Ficus macrophylla

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Ficus magnolioide
Ficus magnolioides(Piazza MarinaPA).jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Urticales
Famiglia Moraceae
Genere Ficus
Specie F. macrophylla
Classificazione APG
Ordine Rosales
Famiglia Moraceae
Nomenclatura binomiale
Ficus macrophylla
Desf. ex Pers.
Sinonimi

Il Ficus macrophylla, noto anche come Ficus magnolioide o Fico della Baia di Moreton è un grande albero sempreverde della famiglia delle Moraceae.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Ficus macrophylla nel suo habitat naturale si presenta come un albero di notevoli dimensioni che può crescere sino a 60 m di altezza.

Intersezione di rami e radici aeree nel Ficus dell'Orto botanico di Palermo

È una pianta tipica delle foreste pluviali e, in questo ambiente, si accresce spesso in forma di rampicante parassita. Infatti, quando germina sul ramo di un albero, propaga le sue radici attorno al tronco dell'ospite, soffocandolo ed eventualmente uccidendolo per soppiantarlo e prenderne il posto, da cui il nome comune di albero stritolatore.

Il caratteristico aspetto "struggente" del F.macrophylla è dovuto allo sviluppo dai suoi rami di radici aeree colonnari che, raggiungendo il terreno, si tramutano in tronchi supplementari; dei pilastri che favoriscono il sostegno del grande peso acquisito dalla sommità dell'albero. Queste radici sono comunque delle superfici di assorbimento e l'albero risulta quindi abbastanza suscettibile alla compattezza del terreno attorno al tronco, come avviene quando viene recintato al di fuori dei parchi e dei giardini. Essendo una pianta affamata d'acqua, come molte altre specie australiane, non dovrebbe essere piantata in ambienti urbani, perché le sue radici possono distruggere le tubazioni idriche, né in aree con scarsità di risorse idriche.

Foglie e frutti

Le foglie, simili a quelle della magnolia, sono larghe, ovali-ellittiche, coriacee e di colore verde scuro, lucide nella faccia superiore, argentee in quella inferiore, lunghe da 10 a 25 cm. Il frutto è un siconio edule, simile a quello del ficus comune (Ficus carica), di forma ovoidale e lungo circa 2 cm, di colore verde che con la maturazione diventa violaceo con chiazze giallo-verdi. Viene prodotto solo da alberi maturi cresciuti all'aperto; usualmente si sviluppano a coppie.


Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il grande Ficus macrophylla, simbolo dell'Orto botanico di Palermo.

La specie è nativa degli stati australiani del Queensland e del Nuovo Galles del Sud. Il nome comune di Moreton Bay Fig deriva dalla omonima baia australiana. In questa area dell'Australia orientale le temperature medie oscillano tra 20–30 °C in gennaio e 10–20 °C in luglio.

È coltivato e naturalizzato in Nuova Zelanda, Hawaii, California e Florida. Gli esemplari di queste ultime aree non raggiungono comunque le stesse dimensioni di quelli degli habitat originari.

In Italia è stato introdotto in Sicilia nell'Ottocento e propagato in diversi orti botanici e parchi cittadini.

Propagazione[modifica | modifica wikitesto]

Impollinazione[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto (siconio o fico) e il sistema di riproduzione hanno caratteristiche comuni a quelli delle altre specie del genere Ficus.

Ogni specie di Ficus ha un imenottero impollinatore specifico e viceversa ogni imenottero deposita le sue uova solo nel frutto di una distinta specie di ficus. L'imenottero pronubo del F. macrophylla è il Pleistodontes froggatti.

Disseminazione[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli uccelli che sono stati segnalati come disseminatori di questa specie di Ficus ci sono il passero comune (Passer domesticus), l'Acridotheres tristis tristis, la Geopelia striata, la Streptopelia chinensis e lo Zosterops japonicus. Altri animali come pipistrelli, maiali, roditori, pappagalli, e scimmie vanno inclusi tra i potenziali disseminatori. La germinazione dei minuscoli semi del F.macrophylla può richiedere sino a 3-4 mesi, in ambienti preferibilmente umidi e con temperature di 20 °C o maggiori

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Si conoscono due sottospecie:

  • Ficus macrophylla subsp. macrophylla, in passato classificata come Ficus platypoda var. etiolaris (Benth)
  • Ficus macrophylla subsp. columnaris (C. Moore & F. Muell.), in passato classificata come Ficus magnolioides (Borzì)

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Ficus macrophylla
Orto botanico di Palermo

Nell’Orto botanico di Palermo, nei primi anni del secolo scorso, Antonino Borzì analizzò il lattice del F. macrophylla subsp. columnaris come possibile fonte di caucciù. Ma nonostante gli esemplari di questa specie producessero abbondanti quantità di lattice, gli studi chimici effettuati rilevarono la presenza di una scarsissima quantità di gomma elastica.

Attualmente, l'unico impiego in Italia è come albero ornamentale, in quanto le dimensioni, la conformazione della chioma e del fusto rendono suggestiva la sua presenza nel verde urbano. In diverse città dell'Italia insulare sono presenti esemplari maestosi, di età superiore ai 100 anni, elementi caratteristici di parchi urbani o piazze.

Alberi monumentali[modifica | modifica wikitesto]

A Siracusa si può ammirare un esemplare imponente nella zona archeologica, mentre il più noto è quello di Villa Garibaldi, a Palermo, nei cui pressi, agli inizi del '900, fu ucciso dalla mafia il famoso poliziotto italo-americano Joe Petrosino[senza fonte].

In Liguria due notevoli esemplari, messi a dimora nel 1887, si trovano nel parco del Museo-Biblioteca "Clarence Bicknell" di Bordighera (IM), sede dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri. La maggiore concentrazione si trova nei parchi delle ville storiche e pubblici di Sanremo, con alcuni esemplari messi a dimora negli anni Ottanta e Novanta del XIX secolo[1].

A Cagliari sono presenti alcuni esemplari di notevole sviluppo nella parte antistante la zona portuale, in Piazza Amendola e in Piazza Matteotti. Gli esemplari della centrale Piazza Matteotti, compresa fra il Palazzo Civico, il porto, l'autostazione dell'ARST e la stazione delle Ferrovie dello Stato, furono messi a dimora nel 1883, all'epoca dell'allestimento del giardino in occasione dell'inaugurazione della Stazione delle Ferrovie Reali[2]. L'esemplare più maestoso ha una chioma molto ampia, alta 17 metri, e un fusto irregolare e costoluto di circa 7.5 metri di circonferenza; alcune radici aeree hanno raggiunto uno sviluppo tale da concorrere al sostegno delle branche principali e la più sviluppata ha una circonferenza di 2,9 metri[2]. Gli esemplari ancora presenti furono danneggiati e alcuni completamente distrutti nel corso dei bombardamenti del 1943[2].

Numerosi esemplari di notevole sviluppo e bellezza sono ammirabili anche in Calabria, sul Lungomare e davanti la Stazione Centrale di Reggio, piantati con il piano regolatore del 1911 realizzato a séguito dell'ultimo terremoto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In: Itinerari dei Ficus della Baia di Moreton a Sanremo e Bordighera di Tiziano Fratus e Marco Macchi, Imperia, Edizioni Strade, 2011.
  2. ^ a b c Siro Vannelli. Ficus magnolioides Borzi (Moreton bay fig). In: Siro Vannelli (testo e consulenza scientifica), Guido Costa (foto) Grandi Alberi della Sardegna. Monumenti Verdi. Cagliari, Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della Difesa dell'Ambiente, 1994: 38-41.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • George, A. S. Flora of Australia, CSIRO Publishing, 1980. ISBN 0643057021

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

botanica Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica