Isola di Ortigia

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Ortigia
(GRC) Ὀρτυγία
Ortigia dall'alto.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Mar Ionio
Coordinate 37°03′42″N 15°17′40″E / 37.061667°N 15.294444°E37.061667; 15.294444Coordinate: 37°03′42″N 15°17′40″E / 37.061667°N 15.294444°E37.061667; 15.294444
Superficie minore di 1 km²
Sviluppo costiero circa 4,40 km
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Siracusa Siracusa
Comune Siracusa-Stemma.png Siracusa
Demografia
Etnico Ortigiani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Sicilia
Ortigia

[senza fonte]

voci di isole d'Italia presenti su Wikipedia
« Di Alfeo ultima dimora,
Ortigia, gloriose radici della potenza di Siracusa,
Culla allora di Artemide,
Da te, o sorella di Delos, si innalzi il canto
Addolcendo a prezzo alto [...]. »
(Pindaro, Odi, 518- 438 a.C)

Ortigia (L'Ottiggia in dialetto siracusano, Ortygia, Ὀρτυγία in greco antico) è il toponimo dell'isola che costituisce la parte più antica della città di Siracusa rappresentandone la rispettiva circoscrizione, la nona ed ultima sul territorio cittadino.

Il suo nome deriverebbe dal greco antico ortyx (ὄρτυξ) che significa "quaglia". La sua estensione non supera 1 km²[1][2] e la sua popolazione ammonta a circa 4.500 abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Papiri e papere alla fonte Aretusa
Grandi alberi di Ficus presso il foro Italico, a piazza della Marina
Un tratto della costa di Ortigia

Ortigia è un'isola, posta nella costa orientale della Sicilia.
La sua conformazione geologica è composta da una roccia con fratture naturali, questo tipo di roccia si presta a far filtrare l'acqua naturalmente, motivo questo che spiega perché l'isola sia collegata "idrologicamente" alla terraferma siracusana. L'alimentazione di tale rapporto con l'acqua può essere attribuito ad un falda profonda collocata in corrispondenza di una faglia, attualmente inattiva, ricca d'acqua, la quale è compressa dallo strato impermeabile delle argille quaternarie che si stendono nella bassa valle dell'Anapo e circondano l'isola di Ortigia ed il Plemmirio.
Dalla Porta Marina fino al Castello Maniace (che rappresenta la punta estrema dell'isola), vi è un susseguirsi di sorgenti e fonti naturali che fuoriescono al di sotto o in corrispondenza del livello medio del mare; ne è un esempio la rinomata Fonte Aretusa, uno specchio d'acqua dolce situato in Ortigia e che arriva al contatto con l'acqua salata del mare. La presenza di queste sorgenti è dovuta alla pendenza naturale delle fluenze e dal già citato sistema di fratturazione esistente nelle rocce ortigiane, entrambi sono fattori favorevoli all'insorgere delle acque.
Altri esempi di sorgenti naturali in Ortigia sono dati dalla Fontana degli Schiavi; da uno dei miqwè (bagno ebraico) più suggestivi d'Europa; dalla Vasca della Regina (sorgente naturale posta al di sotto del livello del mare, nel Castello Maniance) e le manifestazioni sorgive, quasi del tutto scomparse di Occhi di Zivillica (o Occhi di Zilica).

Altro aspetto morfologico molto interessante dell'isola di Ortigia, sono i suoi ipogei; i siracusani li hanno scavati nei secoli, già dai tempi greci fino ai tempi bellici della seconda guerra mondiale, quando questi ipogei vennero utilizzati come rifugi antiaerei per la popolazione. Il più importante è quello di Piazza Duomo, recentemente aperto al pubblico, sulle cui pareti si notano anche degli affreschi bizantini. Ortigia ha molti ipogei sotterranei, in alcuni, come in quello del quartiere ebraico, la Giudecca, vi è anche la presenza dell'acqua dolce, con le stesse caratteristiche delle altre polluzioni d'acqua naturale descritte sopra.

La sua costa forma l'entrata naturale di un grande golfo, la cui altra estremità è rappresentata dalla costa del Plemmirio. Si pensa che l'isola, dopo la colonizzazione greca, venne collegata quasi subito alla terraferma utilizzando un terrapieno, ovvero un accumolo di terreno realizzato aritificialmente. In seguito il terrapieno venne sostituito da un ponte. La sua costa, in tempi antichi, doveva essere più prolungata, infatti dai vari studi archeologici fatti presso il Porto Piccolo di Siracusa, risulta visibile sott'acqua parte della banchina marmorea che contraddistingueva l'approdo siracusano. La tipologia di costa è rocciosa e frastagliata, nella sua maggior parte, eccetto qualche golfetto di sabbia.

Infine la sua vegetazione (non estesa poiché l'isola è stata densamente popolata ed edificata in passato) è composta dalle piante tipiche del clima mediterraneo; quindi palme e ficus tra tutti, inoltre attira curiosità, e spesso stupore, la presenza della pianta di papiro che cresce spontanea all'interno della Fonte Aretusa. La sua fauna invece conta caratteristiche papere che fanno parte della cultura paesaggistica, basti pensare che la Fonte Aretusa, è stata ribattezzata dai siracusani "fontana delle papere", proprio per le numerose papere che vi si trovano al suo interno. Così come i pesci d'acqua dolce e le tante altre specie che vivino in mare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I siculi e i greci[modifica | modifica wikitesto]

Colonne del tempio di Atena incorporate nell'attuale duomo di Siracusa

L'isola è stata da sempre il cuore della città, lo testimonia il fatto che sin dall'età del bronzo antico fosse abitata, e lo testimoniano anche resti di capanne circolari del XIV secolo a.C. riferibili alla cultura di Thapsos. Furono infatti gli scavi dell'archeologo Paolo Orsi a scoprire, anche nei pressi della Fonte Aretusa, i resti di un abitato siculo vicino alla sorgente naturale, ritrovamento che indica come già in passato l'area, generosa d'acqua, fosse considerata molto importante per prosperare e costruire nei suoi dintorni l'abitato.
Il successivo arrivo dei greci spinse la popolazione sicula a ritirarsi nell'entroterra, come ci narra Tucidide. Ma senza alcun dubbio molti dei siculi rimasero in Ortigia dopo l'avvenuta colonizzazione greca, dato che sono le stesse vicende storiche a narrarci dei contrasti per il comando della città tra Gamoroi, discendenti dei primi coloni corinzi, e Killichirioi, discendenti appunto dei siculi che in precedenza abitavano Siracusa e Ortigia. La storia prosegue e i siculi Killichirioi vengono sconfitti da Gelone di Gela, chiamato in aiuto dai Gamoroi, diventerà il primo tiranno di Siracusa.

Ortigia in epoca greca fu, soprattutto inizialmente, il centro politico e religioso della città; lo dimostra il fatto che nell'isola venne edificata la via sacra(la quale attualmente ricade nell'asse urbano della via Dione e del secondo tratto della via Roma), ovvero quella via che conteneva importanti templi degli dei, come l'Artemision e l'Athenaion (attuale Duomo di Siracusa). Dagli studi fatti si è potuto constatare che i templi greci erano sempre rivolti a oriente, osservando infatti l'antica linea urbana di Ortigia, si nota come gli edifici sacri fossero stati posti in luce, ne è un esempio il Tempio di Atena, il quale secondo gli studiosi svolgeva una funzione di "faro" per tutti i naviganti che si avvicinavano verso Siracusa dal lato del mare di Ortigia; sopra il tetto del tempio era posta una grande statua di Athena con uno scudo dorato, visibile da molto lontano, ed era esso che fungeva da faro e punto di riferimento per chi navigava in mare in prossimità della città. In Ortigia venne edificato il palazzo del tiranno, ovvero la sede del potere politico dei tiranni siracusani. Dalle testimonianze pervenuteci dagli storici dell'epoca, si pensa fosse un palazzo imponente, soprattutto a partire dalla tirannia di Dionisio I di Siracusa (detto anche "Dionigi il Vecchio" e "Dionigi il Grande") che evacuò interamente la popolazione di Ortigia per sostituirla con la sua corte, i suoi amici e i suoi mercenari. Dotò l'isola di mura autonome e le lettere di Platone consentono di farsi un'idea della ricchezza di questa dimora; il filosofo ateniese racconta che il palazzo era dotato di ampli giardini e suddiviso in parti che diventavano sempre meno accessibili, difese da alte mura. La parte più intima della dimora di Dionigi, era costituita da una piccola isola, separata dal resto del palazzo da un canale con ponte levatoio, alzato o abbassato dal tiranno stesso, il quale poteva così ritrovarsi completamente al sicuro. (Cicerone, Tusculanae, 5, 59).
Questo palazzo fu successivamente distrutto da Timoleonte, comandante corinzio e uno dei pochi sovrani democratici che la Siracusa greca ebbe. (Plutarco, Vita di Timoleonte, 21) La dimora dei tiranni fu poi ricostruita in forme più sontuose da Agatocle e si pensa che ad esso apparteneva l'edifìcio detto « dei 60 letti », che sarebbe stato il più sontuoso della Sicilia (Diodoro, XVI 85).
Il porto (Porto Grande e Porto Piccolo) ebbe per Ortigia grande importanza; al centro delle grandi battaglie siracusane. L'isola prese parte a molte delle difese cittadine, era anch'essa circondata dalle imponenti mura dionigiane che si estendevano fino al monte Epipoli, nei pressi del Castello Eurialo.

In epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'assedio dei romani nel 212. a.C., Ortigia divenne l'ultimo quartiere di Siracusa a cadere in mano di Roma. Durante l'assedio il suo porto fu di fondamentale importanza per le sorti delle battaglie, perché era da lì che Cartagine, alleatasi con Siracusa, le mandava i rifornimenti di cibo, dunque i viveri e le forze necessarie per resistere all'assedio. Infatti con l'aiuto delle navi cartaginesi e con le geniali macchine da guerra di Archimede, i siracusani resistettero ad oltranza all'esercito romano che non poté fare altro che stare al di fuori delle mura aretusee. Dopo la festa di Artemide, approfittando della distrazione delle difese siracusane, assopite dopo i festeggiamenti, e con il tradimento di un cittadino che aprì loro i cancelli, i romani riuscirono ad entrare nella città e a conquistarla quartiere dopo quartiere. La storia ci ha narrato di come Archimede venne ucciso per errore da un soldato romano, il generale dei romani, Marco Claudio Marcello, si dice che rimase egli stesso sconvolto dall'uccisione del celebre matematico e si dice anche che pianse per la sorte della città che i suoi uomini avevano appena conquistato in nome di Roma. Passato il tempo della conquista, il generale nei primi anni del II secolo a.C. diede l'ordine che nessuno andasse ad abitare ad Ortigia, probabilmente perché, dato la sua strategica posizione difensiva, temeva si potesse organizzare una qualche rivolta al suo interno che potesse mettere in pericolo l'ordine nella città da poco tempo sotto il governo romano.

Cicerone, il noto filosofo romano, chiamato a difendere i cittadini siciliani dalle ruberie fatte dal famigerato pretore romano Verre, testimoniò che molti tesori dei templi e delle case siracusane vennero rubati. Noti sono i suoi versi in le Verrine, nelle quali scrisse con la sua solita veemenza e incisività tutto ciò che aveva visto in Sicilia; addirittura dello spoglio del Tempio di Atena in Ortigia, egli scrisse:

« "... [il tempio era stato spogliato] fino a farlo sembrare devastato non da nemico in guerra ma da una banda di selvaggi pirati "... »
(Cicerone, in le Verrine)

Siracusa divenne sede dei governatori romani di Sicilia, essi risiedevano in quello che un tempo era il palazzo del tiranno, divenuto praetorium (sede dei pretori romani); la sua ubdicazione non è chiara, ma da una scritta ritrovata durante l'apertura della via del Littorio, si è scoperto che un governatore di Sicilia in epoca tardoantica romana, tale Flavio Gelasio Busiride, aveva restaurato il praetorium già palazzo dei tiranni sito in Ortigia.

Ortigia in epoca bizantina ed araba[modifica | modifica wikitesto]

Disegno del Castello Maniace com'era un tempo

Ortigia in epoca medievale divenne sempre più centrale, dato che la popolazione siracusana a seguito delle grandi guerre (la fine dell'Impero Romano d'Occidente; la conquista dei franchi e dei vanadali) diminuì fino a ridursi per la quasi totalità nell'abitato dell'isola di Ortigia, spopolando i restanti quartieri.

L'isola venne fortificata ulteriolmente, affrontò le vicende bizantine di Siracusa, quando la città fu nominata "Capitale dell'Impero dei Romani" (detta anche "Capitale dell'Impero Romano d'Oriente), diventando dunque sede dell'imperatore bizantino, Costante II, e rifiorendo per un breve periodo, non troppo felice perché la città mal sopportò le tasse, eccessive, che l'imperatore aveva dato ai cittadini. Subì dunque l'attacco di Costantinopoli che ridiventò Capitale dell'Impero, dopo che il figlio di Costante II venne a riprendersi la corona imperiale.

Successivamente l'isola dovrà affrontare uno degli assedi più sofferti della storia di Siracusa, ovvero l'assedio arabo dell'878 d.C., il quale ridurrà la popolazione alla fame e la costringerà alla resa dopo mesi e mesi di patimenti. La città sarà spogliata dal titolo di "Capitale della Sicilia" e Ortigia, ormai in quest'epoca quasi del tutto identificata come "unico centro abitato di Siracusa", passerà in mano araba, diventando parte del Regno di Sicilia musulmano.

La testimonianza più evidente e grandiosa dell'epoca medievale in Ortigia è sicuramente il Castello Maniace; inizialmente era un forte costruito dal futuro imperatore e generale bizantino, Giorgio Maniace, poi divenne un castello per volere dell'imperatore svevo-normanno, detto anche "lo stupor mundis", Federico II, che diede all'edificio il nome di "Maniace", in memoria dello storico generale conquistatore di Siracusa in tempo arabo.

L'epoca spagnola[modifica | modifica wikitesto]

La Porta Ligny, rappresentante l'unico ingresso di Ortigia in epoca spagnola

La dominazione spagnola rappresentò per Ortigia un momento decisivo e in un certo senso epocale, perché il suo aspetto urbanistico, e quindi anche la sua immagine culturale, cambiò radicalmente volvendo nella maniera che ancor oggi, in epoca contemporanea, essa mostra. Furono infatti gli architetti voluti dai governatori di Castiglia e Aragona a imprimere all'isola la facciata in stile barocco, con palazzi alla catalana e fantasie mescolate tra l'arte siciliana e l'arte spagnola, che in tempi moderni sono stati la lode e il vanto dell'isola, dandole il titolo di "centro del barocco siciliano", paragonabile al barocco della più rinomata, in argomento, Noto.

Scrive al riguardo Giuseppe Agnello:

« tra la nobiltà indigena e quella isolana si determinò una vera gara di supremazia che ebbe evidenti ripercussioni nell'architettura. Non era possibile, infatti, che funzionari e governatori spagnoli, come i Nava, i Cabastida, i Cardenas, i Centelles, i Monpalan, i Cabrera, gli Ospidal, i Moncada, non portassero seco, assieme alla passione per la consuetudine patria, anche il nostalgico ricordo delle belle case signorili di Castiglia e di Catalogna. »
(Giuseppe Agnello, sull'archietttura siracusana)

Un cambio archietettonico con tocco spagnolo che in Ortigia, più che altrove, restò quasi intatto, rendendo bene l'idea della situazione socio-politica di quegli anni. Ortigia infatti, rappresentando in quel periodo l'unico centro abitato di Siracusa, era il fulcro degli scambi commerciali con gli spagnoli; nelle sue vie, e quindi nei suoi palazzi, si scrisse la storia di quell'epoca complessa.

Ortigia fu anche la sede della Camera Reginale; un organo governativo proveniente dalla Spagna ma instaurato sul territorio, che dava alla sua sede una sorta di titolo giuridico di "Stato dentro lo Stato", fu istituita da Federico III d'Aragona come dono alla sua consorte, Eleonora d'Angiò. Da allora la Camera passò di regina in regina tra le regnanti castigliane e aragonesi, venne infine abolita da Carlo V nel 1536.

La situazione però divenne critica quando la Spagna divenne un impero, e la Sicilia ne fece parte a pieno, divenendo, nei progetti degli imperatori spagnoli, l'avamposto da difendere nelle guerre contro i turchi, gli austriaci e gli altri nemici della corona. In particolare l'imperatore Carlo V, trasformò l'isola di Ortigia in una delle roccaforti più fortificate d'Europa; muri e ponti levatoi vennero costruiti. Nell'isola si vi poteva accedere da una sola grande porta, la Porta Ligny, di ricca lavorazione architettonica, tale porta venne buttata giù, come tutte le altre storiche fortificazioni di epoca spagnola, all'indomani dell'Unità d'Italia. Va inoltre ricordato che con l'editto del 1492, per ordine della corona spagnola, tutti gli ebrei vennero cacciati dall'Europa, ed anche la numerosa comunità ebraica siracusana subì questo decreto; essa infatti che nella sua maggior parte risiedeva nel quartiere ortigiano della Giudecca, dovette lasciarlo e quel quartiere, che era un punto vivace di commercio per Ortigia, ne risentì pesantemente.

Divenuta piazza d'armi, il nuovo ruolo militare datole dalla Spagna, danneggiò gravemente i rapporti sociali e culturali di Ortigia, poiché venne distaccata dal resto d'Italia, così come la stessa sorte toccò alla Sicilia, dato che il peso militare mal si adattava al prosperare sereno e illuministico di un popolo.

L'epoca austriaca, borbonica e l'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Giuseppe Garibaldi, posto al Foro Italico presso la Marina di Ortigia. Scolpito da Luciano Campisi nel 1893.

Il '600, '700 e '800 furono epoche molto difficili per l'isola di Ortigia, la quale sosteneva il titolo dell'intera "Città di Siracusa" all'interno delle sue mura. Divenuta una fortezza militare subì gli attacchi degli austriaci, la difesa delle coste dai turchi, i vari passaggi di potere fino a giungere al trattato di Utrecht con il quale la Spagna dichiarava davanti all'Europa di rinunciare alla Sicilia, che passava così nelle mani dell'Austria con la casa regnante degli Asburgo. In seguito arrivarono i Savoia dal Piemonte ma la loro monarchia in Sicilia durò pochissimo dato che né la Spagna, né l'Austria avevano intenzione di rinunciare all'isola più grande del Mediterraneo.

Dopo varie contese Siracusa, dunque Ortigia, insieme alla Sicilia tornò ai Borbone e venne unificata al Regno di Napoli. Altre rivolte contro le monarchie si accesero in più parti d'Europa; Ortigia vi partecipò. Altri anni passarono e con l'avvento della missione di Garibaldi e dei garibaldini (tra i quali anche molti siracusani) si diede l'avvio all'Unità d'Italia che sarà ottenuta nel 1861. I Savoia stavolta scenderanno in Sicilia da monarchi dell'isola divenuta italiana.

Da sottolineare nella storia d'Ortigia anche il terremoto del Val di Noto del 1693, il quale fece gravissimi danni e provocò migliaia di morti in gran parte della Sicilia. Ortigia pur avendone subito la potenza distruttiva non venne totalmente rasa al suolo, come invece accadde per altri centri come Avola o Noto, interamente ricostruiti. Ad Ortigia molti palazzi resistettero e la ricostruzione avvenne nell'attuale stile barocco che oggi si vede.

In epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il progressivo abbandono del centro storico avvenuto tra gli anni settanta e ottanta del novecento ed il conseguente aumento di criminalità e degrado, l'isola è stata oggetto di una serie di progetti di riqualificazione urbana tra cui quello Urban che ha previsto l'apertura di numerose strutture ricettive nonché l'apertura del Museo del mare gestito dal consorzio Syrakosia ricavato all'interno della ex Chiesa dell'Aracoeli, in via Gaetano Zummo[3] e di altri musei importanti siti nell'isola.

È stato inoltre costruito il "terzo" ponte di accesso all'isola, opera fondamentale soprattutto per ragioni di viabilità e sicurezza.

È da menzionare anche l'organizzazione di una parte del G8 dell'Italia, ovvero quello riguardante l'ambiente e intitolato G8 Ambiente, che nel 2009 si è svolto all'interno del Castello Maniace. Per l'importante occasione, poiché l'isola avrebbe ospitato un grande numero di figure rilevanti, tra le quali anche i ministri ambientali e i rappresentanti delle organizzazioni internazionali per l'ambiente, Ortigia ottenne dalla città dei fondi per la ristrutturazione, lavoro che le fece bene perché le diede un aspetto moderno restaurato e al tempo stesso rispettoso del suo originale disegno architettonico. Inoltre l'isola fu al centro di programmi ristorativi e ricreativi oltre che culturali, ponendo in luce il suo carattere attrattivo.

Delos e Ortigia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Ortigia
L'isola di Delos
Il tempio di Apollo nell'Ortigia di Siracusa
Resti di templi a Delos

Oritgia ha un legame, dovuto al suo nome, con l'isola greca del mare Egeo, Delos (Delo in lingua italiana). L'isola greca fa parte della Lista dei patrimoni dell'umanità Unesco, proprio come Ortigia a Siracusa, in Sicilia. Il loro legame sta nel loro identico nome; entrambe infatti nell'antichità si chiamavano "Ortigia" che dal verbo greco significa "Quaglia". Poi l'Ortigia greca mutò il suo nome in "Delos", parola che deriva dal termine greco "deloo" cioè "colei che mostra" "isola luminosa", poiché su quell'isola la leggenda racconta che nacque il dio del sole, Apollo e la dea della caccia, Artemide (identificabile con la dea Diana). Secondo la mitologia greca, Latona, per sfuggire all'ira di Era, la moglie tradita di Zeus, cercò un rifugio dove partorire i figli avuti dal sovrano degli dei e lo individuò su un'isoletta che vagava tra le onde del mare Egeo, Ortigia appunto. Qui diede alla luce i gemelli Apollo e Artemide e per ringraziare l'isola brulla di averla accolta, le diede il dono della prosperità, trasformando il terreno arido di quell'isola in una terra piena di luce, fissandola con dei pilastri nel fondo marino e fermando così il suo vagabondare per il Mediterraneo. In cambio volle da essa il permesso di edificare lì il santuario del dio Apollo; per questo motivo nel corso dei secoli, quell'isola rimase sacra ai greci e a chi predicava il culto del dio del sole. Pindaro e altri poeti hanno successivamente narrato di questo legame tra le due Ortigia, mettendo in risalto i punti che esse avevano in comune; Pindaro la definisce "degna sorella di Delos" e dedica all'Ortigia siciliana dei versi; Antonio Mezzanotte, professore di lettere greche, li traduce nel libro "Le odi di Pindaro", scrivendo al riguardo nel terzo tomo:

« ... è sorella di Delo, perché Delo una delle Cicladi, dove nacque Diana, chiamavasi ancora Ortigia, essendo come l'Ortigia di Sicilia abbondante di quaglie dette Ortighes dai Greci; per questa denominazione le due Isole sono sorelle. »
(Le odi di Pindaro, Volume 3 pag. 23)

L'Ortigia siciliana aveva come sua dea protettrice Artemide, detta anche Diana. Questo perché fu ella a trasformare la ninfa Aretusa (simbolo dell'intera città e amata dal dio Alfeo, figlio del dio Oceano, al quale voleva sfuggire) nella rinomata fonte che ancor oggi scorre dentro le rocce di Ortigia fino in prossimità del mare. Ed inoltre ad Ortigia, sorge il Tempio di Apollo dorico più antico della Sicilia, a testimonianza che qui il culto del dio sole era presente e importante. Queste similitudini dunque spinsero i poeti a comporre versi sulle due isole che inizialmente portavano lo stesso nome. Ma non si sa però quale delle due abbia per prima preso il nome di "Ortigia" dato che il culto di Apollo a Delos è presente nel VI secolo a.C. e la fondazione di Siracusa si fa risalire già un secolo prima, nel VII secolo a.C., e non è stato precisato quando e come l'isola di Ortigia prese il nome che ancor oggi porta. Vi è dunque un certo mistero che rende ancor più affascinante le origini dell'isolotto siciliano che dimostra di avere radici che si perdono nel tempo e si fondono con quelle della mitologia greca.[4]

Monumenti principali[modifica | modifica wikitesto]

SiracusaCathedral-pjt2.jpg
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L'architettura barocca di piazza Duomo nella parte più alta di Ortigia

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Lucia alla Badia
Particolare architettonico del duomo di Siracusa
La chiesa dello Spirito Santo

Numerose sono le architetture religiose di Ortigia, per la maggior parte chiese cristiano-cattoliche

Elenco delle chiese esistenti ad Ortigia
Elenco delle chiese demolite ad Ortigia

Per visualizzare l'elenco delle chiese demolite di Ortigia, vedere la seguente pagina: Chiese non più esistenti di Ortigia

Elenco delle chiese sconsacrate ad Ortigia

Per visualizzare l'elenco delle chiese sconsacrate di Ortigia, vedere la seguente pagina: Chiese sconsacrate di Ortigia

Elenco dei conventi ad Ortigia

Per visualizzare l'elenco dei conventi ad Ortigia, vedere la seguente pagina: Conventi di Ortigia

Elenco dei monasteri ad Ortigia

Per visualizzare l'elenco dei monasteri ad Ortigia, vedere la seguente pagina: Monasteri di Ortigia

Templi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo della Camera di Commercio, in stile Liberty, primi anni del Novecento
Palazzo Beneventano Del Bosco
La "sala Caravaggio" all'interno del Castello Maniace
Piazza Archimede, Fontana di Diana

Essendo l'isola di Ortigia, in epoca medievale, la sola parte abitata di Siracusa, in essa si sono concentrate tutte le architetture di pregio in stile barocco; liberty; rococò e classico della città. Diventando difatti un notevole sito di arte monumentale.

Di seguito un elenco dei palazzi di pregio siti in Ortigia

Castelli[modifica | modifica wikitesto]

Fortificazioni Spagnole[modifica | modifica wikitesto]

Ortigia in epoca spagnola divenne una tra le fortezza più inespugnabili d'Europa. Venne dotata di alte mura che la circondavano ed una numerosa serie di ponti levatoi, forti, bastioni e porte. Grande parte di queste fortificazione dopo l'Unità d'Italia vennero distrutte, oggi ne rimangono visibili in alcuni casi le fondamenta.

  • Forte Casanuova o Casanova
  • Forte Vigliena
  • Porta Ligny
  • Porta Reale e Porta Mare
  • Opera a Corona (un bastione centrale e due laterali, collegata da due ponti levatoi).
  • Forte San Giovannello
  • Bastione di San Giacomo
  • Fore di Cannamela o San Domenico
  • Forte del Collegio
  • Forte della Campana
  • Porta di Villafranca
  • Forte di Santa Lucia
  • Forte di San Filippo

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri di Ortigia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa descrivente i luoghi e le vie d'Ortigia

Ortigia è divisa in piccoli quartieri storici:

  • Bottari (in siracusano 'Uttari)
  • Cannamela (in siracusano Cantunera ra Cannamela)
  • Castello (in siracusano Casteddu)
  • Duomo (in siracusano Domu)
  • Gancia (in siracusano Jancia)
  • Giudecca (in siracusano Jureca)
  • Graziella (in siracusano Razziedda)
  • Maestranza (in siracusano Masthranza)
  • Marina (in siracusano A Marina)
  • Mastrarua (in siracusano Masthrarrò)
  • Sperduta (in siracusano Spedduta)
  • Turba (in siracusano Tubba)

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il promontorio di Ortigia: dall'alto il Castello Maniace e la ex-caserma Abela, attuale sede universitaria siracusana.

Università[modifica | modifica wikitesto]

L'università di Siracusa si trova nell'area del Castello Maniace, presso la ex-caserma Abela, ceduta dal Ministero della Difesa all'Università di Catania, la quale, non avendo Siracusa un proprio ateneo universitario, ha aperto nel sito un ramo di architettura e beni culturali che si è poi rivelato strategico per i tanti giovani siracusani che così avevano la possibilità di studiare nella propria città senza doverla lasciare quotidianamente per raggiungere la sede universitaria.

Oltre la sede principale universitaria, Ortigia ospita molte altre realtà di studi culturali, per citarne alcune si prendano ad esempio: il "Mediterranean Center for Arts and Sciences (MCAS)", il quale fa parte dell'Arcadia University statunitense; l'Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali (ISISC), una fondazione che si occupa dello studio, della ricerca e della formazione nel campo della giustizia penale internazionale e dei diritti umani; il Centro Internazionale di Studi sul Barocco (CISB) e diversi altri.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

I musei di Ortigia sono:

Inoltre Ortigia ospita una nuova iniziativa culturale chiamata "Archeo Tour Siracusa 3D Reborn"; si tratta di un tour con tecnologia 3D che mostra la storia, aretusea. (qui un trailer dell'archeo tour: Siracusa 3D Reborn Trailer)

Film girati in Ortigia[modifica | modifica wikitesto]

Una scena del film Kaos con interpreti Franco e Ciccio
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film girati nella provincia di Siracusa e Cinema in Sicilia.

Ortigia è stata presente in molti film con cast di grande livello, come ad esempio Vittorio De Sica; Franco e Ciccio; Walter Chiari; Giuseppe Tornatore; Monica Bellucci e molti altri.

Nelle vie dell'isola di Ortigia sono state girate scene di note serie televisive nazionali, come il Commissario Montalbano, scritto da Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti. Ma anche fiction come l'onore e il rispetto, interpretato da Gabriel Garko.

Sono da menzionare anche le riprese del film sulla vita di Caravaggio, girato nel 2007 e diretto da Angelo Longoni; riprese significative poiché Caravaggio è stato realmente a Siracusa nella sua vita, e in città è conservato un suo noto dipinto: il Seppellimento di Santa Lucia.

Ma Ortigia non è meta di cinema solo per gli attori e registi italiani, essa è infatti nota anche all'estero per i suoi panorami, i suoi monumenti, il suo sapore e clima mediterraneo. Ad esempio vi hanno girato delle scene del loro film Sicilia!, i due cineasti francesi Straub e Danièle Huillet, o ancora qui vi è stata anche Margarethe von Trotta, vincitrice del premio Federico Fellini e del Leone d'oro al miglior film proprio con Anni di piombo, girato a Siracusa. E la fiction "Ballate d'amore", diretta dal regista argentino Roberto Luis Garay, che più volte ha scelto Siracusa e provincia per le sue riprese.

Ortigia si può dunque definire "meta d'ispirazione" per i tanti registi che la scelgono. Dopo aver fatto visita ad Ortigia nel 2010, Roberto Benigni vi ha in seguito acquistato un'abitazione barocca che ha restaurato rispettandone le forme iniziali e il contesto del luogo.[5]

Ortigia è inoltre la sede delle manifestazioni cinematografiche che avvengono a Siracusa, come l'Ortigia Festival e l'Ares Film Festival.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Ortigia vista dal Lungo Mare

Ortigia, rappresentando la parte storica della città, è sede degli eventi mondani della stessa. Nell'isola avvengono infatti sia concerti canori che menifestazioni caratteristiche o religiose come possono essere le festività dei santi (esempio tra tutti è la festa di Santa Lucia che tocca anche Piazza Duomo) o gli eventi organizzati per il Natale.

Inoltre ospita una serie di eventi culturali che si ripeto di anno in anno, essi si possono distinguere in eventi di tipo: cinematografico, coreografico, musicale. Per citare i principali si ha:

Festival di teatro, danza, musica e arti visive che ha visto la partecipazione di grandi personaggi sia nazionali che esteri, come Dario Fo e numerosi altri.

Rassegna visiva, ogni anno vi partecipano registi provenienti da diversi paesi del mondo; quest'anno hanno preso parte al festival registi di: Spagna, Germania, Rep. Dem. del Congo, Ungheria, Irlanda, Svezia, Honduras, Italia e Usa.

Festival di jazz internazionale, ospita per una settimana i suonatori di musica jazz, anch'essa è una manifestazione internazionale che richiama nell'isola la cultura musicale proveniente da più paesi.

Festival internazionale di tango; ospita tangheri Italiani e stranieri che si sfidano in questa disciplina argentina. (Video del festival del tango a Siracusa).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Tipico paesaggio di Ortigia
Una "viuzza" di Ortigia dal tratto caratteristico siciliano e turistico

L'economia ortigiana si basa quasi esclusivamente sul settore turistico, ed è molto importante anche per l'intera città aretusea. Un tempo centro di commerci, adesso con il porto chiuso ai traffici commerciali e con il progressivo abbandono degli abitanti, i quali si sono per la maggior parte trasferiti nel lato nuovo della città, Ortigia ha assunto un ruolo sempre più turistico, mondano e quindi culturale. Hotel, pizzerie, ristoranti, vaporetti e visite guidate compongono la sua economia.

Fortemente attrattiva, con una storia importante e dei monumenti che anche l'Unesco ha definito "unici", Ortigia conta molto su questi fattori per diventare meta turistica affermata dentro e fuori i confini nazionali. Ovviamente si deve e si vuole puntare su un turismo sostenibile. Non di rado infatti si sono dovuti bloccare degli insani progetti che miravano alla distruzione del lato storico e profondo dell'isola. La speculazione edilizia ha provato a togliere ad Ortigia la sua indetità, ma per fortuna le tante associazioni ambientaliste, sociali e culturali nate sul territorio, hanno impedito che ciò avvenisse. In seguito, diventando nel 2002 Patrimonio dell'umanità Unesco, Ortigia ha trovato un suo ruolo ben preciso nell'economia e vita della città.[6]

Rispettando quella che è la sua natura, ovvero il lato socio-culturale che la compone e che è fatto di tante piccole realtà abitative, della sua posizione verso il mare, delle tante vie strette e lunghe che la circondano, della sua storia.

Ortigia si può definire la "chiave" e il "cuore" del turismo siracusano, per la sua vastità di munumenti e paesaggi. Manca però ancora una vero piano organizzativo turistico che le permetta di competere con le più note località turistiche nazionali ed estere.

Dei passi in avanti sono stati fatti in questo senso, ma è complicato poiché si rischia sempre di cadere nell'errore di "calpestare" i valori etico-morali per sacrificarli al lato economico del turismo. In queste difficoltà il comune di Siracusa, chiedendo supporto agli organi regionali, cerca di valorizzare il suo vasto patrimonio storico-culturale e paesaggistico.

Vi si stanno sviluppando una serie di eventi mirati alla ricreatività del territorio; manifestazioni e festival. E si cerca di attirare turismo con dei programmi confezionati dalle agenzie di tour operator. Negli ultimi anni sembrerebbe che la concentrazione su questo settore stia dando dei risultati; infatti sia nel 2012 che nel 2013, Siracusa è risultata essere tra le prime dieci mete più ricercate per le vacanze estive italiane da alcuni motori di ricerca, occupando rispettivamente la 6ª e la 10ª posizione.[7] Il Sole 24 ore, noto quotidiano nazionale di finanza, nel mese di agosto 2013 ha criticato le scelte governative siciliane in materia di turismo, mettendo in risalto come la Sicilia, pur essendo una delle regioni italiane che dovrebbe eccellere nel settore turistico, sia invece declassata dai viaggiatori stranieri, nel caso specifico tedeschi, che continuano a sceglire in maggior misura mete estere e mete già affermate italiane come Venezia, Roma, Napoli e Milano. Il Sole 24 ore ha inoltre fatto uno specifico riferimento ai progetti messi in atto al riguardo del distretto turistico del Sud-Est - Val di Noto; quindi un riferimento fatto anche ai piani di Siracusa, dato che questo distretto ha sede principale proprio in Ortigia. Il quotidiano riferisce come questi progetti non siano mirati ad un serio cambiamento, poiché, afferma l'autore dell'articolo "poco o nulla è cambiato", ma questo è vero solo in parte, perché si deve tener conto di un contesto sociale che per decenni, e forse secoli interi, ha visto l'affiorire e il confermarsi di località tutte ubdicate nel settentrione d'Italia, mentre non si può ignorare il fatto, grave, che il meridione d'Italia abbia subito un degrado dovuto alla ciminalità organizzata e ad interesse governativo pressoché nullo o quasi. Quindi è in questo contesto che si devono fare i paragoni ed è in questo contesto che si devono vedere i progressi che località del Sud, come la Sicilia, stanno facendo nel settore turistico nazionale ed estero, non con poca fatica burocratica ed economica. Per questo motivo l'affermarsi, o almeno l'avvicinarsi, di Ortigia tra le mete più note turistiche è già una grande passo in avanti che lascia intravedere una prospettiva migliore per il futuro del settore terziario.[8]

Il mercato di Ortigia[modifica | modifica wikitesto]

Il pesce al mercato d'Ortigia

Altra fonte economica, e culturale, di Ortigia, è senza dubbio il suo mercato con le sue bancarelle; pieno di odori con frutta, verdura, formaggi, pesce fresco. Le botteghe appartengono per lo più alle famiglie di pescatori e la cosa che lo contraddistingue e lo rende "tipico del Sud" sono le "vanniate", ovvero le grida dei commercianti che per vendere la loro merce, sia alimentare che vestiaria ad esempio, gridano ad alta voce i prezzi e la qualità di ciò che vendono con lo scopo di attirare più persone nalla loro bancarella.

Esso fa parte dei tanti mercati e fiere che si svolgono nella provincia di Siracusa. È giornaliero e viene chiamato dai siracusani "u miccatu ri l'Ottiggia" (il mercato di Ortigia) per differenziarlo dall'altro principale mercato giornaliero che si trova nel lato nuovo della città e che è detto "u miccatinu ri Santa Banacia" (il mercatino di Santa Panagia).

Nei mercati di Siracusa, quindi anche in quello di Ortigia, l'elemento che attrae di più il compratore, soprattutto se è, come dicono i siracusani, "furastero" (forestiero, ovvero "straniero" non residente) è senz'altro il pesce, fresco poiché la zona è costiera con il mare davanti, ed è un ingrediente usato frequentemente nella cucina siracusana. Poi vi sono tutti gli altri prodotti provenienti dal settore primario, quindi dalla pastoria, dall'agricoltura e dall'artigianato locale. Formaggi tipici, ricotta, olive siciliane, i pomodori secchi, i capperi e molti altri alimenti tipicamente siciliani.

Mercato dunque tipico e importante per il commercio ortigiano. Le sue bancarelle hanno attratto anche le telecamere di noti programmi nazionali che si occupano di alimentazione e natura, come Linea Verde e Lineablu, che hanno inserito nel loro filmato il mercato di Ortigia. Da menzionare è anche l'Antico Mercato di Ortigia; una struttura con forma quadrangolare che un tempo rappresentava il mercato del pesce, poi successivamente la struttura è stata adibita a "centro culturale" per le tante manifestazioni ortigiane come ad esempio, l'AMO Fest e al suo interno vi si svolgono spesso anche mostre artigianali.

Lo sport nell'isola[modifica | modifica wikitesto]

Una partita di canoa polo nelle rive di Ortigia

La prima squadra a rappresentare l'isola fu lo Sporting Club Ortigia fondata nel 1907, con all' attivo una partecipazione alla Coppa Lipton, ma dalla breve esistenza, considerato il suo definitivo scioglimento intorno al 1914.

Solo diversi anni più tardi nacquero due sodalizi "isolani"; il Circolo Canottieri Ortigia (per la pallanuoto) e l'A.S.D. Canottieri Ortigia settore canottaggio (per il canottaggio).

Inoltre le sue acque, nei pressi del Ponte Umbertino, fungono da "campo da gioco" quando vi sono delle gare sportive tra i canottieri. Ne sono stati un esempio le fasi finali dei campionati italiani di canoa polo, disputati ad Ortigia, nel punto in cui l'acqua prende il nome di "Riva Garibaldi", presso la quale si sono svolti i play off della serie A maschile e femminile di questo sport e con i confronti della serie B tra le cinque squadre che si sono aggiudicate i gironi del centrosud e che promuoveranno in A1 le prime due classificate. Ortigia è stata dunque "capitale della canoapolo italiana" per due giorni nel marzo 2013.[9]

Fanno parte dello sport acquatico anche le tante regate organizzate dalla Lega Navale Italia - Sezione di Siracusa e che svolgendosi nel porto si trovano nelle coste di Ortigia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato verificabile sotto la voce "F) Trekking Siracusa" sul seguente sito: "http://elleciturismo.wordpress.com/escursioni-sul-monte-etna/
  2. ^ Dato riscontrabile su: http://www2.esperia.it/pls/esperia/!makepage?page=25&ObjSrcID=8708&SelCod=8756
  3. ^ 29 maggio 2010: Consegna locali ex Chiesa Ara Coeli
  4. ^ Delos, l’isola luminosa di Apollo. URL consultato l'8 giugno 2011.
  5. ^ Barocco e fantasia a Ortigia.
  6. ^ Ortigia dal 1943 ad oggi.
  7. ^ Ferragosto: Sorrento e Ischia tra le mete più ricercate. URL consultato il 12/08/2013.
  8. ^ La Sicilia sovrastata dalle Baleari. URL consultato il 21 agosto 2013.
  9. ^ Siracusa capitale della canoa polo italiana.. URL consultato il marzo 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]