Pomodoro di Pachino

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Pomodoro di Pachino (IGP)
Cherry Tomato on Vine.JPG
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Sicilia
Dettagli
Categoria ortofrutticolo
Riconoscimento I.G.P.
Settore Ortofrutticoli e cereali
Consorzio di tutela Sito del Consorzio di tutela
Altre informazioni Reg.CE n. 617/03 (GUCE L. 89 del 05.04.2003)
 

Pomodoro di Pachino (IGP) è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. In certe aree d'Italia l'ortaggio è noto anche con il nome di pendolino.

La zona di produzione del "Pomodoro di Pachino" comprende l'intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero e parte dei territori comunali di Noto (SR) ed Ispica (RG), ricadenti nella parte sud orientale della Sicilia.

Il disciplinare del Pomodoro di Pachino IGP classifica e tutela ben quattro varietà di pomodoro, tutte con peculiarità diverse e destinate a diversi segmenti di mercato. Sono tipologie accomunate da un elevato grado brix, da una straordinaria resistenza post raccolta e da un colore brillante e attraente.

Ciliegino
Caratteristico per l’aspetto “a ciliegia” su un grappolo a spina di pesce con frutti tondi, piccoli, dal colore eccellente e il grado brix elevato.
Costoluto
Frutto di grandi dimensioni, esteticamente molto attraente, dalle coste marcate, di colore verde molto scuro e brillante. È la varietà più antica. È prodotto tutto l'anno, e per questo ha conquistato il favore del consumo nazionale sostituendo nel periodo invernale il tondo insalataro. Il pomodoro costoluto evidenzia le migliori caratteristiche se coltivato in terreni la cui salinità è molto alta.
Tondo liscio
Piccolo e rotondo, di colore verde scuro, inconfondibile per il gusto molto marcato.
Grappolo
A grappolo o snocciolato, può essere verde o rosso. Tondo, liscio, dal colore brillante e attraente, con il colletto verde molto scuro. Il suo peso varia in base alla salinità del terreno di coltivazione.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare il cosiddetto "pomodoro di Pachino", in particolare le varianti note come "ciliegino" e quella "a grappolo", non è nato e coltivato da sempre (dopo l'introduzione dei pomodori in Europa, beninteso!) nella zona di Pachino. Qui le coltivazioni di pomodori risalgono al 1925,[1] ma si trattava di pomodori dalle dimensioni normali quali siamo sempre stati abituati.

Fu solo nel 1989 che un'azienda israeliana produttrice di sementi, la Hazera Genetics, ha prodotto in Sicilia, tramite una sua società controllata, le due varietà dette Noemi e Rita, quest'ultima "a grappolo".[2]

La prima accoglienza della nuova variante fu di diffidenza, ma poco a poco essa si affermò ed ebbe un grosso successo. Poiché il territorio agricolo di Pachino e dintorni è particolarmente adatto alla coltivazione di questa variante, essa ha assunto il nome commerciale di "pomodoro di Pachino".[2] Da tenere presente che il primo seme denominato Noemi non è da tempo più in produzione, soppiantato da altre varianti che nel frattempo sono state da esso derivate.[2]

È importante osservare che le varianti Noemi e Rita e le successive varianti migliorative, oggi coltivate a Pachino e dintorni, sono state ottenute con la cosiddetta tecnica selettiva MAS (MAS è l'acronimo di Marker Assisted Selection, cioè selezione assistita da un marcatore).[3] La registrazione IGP del "pomodoro di Pachino" non entra naturalmente nel merito, ma si limita a garantire il consumatore che con tale nome è possibile commercializzare solo quel tipo di pomodori, che vengono coltivati nella zona indicata.

Pomodoro ciliegino.jpg

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dario Bressanini, Le bugie nel carrello, p. 48
  2. ^ a b c Dario Bressanini, Le bugie nel carrello, p. 49
  3. ^ Dario Bressanini, Le bugie nel carrello, p. 51

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dario Bressanini, Le bugie nel carrello, Ed. Chiarelettere, Milano, 2013. ISBN 978-88-6190-356-2
  • E.J. Hobsbawn, T. Ranger, L'invenzione della tradizione, Torino, Ed. Einaudi, 2000

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]