.

Secondo il filosofo Aristotele, il popolo greco era il modello ideale di civiltà per lingua, mezzi, cultura e pigmentazione chiara della pelle, contrariamente ai popoli del nord dal viso pallido o quelli di carnagione scura del sud.

L'oratore romano Publio Cornelio Tacito sosteneva che le tribù germaniche erano il frutto di rapporti interculturali avvenuti tra civiltà nordeuropee accomunate dalla stessa razza e lingua.[4]

Il riecheggiare della storia nordica e mediterranea dell'Europa torna alla ribalta nel corso del XIX Secolo, quando i diversi movimenti religiosi (Protestantesimo al Nord e Cattolicesimo al Sud) e le culture riportano alla luce gli studi sulle razze.[5]

La distribuzione delle razze nordica, alpina e mediterranea in Europa dal libro di Madison Grant. I mediterranei sono indicati in giallo ocra.

Studi scientifici[modifica | modifica sorgente]

Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Durante l'Ottocento e la prima metà del Novecento, il razzismo scientifico e la questione della razza è stato al centro di un acceso dibattito tra la comunità scientifica. L'idea principale ha sempre e comunque riguardato la superiorità della razza nordica, indicata come razza superiore da molti acclamati studiosi dell'epoca tra i quali Arthur de Gobineau.

Gli studi successivi riguardanti i popoli dell'Europa centrale e meridionale cercavano di dimostrare l'effettiva inferiorità della razza mediterranea, arrivando addirittura ad attribuire questa circostanza e i rapporti tra diversi ceppi mediterranei al declino e alla caduta dell'Impero romano d'Occidente.[6]

La principale motivazione che spinse molti razzisti a ritrattare o dibattere la presunta inferiorità dei mediterranei, fu che le prime e più importanti civiltà del mondo antico fossero effettivamente di origine mediterranea, come Babilonia, Antico Egitto, Antica Grecia, Antica Roma, e comunque i popoli nordici fossero nati dalla mescolanza di sangue tra eurasiatici.[7][8] I principali oppositori della teoria nordicista usavano come prove proprio l'eredità culturale e storica lasciata dalle civiltà mediterranee, contrariamente al nomadismo e all'imbarbarimento dei popoli nordeuropei.[9]

Durante la grande emigrazione[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del novecento moltissimi italiani emigrarono negli Stati Uniti. Una volta sbarcati a Ellis Island, nella baia di New York, venivano divisi per razza e computati in due diversi registri: razza iberica/mediterranea da una parte e razza alpina dall'altra. Questa divisione fu ufficialmente avallata dalla Commissione Dillingham del Senato degli Stati Uniti[10] che nel 1911 ribadì la stretta correlazione degli Italiani del Sud con gli Iberici della Spagna ed i Berberi del Nord Africa. Nel "Dictionary of Races and Peoples"[11] era precisata, inoltre, l'appartenenza etnica al Sud Italia dell'intera penisola propriamente detta, compresa la Liguria.[12] La razza Hamitica, di cui gli Italiani del Sud avrebbero fatto parte, pur non essendo connessa alla razza nera, avrebbe avuto alcune tracce di sangue negroide in Nord Africa ed in alcune zone della Sicilia, con rilevanza non solo nell'aspetto fisico, ma anche nel carattere e nelle inclinazioni.[13]

Fascismo[modifica | modifica sorgente]

Dopoguerra e mondo contemporaneo[modifica | modifica sorgente]

Con la dichiarazione sulla razza formulata dall'UNESCO nel 1950, viene a decadere la scientificità del razzismo e dei suoi studi.

Vengono comunque approvati i termini di "etnia", secondo cui, le persone abituate a vivere in un determinato luogo per secoli e millenni abbiano dato vita a discendenze con tratti accomunabili tra loro necessari all'adeguamento del corpo nell'ambiente (es. in Africa sub-sahariana pelle nera come difesa dalla forte irradiazione del Sole), cosa che viene quindi a negare il concetto di razza in sé.

L'ipotesi di un popolo mediterraneo accomunato da secoli di storia e rapporti è comunque accettato da molti scienziati, ed è oggi uso corrente parlare di "etnia mediterranea".[14][15][16][17] È invece diverso "civiltà mediterranea" che espone l'unità culturale e storica tra i diversi popoli affacciatisi nel Mare nostrum.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le razze dell'Europa, di Carlton Stevens Coon. Dall'introduzione del XI capitolo "The Mediterranean World": «Questa terza razza si estende in una zona che va dalla Spagna, passando per lo stretto di Gibilterra al Marocco, prosegue quindi lungo il Maghreb sino all'Arabia e Africa orientale, Mesopotamia, altopiani persici, Afghanistan e India
  2. ^ Le razze dell'Europa, di Carlton Stevens Coon. Dal X capitolo "The British Isles": «L'economia neolitica è stata probabilmente la prima causa che ha portato la cultura britannica a migrare per unirsi con quella del Continente, e a loro volta - i britannici - hanno assistito all'invasione araba dell'Europa meridionale da Maghreb e Gibilterra. Il gruppo razziale dei nativi inglesi molto probabilmente aveva delle piccole comunanze con quello mediterraneo, ma non esistono reperti di scheletri con qui confermare la tesi. È stato molto importante il movimento migratorio del Neolitico che ha spinto le popolazioni europee, medio orientali e magrebine ha spingersi in nuovi territori, le ultime usando la Spagna come punto di riferimento e attracco per l'Europa. L'invasione dei popoli germanici partiti dalla Scandinavia e conquistatori di Scozia e l'Irlanda viene raccontata raffigurando gli invasori come persone "megalitiche", di altezza elevata e caratteristiche fisiche molto diverse dai popoli del Mediterraneo in gran parte olivastri e bruni. Questo gruppo razziale ha avuto molto importanza per la Gran Bretagna e l'Irlanda, anche perché prima del loro arrivo la popolazione nativa era scarsa, e discendenti dei nordici sono ancor'oggi presenti.»
  3. ^ Carleton S. Coon on the Mediterranean Race - from C.S. Coon, Caravan : the Story of the Middle East, 1958, pp. 154-157
  4. ^ Summary of Tacitus's views; Full text of Tacitus's Germania; Encyclopedia Britannica Discussion of Nordicist use of Tacitus
  5. ^ Georg Hegel claimed that the Latin people maintained "the principle of disharmony" in contrast to the Germans. Johann Fichte asserted that the Mediterraneans were deficient because of the corruption of their language. See Poliakov, L., The Aryan Myth, 1974
  6. ^ Vedi anche:Gobineau e Chamberlain. Le teorie razziali di Gobineau successivamente riprese da Houston Stewart Chamberlain e Richard Wagner; [1] e dal regime nazista. [2]
  7. ^ Gilette, Racial Theories in Fascist Italy, 2002
  8. ^ Gilette 2002
  9. ^ The Journal of the Royal Anthropological Institute of Great Britain and Ireland, Vol. 54. (Gen. - Giu., 1924), p. 30.
  10. ^ (EN) Testi ufficiali della Commissione Dillingham del Senato degli Stati Uniti (1911) - Vol. 5: Dictionary of races or peoples
  11. ^ (EN) [3] (1911) - Vol. 5: Dictionary of races or peoples - Prelinger Library - Internet Archive
  12. ^ Dal Dictionary of races or peoples pag. 81: «All of the people of the peninsula proper and of the islands of Sicily and Sardinia are South Italian. Even Genoa is South Italian.».
  13. ^ (EN) Robert F. Harney (1993) «From the Shore of Hardship: Italians in Canada» Toronto: Centro Canadese Scuola e Cultura Italiana" Ed. Soleil ISBN 0-921831-34-X
  14. ^ Estratto da un discorso del genetista e antropologo Luigi Luca Cavalli-Sforza in L'evoluzione della cultura: «Nel Bacino mediterraneo, la somiglianza tra i popoli che si affacciano sul mare è molto notevole.»
  15. ^ (FR) Diversité des allotypes des immunoglobulines d’une population berbère de la vallée de Tacheddirt, dalle dichiarazioni di Jean-Michel Dugoujon sul popolo mediterraneo: «Le popolazioni mediterranee formano un'entità antropologica di gran lunga più coerente di quella proposta e formatasi negli altri continenti.»
  16. ^ Relazione del rapporto di vicinanza e comunanza genetica tra i popoli mediterranei: Dopo uno studio genetico e antropologico effettuato su alcuni popoli presenti nel Mediterraneo: Calabresi e Siciliani per l'Italia, Valenciani, Ibicenchi e Maiorchini per la Spagna, tunisini, marocchini, turchi e iracheni; è emerso che la differenza genetica è molto bassa eccetto per i marocchini. La conclusione è che «I tunisini (per citare un esempio) non hanno mostrato significativi livelli di diversità con le popolazioni nordiche, come dichiarato da altri (…) La differenza genetica con le popolazioni medio orientali e la parte occidentale del Mediterraneo è davvero bassa, situazione probabilmente dovuta agli effetti provocati dalle innumerevoli migrazioni di massa avvenute nel Neolitico. Solo i nativi del Marocco hanno mostrato un consistente differente genetico dagli altri mediterranei, anche con i popoli vicini ad esso. Questo mostra l'importanza che ha avuto lo stretto di Gibilterra nell'impossibilità di rapporti con mediterranei-iberici e di strategia geografica, ma anche che per una prossimità genetica sono necessari rapporti tra i diversi ceppi mediterranei come avvenuto nelle diverse ondate migratorie.»
  17. ^ Il genetismo tra le popolazioni berbere: «La vicinanza genetica osservata tra i popoli berberi e gli europei meridionali rivela che questi due gruppi hanno un comune antenato. Sono due le ipotesi discusse:
    • Le origini dell'etnia sono da ricercare nel Paleolitico quando l'evoluzione anatomica e le prossimità geografiche hanno portato allo sviluppo dell'uomo moderno dal Mar Mediterraneo al Medio oriente;
    • Le origini dell'etnia sono da ricercare nel Vicino Oriente, iniziando da reperti di 10.000 anni or sono del Neolitico (Ammerman & Cavalli-Sforza 1973; Barbujani et al. 1994; Myles et al. 2005; Rando et al. 1998).
    I comuni polimorfismi che definiscono le linee H e V tra i berberi e gli europei meridionali potrebbero essere stati influenzati da i passaggi di civiltà attraverso lo stretto di Gibilterra. Lo scambio genetico potrebbe, però, aver avuto luogo lungo la Preistoria, quando durante la glaciazione i popoli europei si sono stabiliti in aree temperate e calde circa 15.000 anni fa (come evidenziano i lineamenti mitocondriali H e U5b).»

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aaron Gilette, Racial Theories in Fascist Italy, London, Routledge, 2002.
  • Emil Ludwig, Talks with Mussolini, Boston, Brown Little, 1933, p. 202.
  • Bertil Lundman, The Races and Peoples of Europe, New York, IAAEE, 1977.
  • Leon Poliakov, The Aryan Myth, New York, Basic Books, 1974.