Allied Military Government of Occupied Territories

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Biglietto da 100 franchi emesso dagli americani riprendendo l'aspetto del dollaro statunitense. Fu emesso nel giugno 1944, dopo l'Operazione Overlord.

L'Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT, in seguito solo AMG in quanto si scoprì che amgot, in lingua turca, aveva un significato osceno, in italiano Amministrazione militare alleata dei territori occupati)[1], è stato un organo militare deputato all'amministrazione dei territori occupati dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Questo organo rimaneva in carica, in maniera da assicurare il funzionamento dell'amministrazione pubblica, fino al momento in cui nel paese occupato si ristabiliva un governo legittimo eletto dal popolo.

Le sue competenze vertevano su: «garantire la sicurezza delle retrovie; evitare che le truppe combattenti fossero coinvolte in problemi amministrativi e di polizia; assicurare legge e ordine tra la popolazione civile; ristabilire tra la popolazione condizioni di vita accettabili. Il controllo delle funzioni amministrative era affidato (secondo lo schema originario) a sei divisioni speciali (legal, financial, civilian supply, public health, public safety ed enemy property). Ad esse se ne sarebbero in seguito aggiunte altre quattro: security, monuments, fine arts and archives, public relations and education. La civil supply venne a sua volta articolata in quattro subdivisioni: agriculture, economic and supply, trasportation and public utilities. A queste se ne aggiunse una quinta: labor, tutt'altro che marginale».[2]

Questo tipo di amministrazione militare fu imposta con successo in alcuni paesi, mentre in altri venne ritenuta illegittima, e rapidamente rimpiazzata da un governo nazionale provvisorio di transizione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

In considerazione del fatto che non esistevano dei governi legittimi nei paesi precedentemente occupati dall'Asse, e che bisognava in qualche maniera amministrare questi territori, gli Alleati crearono a questo scopo l'Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT), una divisione degli Stati Maggiori alleati.[3]

Alcuni ufficiali militari ricevettero una formazione riguardo all'amministrazione civile presso le università statunitensi della Virginia e di Yale. Una volta che le forze alleate avevano occupato un territorio liberato, questi ufficiali avevano il compito di assicurare il funzionamento di tutti gli aspetti dell'amministrazione pubblica, dai trasporti alla giustizia alla circolazione della moneta (a questo scopo fu emesso del denaro destinato alla circolazione solo nei paesi occupati, come le Am-lire italiane)[3]. Con l'occupazione della Sicilia nel luglio 1943, l'Italia fu il primo paese a sperimentare il governo dell'AMGOT; in seguito l'amministrazione fu estesa ad altri paesi europei, quali Germania, Austria, Giappone, Norvegia, Olanda, Lussemburgo, Belgio, Danimarca e Francia. Negli ultimi due paesi, apparvero presto delle difficoltà, a tal punto che in Francia l'AMGOT non ebbe il tempo di entrare in funzione[3].

Italia[modifica | modifica sorgente]

Rennell Rodd, capo del governo militare alleato in Sicilia dal luglio 1943

L'AMGOT dipendeva in Italia dal quartier generale alleato del Mediterraneo, al cui comando vi era il generale britannico Harold Alexander, che nella sua veste di comandante supremo dell'armata era anche governatore militare delle zone occupate. Al vertice dell'AMGOT dal marzo 1943 vi era il maggior generale inglese Francis Rennell Rodd[4], da cui dipendevano il commodoro Howard Hartwell James Benson e il colonnello americano Charles Poletti, che guidava "l'Ufficio Affari Civili" dell'AMGOT in seguito sostituito dal colonnello Chapman.[5] La Sicilia fu quindi il primo territorio amministrato dall'AMGOT, dalla resa di Palermo il 22 luglio 1943;[6] il resto dell'Italia la seguì di pari passo all'avanzata delle forze alleate. Alla firma dell'armistizio lungo (29 settembre 1943) l'AMGOT si occupava dell'amministrazione di tutto il territorio italiano in mano alleata, eccetto la Sardegna[7] e le provincie di Lecce, Brindisi, Bari e Taranto, assegnate dagli Alleati il 19 settembre 1943 al cosiddetto Regno del Sud,[8] Dal febbraio 1944, con la restituzione dei territori al governo italiano, sottoposto comunque alla supervisione della Commissione alleata di controllo (ACC), avvenuta l'11 febbraio del 1944,[9] la sua competenza si restrinse a Napoli, alle zone nelle vicinanze del fronte e a quelle di particolare interesse militare.[9]

Uno degli aspetti più negativi dell'amministrazione alleata in Italia fu l'emissione massiccia delle cosiddette Am-lire che causarono una perdita di valore della lira a vantaggio di dollaro e sterlina.[10]

L'AMGOT, che ormai si chiamava AMG, essendosi fuso il 10 gennaio 1944 con l'ACC, poi AC, continuò ad operare in Italia fino al 31 dicembre 1945.[9] Un caso a sé fu quello della Zona A del futuro Territorio libero di Trieste, così denominato a partire dal 1947, qui, dopo che il 9 giugno 1945 le forze anglo-americane subentrarono agli jugoslavi, fu stabilito il 12 giugno un governo AMG che durò fino al passaggio della Zona all'Italia il 26 ottobre 1954.[11]

Germania ed Austria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zone di occupazione della Germania e Occupazione alleata dell'Austria.

L'amministrazione della Germania e dell'Austria fu divisa tra le potenze vincitrici: Unione sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Francia.

Francia[modifica | modifica sorgente]

Era previsto che l'AMGOT avrebbe governato la Francia dopo la sua liberazione per un anno[12] tramite un effettivo di 1500 uomini,[13] ma il generale Charles de Gaulle, che aveva creato a Londra il Comité français de la Libération nationale (CFLN) e poi in Francia il Gouvernement provisoire de la République française (GPRF), si oppose vigorosamente al piano degli Alleati.

Dichiarò inoltre che le banconote, chiamati comunemente billet drapeau (banconote bandiera), messe in circolazioni in Normandia dall'armata americana subito dopo lo sbarco, non erano nient'altro che moneta falsa, essendo solo delle banconote verdi con l'etichetta dei franchi francesi. Franklin Delano Roosevelt finì con l'ammettere la legittimità del GPRF il 23 ottobre 1944,[13] dopo il discorso di de Gaulle dal balcone del municipio parigino il 25 agosto, e quindi l'AMGOT non operò mai sul territorio francese.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

  • Una campana per Adano è un romanzo del 1944 di John Hersey, che è incentrato sull'amministrazione da parte dell'AMGOT della cittadina italiana (di fantasia) di Adano. Il personaggio principale del romanzo è realmente esistito[14], così come la gran parte delle situazioni raccontate da Hersey sono realmente accadute nella cittadina siciliana di Licata, dove il giornalista americano sbarcò al seguito delle truppe americane e alle cui vicissitudini si ispirò per scrivere il suo romanzo.[15]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ World War II: An Encyclopedia of Quotations, pag. 375
  2. ^ citazione da Il biennio cruciale…, pag. 56
  3. ^ a b c (FR) Le banconote emesse dell'AMGOT. URL consultato il 17-11-2008.
  4. ^ [1]
  5. ^ Il biennio cruciale…, pag. 56
  6. ^ Friendly Isle Time, July 26, 1943
  7. ^ L'Allied Control Commission nella Region VI – Sardinia
  8. ^ La Resistenza, pag. 33
  9. ^ a b c Storia dell'Italia moderna, pag. 232
  10. ^ Il partito d'azione nel “Regno del Sud”, pag. 182
  11. ^ Trieste: storia di una periferia insicura, pag 58, 59 e 78
  12. ^ Comprendre la Seconde Guerre mondiale, pag. 68
  13. ^ a b Atlas de la Libération de la France, pag. 64
  14. ^ Il maggiore Toscani eroe dei due mondi in guerra, articolo di Ennio Caretto su Il Corriere della sera, 1 febbraio 2001, pag. 35
  15. ^ Gli americani a Licata. Dall'amministrazione militare alla ricostruzione democratica, pp. 47-50

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Candeloro, Storia dell'Italia moderna, p. 391, Feltrinelli Editore, 1990, ISBN 88-07-80805-6
  • Giovanni Di Capua, Il biennio cruciale (luglio 1943-giugno 1945). l'Italia di Charles Poletti, p. 458, Rubbettino Editore, 2005, ISBN 88-498-1202-7
  • Claudio Li Gotti, Gli americani a Licata. Dall'amministrazione militare alla ricostruzione democratica, pp.47-50, Prospettiva editrice, 2008, ISBN 978-88-7418-377-7
  • Salvatore Lupo, Andreotti, la mafia, la storia d'Italia, p. 89, Donzelli Editore, 1996, ISBN 88-7989-255-X
  • Enrico Deaglio, Raccolto rosso: la mafia, l'Italia e poi venne giù tutto, p. 235, Feltrinelli Editore, 1993, ISBN 88-07-12010-0
  • (EN) Howard Langer, World War II: An Encyclopedia of Quotations, p. 449, Greenwood Publishing Group, 1999, ISBN 0-313-30018-6
  • (FR) François Cochet, Comprendre la Seconde Guerre mondiale: dates, thèmes, noms, Studyrama, 2005, ISBN 2-84472-598-8
  • (FR) Stéphane Simonnet, Atlas de la Libération de la France, éd. Autrement, Paris, 1994, réimp. 2004, ISBN 2-7467-0495-1
  • Antonio Alosco, Il partito d'azione nel “Regno del Sud”, p. 255, Guida Editori, 2002, ISBN 88-7188-533-3
  • Giampaolo Valdevit, Trieste: storia di una periferia insicura, p. 177, Bruno Mondadadori, 2004, ISBN 88-424-9182-9
  • Resoconto delle attivita svolte dal Governo militare alleato e dalla Commissione alleata di controllo in Italia, presentazione di Lamberto Mercuri, Quaderni della FIAP, FIAP, Roma, 1975

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]