Arancino
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| Arancini di riso | |
| Prodotto agroalimentare tradizionale (ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs. 30 aprile 1998, n. 173) |
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| Categoria: | paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria |
| Zona di produzione: | Sicilia |
| Regione: | Sicilia |
L'arancino (o arancina) è una specialità della cucina siciliana. Si tratta di una palla di riso fritta, di diametro di 8-10 cm, farcita con ragù, altre volte con composti di salsa di pomodoro, mozzarella, piselli o altro. Il nome deriva dalla forma e dal colore tipici, che ricordano un'arancia.
Nella parte orientale dell'isola gli arancini possono anche avere una forma conica.
Nella letteratura, il commissario Montalbano, personaggio dei romanzi di Andrea Camilleri, è un noto buongustaio e ha contribuito a far conoscere questo piatto fuori dall'Italia con il libro Gli arancini di Montalbano.
Il 13 Dicembre di ogni anno, è tradizione palermitana festeggiare il giorno di Santa Lucia mangiando enormi quantitativi di arancine (di ogni tipo, forma e dimensione) e cuccia.
Indice |
[modifica] Il nome: arancino o arancina?
Nelle zone di Palermo, Trapani, Gela e Agrigento, il nome, a differenza del resto della Sicilia, è declinato al femminile: arancina invece che arancinu.[1]
[modifica] Storia
L'arancino sembra essere stata importato dagli arabi che erano soliti mangiare riso e zafferano condito con erbe e carne, durante i pasti. L'invenzione della panatura sembra venire dalla corte di Federico II, quando si cercava un modo per recare con sé la pietanza in viaggi e battute di caccia. La panatura croccante, infatti, assicurava un'ottima conservazione del riso e del condimento, oltre ad una migliore trasportabilità. Può darsi quindi che, inizialmente, l'arancino si sia caratterizzato come cibo da asporto, possibilmente anche per il lavoro in campagna.
[modifica] Preparazione
Per la preparazione si fa cuocere al dente del riso a chicchi tondi, si impasta con burro e pecorino e si fa raffreddare su un piano di marmo. Formati dei dischi di questo impasto, si pone al centro di ciascuno una porzione di farcitura e si chiudono. Successivamente, si passano nell'uovo sbattuto e nel pangrattato, pronti per essere fritti.
A Palermo è molto diffuso l'uso dello zafferano per dare un colorito dorato al riso, molto compatto e nettamente separato dalla farcitura, contrariamente a quanto succede nella zona di Messina e Catania, dove si utilizza il sugo al posto del più costoso zafferano.
[modifica] Tipologie
I gusti più diffusi nelle rosticcerie dell'isola sono:
- 'al ragù', con ragù, piselli e carote;
- 'al burro', con mozzarella e prosciutto;
- 'agli spinaci', con spinaci e mozzarella;
ma in alcune rosticcerie specializzate si possono trovare anche:
- 'ai funghi';
- 'alla salsiccia';
- 'al salmone';
- 'al pollo';
- 'alla marinara';
- 'al pescespada';
- 'al pistacchio';
- 'alla carbonara';
- 'alle melanzane';
- 'al cacao' (coperte di zucchero, vengono preparate solitamente per la festa di Santa Lucia);
- 'alla nutella'(soprattutto nella zona di Messina).
Per facilitare la distinzione tra i vari gusti, la forma dell'arancino può variare;
Una variante degli arancini, rotondi e più piccoli, è anche diffusa come prodotto tipico delle friggitorie napoletane, note come palle di riso.
[modifica] Note
- ^ [1]: Intervista con lo storico di enogastronomia palermitano Gaetano Basile che sostiene la tesi della femminilità del termine tout court facendolo derivare dal nome del frutto, di cui richiama forma e colore.

