Risurrezione di Gesù

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La risurrezione di Gesù[1] è l'evento centrale della narrazione dei Vangeli e degli altri testi del Nuovo Testamento: secondo questi testi, il terzo giorno dalla sua morte in croce Gesù risorse lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole e quindi anche ad altri apostoli e discepoli. Per il Cristianesimo l'evento è il principio e fondamento della fede, ricordato annualmente nella Pasqua e settimanalmente nella domenica.

La tradizione cristiana considera l'evento della risurrezione di Gesù come storico. Gli studiosi non credenti, insieme ad alcuni studiosi cristiani, ne hanno proposto anche una lettura psicologica, spirituale o mitologica.

Sinossi evangelica[modifica | modifica sorgente]

Secondo la testimonianza concorde dei vangeli, il terzo giorno dopo la deposizione nel sepolcro Gesù è risorto (I giorno: venerdì, morte e deposizione; III giorno: domenica, resurrezione). I vangeli non descrivono l'evento, che non ha avuto testimoni diretti, ma solo la testimonianza della tomba vuota e le visioni delle discepole alle quali apparve. La scoperta avvenne all'alba del giorno dopo il sabato, cioè domenica mattina, quando Maria Maddalena e altre discepole si recarono al sepolcro per completare l'imbalsamazione del cadavere, lasciata in sospeso il venerdì sera per il sopraggiungere del tramonto, inizio del sabato.

Come avviene solitamente per molti altri eventi evangelici, i resoconti sono concordi per gli elementi fondamentali dell'evento ma dissentono quanto ai particolari secondari.

Matteo Marco Luca Giovanni Altri testi
Morte in croce e Deposizione nel sepolcro
Dopo il sabato all'alba[2] Maria Maddalena e l'altra Maria al sepolcro (28,1) Passato il sabato all'alba Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salomè al sepolcro (16,1-2) Passato il sabato nel mattino profondo Maria Maddalena, Giovanna, Maria di Giacomo e altre (v. 10) al sepolcro (24,1) Il primo giorno della settimana quand'era ancora buio Maria Maddalena (e altre)[3] al sepolcro (20,1) "Gesù Cristo... è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture" (1Cor15,3-4)[4]

"Gesù Cristo... costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti" (Rm1,3-4)
"Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo" (2Tm2,8)
"Gesù di Nazaret... Dio lo ha risuscitato" (At2,22-24)
e passim

Terremoto, apparizione di un angelo che rotola la pietra del sepolcro, paura dei soldati (lett. "custodi") (28,2-4) Pietra rotolata via, ingresso nel sepolcro e visione di un angelo (lett. "giovane"), paura delle donne (16,3-5) Pietra rotolata via, ingresso nel sepolcro vuoto, apparizione di due angeli (lett. "uomini"), paura delle donne (24,2-5) Pietra rotolata via (20,1);
visione di due angeli nel sepolcro (20,11-13)
Annuncio alle donne della risurrezione, invio ai discepoli (28,5-7) Annuncio alle donne della risurrezione, invio ai discepoli e a Pietro (16,6-7) Annuncio alle donne della risurrezione (24,5-8) -
Partenza dal sepolcro, apparizione di Gesù alle donne (28,8-10) Partenza dal sepolcro (16,8); apparizione di Gesù a Maria Maddalena (16,9)[5] - Nel sepolcro apparizione di Gesù, noli me tangere (20,14-17)
- - Le donne dagli apostoli, annuncio, incredulità, Pietro al sepolcro (24,9-12) Maddalena da Pietro e l'"altro discepolo",[6] annuncio del sepolcro vuoto, Pietro e l'altro discepolo al sepolcro che è visto vuoto (20,2-10)
Altre apparizioni e Ascensione

Luogo e data[modifica | modifica sorgente]

Scorcio della piccola cappella collocata all'interno della Basilica del Sepolcro di Gerusalemme, secondo la tradizione situata nel luogo dove si trovava la piccola grotta del sepolcro, demolita con la costruzione della chiesa. Sulla destra si nota il ripiano dove fu adagiato il corpo di Gesù.

Secondo i vangeli il luogo della risurrezione di Gesù è il sepolcro nel quale era stato deposto, situato allora poco fuori le mura di Gerusalemme vicino al Golgota-Calvario, il piccolo promontorio roccioso dove Gesù fu crocifisso. La tradizione cristiana ha conservato la memoria geografica del luogo, nel quale sorge attualmente la Basilica del Sepolcro.

I vangeli non indicano esplicitamente la data della risurrezione. Questi narrano che la scoperta avvenne all'alba del giorno dopo il sabato, cioè tre giorni dopo la sua morte e deposizione nel sepolcro. Cronologicamente parlando, i "tre giorni" sono poco più che una giornata e mezza, dal tramonto del venerdì all'alba della domenica.

Anche la data della morte di Gesù non è indicata esplicitamente dai vangeli. L'ipotesi più ampiamente diffusa tra gli studiosi è che sia venerdì 7 aprile del 30 (o meno probabilmente il 27 aprile 31 o il 3 aprile 33), che rimanderebbe, come data della risurrezione, alla domenica 9 aprile del 30.

Storicità dell'evento[modifica | modifica sorgente]

La tradizione cristiana considera l'evento della risurrezione di Gesù come storico e fondamento della fede cristiana. Secondo il teologo Hans Kessler, la risurrezione è comunque "una realtà accettabile e comprensibile solo nella fede"[7], piuttosto che un fatto indagabile e verificabile con i mezzi dello storico. Gli studiosi non credenti considerano l'evento come non storico, rielaborazione in chiave spirituale o antropologica della vita di Gesù, o frutto di auto-convincimento. Pochissimi sostengono che si tratti di una truffa, mentre alcuni studiosi cristiani considerano la risurrezione, come anche gli altri aspetti soprannaturali dei vangeli (nascita verginale, miracoli, ascensione), come simboli o allegorie di verità di fede[8].

Argomenti a favore della storicità[modifica | modifica sorgente]

I resoconti evangelici sono sostanzialmente concordi nell'evento della risurrezione, testimoniato dalla tomba vuota e dalle apparizioni alle discepole prima e poi ad altri. La differenza fra le varie tradizioni, spiegabili con redazioni diverse quanto a cronologia e zona geografica, è a favore della storicità: se i primi cristiani avessero voluto a posteriori inventare la risurrezione, sarebbero stati attenti a renderla credibile[9].

L'evento non può inoltre essere stato inventato dai discepoli in base alla loro fede in Gesù Messia: nell'Antico Testamento non si trova scritto che il Messia doveva morire e risorgere. Il "compimento" dell'Antico Testamento rappresentato da Gesù si trova a un livello ulteriore, fuori dalle stesse categorie previste dalle Scritture.

Un ulteriore argomento proposto è quello della "causa proporzionata" (Dibelius): prima della risurrezione gli apostoli e i discepoli se ne stavano nascosti impauriti, dopo le apparizioni di Gesù risorto diventano audaci. Una truffa volontaria o un'allucinazione non può aver spinto i primi cristiani a rischiare la vita e a morire per una menzogna. La risurrezione è stata la causa di questo radicale cambiamento, proporzionata all'effetto ottenuto.

La Risurrezione, di Carl Heinrich Bloch

Altri studiosi osservano, inoltre, come il resoconto della risurrezione di Gesù sia molto antico e abbia costituito fin dall'inizio il cuore della predicazione cristiana (es. 1Cor15,1-8 e At2,32): una prossimità così forte ai fatti esclude quindi, a loro giudizio, la possibilità di distorsioni ed elaborazioni mitologiche[10].

Un'altra prova a favore della storicità è l'Iscrizione di Nazaret (o lapide di Nazaret), nome convenzionale generalmente attribuito a una lastra di marmo di 24 x 15 cm recante una iscrizione greca in 22 righe, riportante la prescrizione della pena capitale per chi avesse asportato cadaveri dai sepolcri. Il teologo anglicano Michael Green ritiene che questa iscrizione sia la dimostrazione che, immediatamente dopo la morte di Cristo, la tomba vuota aveva creato una reazione da parte dell'autorità costituita: « È indicata con il nome di iscrizione di Nazaret, dalla cittadina dove venne ritrovata. Essa riporta un editto imperiale, redatto sotto Tiberio (14-37 d.C.) o Claudio (41-54). È una invettiva, con le relative sanzioni, che colpiva i profanatori di tombe e sepolcri. Sembra verosimilmente una reazione alla tomba vuota che il rapporto di Ponzio Pilato deve aver riportato all'imperatore come l'atto di un furto perpetrato dai suoi discepoli. L'editto è la risposta dell'autorità a questo evento. »[11]

Altro argomento a favore della storicità della risurrezione si può trovare nell'opera Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio che, nella versione pervenutaci del Testimonium Flavianum, recita: «Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. Questi era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani. »

Argomenti a favore della non storicità[modifica | modifica sorgente]

Risurrezione di Gesù, Francesco Buoneri, 1619–20

Secondo diversi autori i testi evangelici possono essersi formati gradualmente nel corso del tempo attraverso aggiunte e modificazioni successive, e anche questo può spiegare le differenze tra di loro. Le prime versioni scritte dei Vangeli che ci sono pervenute risalgono infatti al 60-70 d.C., il che significa che sono state redatte ad una distanza di 35-40 anni dalla morte di Gesù: un lasso di tempo sufficiente a riadattare il racconto alle esigenze bibliche e spirituali dei cristiani dell'epoca[12].

Bisogna inoltre tener presente che nel cristianesimo delle origini era molto attesa la venuta imminente del Messia, a cui bisognava prepararsi con una condotta di vita basata sull'amore e la giustizia[13]. Secondo alcuni autori, quindi, dopo la morte di Gesù è possibile che i discepoli attendessero questa venuta e poi, delusi, si fossero auto-illusi che fosse ancora vivo e di averlo visto[14].

Sono state poi avanzate spiegazioni di natura storico-antropologica, di storicizzazione del mito, che in particolare evidenziano le similarità tra la vicenda di Gesù ed eventi di resurrezione attribuiti ad altre divinità, come Mitra, Dioniso, Attis, Osiride. La risurrezione di Gesù farebbe quindi parte di miti ricorrenti sulla divinità che muore e risorge[15]: mitologie appartenenti allo stessa area Medio-Orientale, a volte contemporanee come quella di Mitra.

Altre critiche si concentrano sulla presenza di elementi soprannaturali o comunque poco credibili nei racconti evangelici (terremoto, angeli, apparizioni). Altre infine, soprattutto in passato, hanno ipotizzato la truffa volontaria: secondo questa tesi i discepoli rubarono il corpo di Gesù e ne sostennero falsamente e coscientemente la risurrezione. Questa tesi, in particolare, pare fosse sostenuta in epoca apostolica dagli Ebrei (Mt28,11-14).

Risurrezione come allegoria della fede[modifica | modifica sorgente]

Secondo il teologo Bultmann la risurrezione è una verità di fede storicizzata. La fede dei primi cristiani vedeva in Gesù il salvatore atteso che liberava l'umanità dal male, dal peccato e dalla morte. Questa convinzione, secondo il teologo, è stata storicizzata nella credenza della risurrezione.

Interpretazione nel cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gesù nel Cristianesimo e Gesù nel Nuovo Testamento.

Secondo la teologia cristiana la risurrezione di Gesù,[16] oltre a compartecipare con la sua morte al processo di giustificazione (Rm4,25;6,4), permette all'umanità riscattata di poter ricevere la cosiddetta "adozione filiale", cioè di partecipare alla vita di natura divina propria del Figlio nella risurrezione futura (1Cor15,20-22).

Interpretazione in altre religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gesù nell'ebraismo e Gesù nell'Islam.

L'ebraismo non riconosce la risurrezione di Gesù. Gli stessi sacerdoti che avevano processato Gesù e consegnato alle mani dei romani, increduli alla sua risurrezione, avevano corrotto dei soldati che avevano assistito, insieme a Maria Maddalena e alle altre donne, all'apparizione dell'angelo fuori dal sepolcro vuoto, affinché dicessero che il corpo di Gesù era stato rubato dagli apostoli (vedi Mt28).

Secondo l'Islam Gesù ascese direttamente al cielo, senza morire in croce, né risorgere.

Devozione[modifica | modifica sorgente]

  • La risurrezione di Gesù è la prima delle quattordici stazioni della Via Lucis cattolica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sebbene sia ampiamente diffusa la dicitura "resurrezione" (più latineggiante), il termine corretto in lingua moderna è "risurrezione" (vedi dizionario De Mauro), dal verbo "risorgere".
  2. ^ L'originale greco "il chiarore del primo giorno della settimana" (per gli ebrei il giorno cominciava al tramonto) può indicare l'inizio della notte tra sabato e domenica, cf. Bibbia TOB, nota a Mt 28,1
  3. ^ Giovanni mette in scena esplicitamente la sola Maddalena ma nel versetto successivo (20,2) questa riferisce "non sappiamo dove l'hanno posto", confermando la presenza di più donne al sepolcro.
  4. ^ È il più antico riferimento relativo alla risurrezione e alle apparizioni di Gesù, databile alla primavera del 56 (vedi Bibbia TOB, p. 2608).
  5. ^ I versetti 9-11 sono aggiunte successive alla originale redazione del Vangelo di Marco e riassumono sommariamente le varie apparizioni di Gesù.
  6. ^ Tradizionalmente inteso come lo stesso Giovanni evangelista.
  7. ^ H.Kessler, La Risurrezione di Gesù Cristo. Uno studio biblico, teologico-fondamentale e sistematico cit. in G. Barbaglio e A. Bodrato, Quale storia a partire da Gesù?, Servitium, 2008
  8. ^ Pesce, in Augias-Pesce, Inchiesta su Gesù, 2006: "Molti esegeti, anche cattolici, ritengono che questo particolare evento non sia mai avvenuto. [...] "
  9. ^ William Lane Craig, in Lee Strobel "The Case for Christ", 1998, pag. 290 (tr. italiana "Il caso Gesù", ECB, 2009).
  10. ^ Gary Habermas e John Drane, in Lee Strobel "The Case for Christ", 1998, pagg. 316-318 (tr. italiana "Il caso Gesù", ECB, 2009).
  11. ^ Michael Green, "Man Alive", 1968.
  12. ^ Corrado Augias, Mauro Pesce, "Inchiesta su Gesù", Mondadori, 2006
  13. ^ Corrado Augias, Remo Cacitti, Inchiesta sul Cristianesimo, Mondadori
  14. ^ Così David Friedrich Strauss; Ernest Renan lascia aperta questa possibilità.
  15. ^ James Frazer, Il ramo d'oro, 609-610.
  16. ^ Vedi Catechismo della Chiesa Cattolica, numeri 651-655.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Apologeti moderni[modifica | modifica sorgente]

Scettici moderni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]