Resurrezione della carne
La resurrezione della carne è una dottrina escatologica affermata dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e da altre confessioni cristiane, che sostiene che alla fine dei tempi, dopo il Giudizio universale, tutti i corpi dei defunti risusciteranno e si ricongiungeranno alle rispettive anime.
La fede nella resurrezione alla fine dei tempi era diffusa già nell'ebraismo almeno dal II secolo a.C. (vedi ad esempio 2 Maccabei 7), ma non faceva parte della dottrina "ufficiale" e non era accettata da tutti: i Vangeli riportano a questo proposito una disputa tra Gesù e alcuni Sadducei, i quali la negavano (Matteo 22,23-33; Marco 12,18-27; Luca 20,27-40). Gesù riaffermò la resurrezione e aggiunse che essa non sarebbe stata una replica di questa vita, ma una condizione sostanzialmente diversa:
| « I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. » | |
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(Luca 20,34-36)
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Il Cristianesimo afferma che la resurrezione di Gesù, risorto subito in anima e corpo, anticipa e preannuncia la resurrezione della carne per tutti gli uomini. Ad esempio san Paolo nella Prima lettera ai Corinzi scrive:
| « Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte. » | |
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(1 Corinzi 15,20-26)
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Nella Chiesa cattolica vi è la credenza che il corpo che si riunirà all'anima, dopo il Giudizio Universale sarà, almeno per quelli che si troveranno in Paradiso (il Purgatorio cesserà di esistere al momento della fine del mondo) sarà dotato di speciali caratteristiche ("corpo glorioso"): sarà incorruttibile, non potrà più ammalarsi o perire; sarà perfetto, cioè privo degli eventuali difetti che aveva nel mondo; sarà identico, a parte i difetti, al corpo che si aveva in vita; non gli occorrerà nutrirsi, dormire, curarsi; si sposterà istantaneamente da un luogo all'altro; sarà infine la glorificazione dell'essere umano, premiato per la sua vita conforme ai dettami della legge divina. Nell'Inferno anche le anime dei dannati riavranno, alla fine, il loro proprio corpo, con il quale proveranno le pene che già provavano con l'anima, consistenti in massima parte nella privazione terribile della visione di Dio, pur anelando grandemente di ottenerla.
La Chiesa cattolica e ortodossa affermano inoltre che Maria, madre di Gesù, per uno speciale privilegio, ottenne la resurrezione della carne subito dopo la morte, anziché dopo il Giudizio universale come tutti gli altri uomini, e venne assunta, cioè "accolta, ricevuta", nel Paradiso. Tale credenza è stata codificata dalla Chiesa cattolica nel dogma dell'Assunzione di Maria nel 1950. La festa dell'Assunzione cade ogni 15 agosto.
Cosa diversa da questa sono le resurrezioni miracolose che, secondo i Vangeli, furono operate da Gesù: quella della figlia di Giairo, quella del figlio della vedova di Naim, quella di Lazzaro. Queste persone, infatti, non entrarono in questa nuova condizione, ma furono richiamate alla loro vita precedente, e a suo tempo morirono una seconda volta.
In passato la Chiesa cattolica proibiva la cremazione in quanto vedeva nell'atto di distruggere il corpo la volontà di negare la resurrezione della carne, ed in effetti tale pratica era in uso tra atei ed agnostici dichiarati. Oggi tale divieto è stato tolto. D'altra parte, o cremato o dissolto nell'interno del sarcofago, sempre (o quasi) il corpo di un defunto finisce per dissolversi, per essere "ricreato" del tutto al momento della resurrezione finale, dopo il Giudizio Universale.