Nero di seppia
Il nero di seppia è il liquido scuro secreto dalle seppie; per estensione si può intendere il liquido secreto dalle ghiandole di altri cefalopodi (polpo, calamaro...).
In passato lo si usava come inchiostro, oggi è perlopiù usato in cucina. Si usa come condimento utilizzato per i primi piatti a base di pasta, in particolare nella cucina siciliana, ma è conosciuto anche in altre parti d'Italia (per esempio in Toscana, con il risotto al nero di seppia) e anche in Catalogna (arròs negre).
Caratteristiche [modifica]
Ricavato dal liquido che si ritrova nella sacca dell'inchiostro delle seppie,[1] una volta estratto va poi conservato in ambiente refrigerato. L'inchiostro di questo cefalopode contiene diverse sostanze chimiche in differenti concentrazioni, anche a seconda della specie. Comunque, i suoi componenti principali sono melanina e muco. Può contenere anche, tra le altre cose, tirosinasi, dopamina e L-DOPA, e piccole quantità di amminoacidi, tra i quali taurina, acido aspartico, acido glutammico, alanina e lisina.
Note [modifica]
- ^ Eleonora Consoli, La cucina del sole. Ricette siciliane di ieri e di oggi, 2004
Bibliografia [modifica]
- Eleonora Consoli, La cucina del sole. Ricette siciliane di ieri e di oggi, Flaccovio, 2004. pag.383 ISBN 88-7758-607-9
|
|