Razza nordica

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La razza nordica è una delle tre "sub-razze", assieme alla mediterranea e all'alpina, nelle quali in passato venivano suddivisi i caucasici secondo i canoni della antropometria fisica. Secondo queste teorie la razza nordica, dotata di una pigmentazione chiara di occhi, capelli e pelle, statura tendenzialmente alta, faccia stretta e cranio allungato (dolicocefalia), popolava principalmente l'Europa settentrionale (in particolare la Scandinavia) e parte dell'Europa centrale ed orientale.

Studi[modifica | modifica sorgente]

È stato l'antropologo russo-francese Joseph Deniker che utilizzò per primo il termine "nordico" per riferisci ad un gruppo razziale definendolo in base alle sue caratteristiche fisiche. William Z. Ripley nel suo libro The Races of Europe (1899) pretese di definire scientificamente la razza teutonica (o nordica)[1]. Secondo Ripley la razza teutonica risiedeva in Scandinavia, Germania settentrionale, nei Paesi baltici e in Prussia orientale, nord della Polonia, nord della Russia, Gran Bretagna, Irlanda, parte dell'Europa centrale ed era caratterizzata da capelli lisci, occhi azzurri, alta statura, faccia stretta e naso aquilino.

La distribuzione delle razze nordica, alpina e mediterranea in Europa dal libro di Madison Grant. I nordici sono indicati in rosso.

Madison Grant, nel suo libro The Passing of the Great race (1916) riprendendo la classificazione di Ripley ha così descritto il tipo "nordico" o "baltico":

« "Dal cranio lungo, molto alto, di pelle chiara, con capelli biondi o castani e occhi chiari. I nordici abitano i paesi di tutto il Mare del Nord e nel Mar Baltico e comprendono non solo i grandi gruppi scandinavi e teutonici, ma anche altri popoli primitivi che per primi compaiono in Europa meridionale e in Asia come rappresentanti di lingua e cultura ariana". »
(Madison Grant, "The Passing of the Great Race", Scribner's Sons, 1921, p. 167)

Nel 1939 Carleton Stevens Coon pubblica la sua riedizione di The Races of Europe nel quale illustra la sua teoria , sostenuta anche dal suo mentore Earnest Hooton[2], secondo la quale la razza nordica sarebbe il risultato di un processo di depigmentazione della razza mediterranea.

Fra gli ultimi accademici a sostenere l'esistenza della razza nordica e parimenti delle altre razze e sub-razze è da citare Bertil Lundman nel suo The Races and Peoples of Europe (1977)[3]. Oggigiorno tali studi sono stati sostituiti dalla genetica delle popolazioni.

La razza nordica e il problema indoeuropeo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Razza ariana e Razza superiore.

Fra i primi che tentarono una connessione tra i popoli di "razza nordica" e gli Indoeuropei vi fu il francese Joseph Arthur de Gobineau. Secondo questa visione gli Indoeuropei in età arcaica popolavano un'Urheimat settentrionale dal quale in seguito partirono verso sud, migrando in larga parte dell'Eurasia, dove importarono la loro lingua e religione, stabilendosi come casta superiore fra le genti pre-indoeuropee (o pre-ariane).

Fra la fine del XIX e i primi del XX secolo vari studiosi, soprattutto di scuola tedesca, fra i quali Karl Penka e Gustaf Kossinna credettero di identificare l'antica patria degli Indoeuropei con l'Europa settentrionale e la cultura dell'ascia da combattimento stabilendo quindi un forte legame fra gli Indoeuropei, i Germani e i popoli "biondi-dolicocefali" del nord[4]. Questa teoria venne ripresa successivamente dai nazisti che ne fecero un caposaldo della loro ideologia.

"Espansione dei nordici pre-Teutonici" (in rosso) - Antiche migrazioni nordiche (indoeuropee) nel continente eurasiatico , schema generalizzato di Madison Grant.

Anche l'americano Grant supportava l'origine nordica delle popolazioni indoeuropee; i tratti chiari, essendo a suo parere esclusivi della Razza nordica, quali occhi azzurri, grigi o verdi[5] e i capelli biondi presenti in aree meridionali quali l'Europa del sud, il Nord Africa o l'Asia sarebbero da derivare da migrazioni di popolazioni nordiche avvenute in tempi preistorici quali gli Italici in Italia, gli Elleni in Grecia, i Persiani in Iran, ecc.

Con l'affermarsi a partire dal secondo dopoguerra della teoria kurganica di Marija Gimbutas che localizza l'Urheimat proto-indoeuropea nelle steppe pontico-caspiche la "teoria nordica" in particolare "germanico-scandinava" sull'origine degli Indoeuropei ha definitivamente perso credibilità fra gli accademici. Le popolazioni dei kurgan benché presentassero una corporatura simile a quella dei "nordici" dell'Europa occidentale avrebbero secondo recenti studi genetici un'origine diversa, inoltre l'indoeuropeizzazione dell'Europa Antica (in particolare ad ovest dell'Elba), come testimoniato da più approfonditi e meno datati studi antropologici, non avvenne tramite l'immigrazione diretta di popolazioni kurgan dal sud della Russia ma principalmente attraverso un processo graduale di assimilazione e acculturazione della popolazione indigena[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ William Z. Ripley, in The Races of Europe: A Sociological Study (New York: D. Appleton and Co., 1899)
  2. ^ Twilight of Man, Earnest Albert Hooton, G. P. Putnam's Sons, 1939 p. 77.
  3. ^ "The Nordid race is light-eyed, mostly rather light-haired, low-skulled and long-skulled (dolichocephalic), tall and slender, with more or less narrow face and narrow nose, and low frequency of blood type gene q. The Nordid race has several subraces. The most divergent is the Faelish subrace in western Germany and also in the interior of southwestern Norway. The Faelish subrace is broader of face and form. So is the North-Atlantid subrace (the North-Occidental race of Deniker), which is like the primary type, but has much darker hair. Above all in the oceanic parts of Great Britain the North-Atlantid subrace is also very high in blood type gene r and low in blood type gene p. The major type with distribution particularly in Scandinavia is here termed the Scandid or Scando-Nordid subrace.".
  4. ^ Francisco Villar, Gli indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997. pp. 42-43.
  5. ^ "Eye color is of very great importance in race determination because all blue, gray or green eyes in the world to-day came originally from the same source, namely, the Nordic race of northern Europe." tratto da Madison Grant- The Passing of the Great Race.
  6. ^ Journal of Indo-European Studies, vol. 8 (1980) - A SYNOPSIS OF THE PHYSICAL ANTHROPOLOGY OF THE CORDED WARE COMPLEX ON THE BACKGROUND OF THE EXPANSION OF THE KURGAN CULTURES.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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