Salvo Montalbano
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Il commissario Salvo Montalbano[1], della Polizia di Stato, è il protagonista di una fortunata serie di romanzi e racconti pubblicati dallo scrittore siciliano Andrea Camilleri per le case editrici Sellerio e Mondadori, caratterizzati dall'uso di un italiano fortemente contaminato da elementi della lingua siciliana e da una ambientazione siciliana particolarmente curata.
[modifica] La vita
Montalbano è nato a Catania nel 1950, quindi si avvia ad essere un sessantenne (descrive gli avvenimenti del '68 affermando di avere all'epoca 18 anni).[2] Si è laureato in giurisprudenza, ha iniziato la sua carriera verso i trent'anni e ha fatto un apprendistato che lo ha portato come vicecommisario anche in paesi di montagna fino a quando è stato trasferito a Vigata,[3] cittadina sul mare in provincia di Montelusa (due nomi di fantasia che corrispondono nella realtà rispettivamente a Porto Empedocle e Agrigento).[4] In una località vicina a Vigata, Marinella,[5] il commissario ha affittato una villetta sul mare, che poi acquisterà, dove abitualmente vive solo, salvo quando viene a visitarlo la fidanzata Livia (Katharina Böhm), che vive a Boccadasse, un quartiere di Genova, e che appare nei romanzi come filo rosso sempre presente nella sua vita.[6]
La casa di Marinella sarebbe invivibile, dato l'abituale disordine che caratterizza l'agire di Montalbano, se non ci fosse la preziosa adenzia (aiuto) della cameriera Adelina, scorbutica ma fedele donna di servizio e cuoca, nonostante abbia due figli delinquenti arrestati spesso proprio dal commissario. Adelina è una bravissima cuoca e lascia sempre qualche piatto siciliano nel frigorifero o nel forno per il commissario che abitualmente pranza nel ristorante "Da Calogero" [7]con abbondanti piatti di pesce, il cibo preferito da Montalbano. Può capitare però che talvolta il commissario di ritorno a casa non trovi niente di preparato: in questo caso Montalbano non si perde d'animo e pranza a base di passaluna (olive nere) e formaggio caciocavallo. Raramente accade invece che trovi il piatto principe di Adelina la pasta ncasciata che fa nitrire di piacere il nostro commissario.
Tra Livia e Adelina c'è una perfetta incompatibilità di carattere per cui, quando è presente in casa l'una, è sicuramente assente l'altra.
I più stretti collaboratori di Montalbano sono il suo vice Domenico Augello (Cesare Bocci), amico ed impenitente "fimminaro" che Montalbano chiama con il diminutivo di Mimì, l'ispettore Fazio (Peppino Mazzotta), solerte, efficientissimo e di grande aiuto nella ricerca di indizi, Catarella (Angelo Russo), il simpatico agente centralinista tonto e perciò, secondo Camilleri, esperto di informatica.[8] Il commissario da parte sua ha un rapporto di amore-odio con la moderna tecnologia: ne riconosce i grandi vantaggi ma la sente ormai estranea alla sua età. Divertenti sono le sue considerazioni, che riflettono quelle del suo creatore, che egli fa proprio a proposito dei telefonini:
| « La chiamò al cellulare, ma arrisultò astutato (spento). Anzi, per la precisione, la voci registrata disse che la pirsona chiamata non era raggiungibile. E consigliava di riprovare doppo tanticchia (un po'). Ma come si fa a raggiungere l’irraggiungibile? Solo provando e riprovando doppo tanticchia? Al solito, quelli dei telefoni tiravano a praticare l’assurdo. Dicevano, per esempio: il numero da lei chiamato è inesistente… Ma come si permettevano un’affermazione accussì? Tutti i nummari che uno arrinnisciva a pensari erano esistenti. Se veniva a fagliari (mancare) un nummaro, tutto il mondo si sarebbe precipitato nel caos. Se ne rendevano conto quelli dei telefoni, sì o no? » |
Complesso il suo rapporto con la religione: è senz'altro un laico ma non un mangiapreti, non è un credente ma man mano che la vecchiaia avanza, romanzo dopo romanzo, diventa sempre più introverso e sgomento di fronte ai problemi dell'età con i suoi piccoli inconvenienti come i vuoti di memoria, a cui deve rimediare, vergognandosi, prendendo appunti, e con le grandi paure improvvise come quando al risveglio gli compare ossessivamente nel cervello «non un pinsero completo, ma un principio di pinsero, un pinsero che accomenzava con queste ‘ntifiche parole: Quanno viene il jorno della tò morti...».(op.cit. pag.11). Forse per il non credente Montalbano è questo il ricordo della preghiera dell'"Ave Maria" recitata da bambino («..e nell'ora della nostra morte») ? Ed era una sorta di "Padre nostro" quello che invocava quando ne Il giro di boa, credeva di essere stato colpito da un infarto? «mentre il dolore diventava una specie di trapano rovente nella carne viva, litaniò dintra di sé: "Patre mio, patre mio, patre mio..." Litaniava a sò patre morto... Ma sò patre non ascutò la priera[9]
[modifica] La famiglia di Montalbano
Le notizie sulla famiglia di Montalbano le ricaviamo dal romanzo Il ladro di merendine quando il commissario, che ha perso la madre da piccolo e di cui conserva solo il ricordo dei suoi capelli biondi, si confida con François, il bambino che ha avuto la madre assassinata: «Gli confidò cose che mai aveva detto a nessuno, manco a Livia. Il pianto sconsolato di certe notti, con la testa sotto il cuscino perché suo padre non lo sentisse; la disperazione mattutina quando sapeva che non c'era sua madre in cucina a preparargli la colazione o, qualche anno dopo, la merendina per la scuola. Ed è una mancanza che non viene mai più colmata, te la porti appresso fino in punto di morte.»[10]
Montalbano nelle sue indagini sembra ricercare delle figure materne sostitutive trovandole in personaggi anziani e miti che hanno svolto la professione d'insegnanti, come la maestra in pensione Clementina Vasile Cozzo, una settantenne costretta su sedia a rotelle, verso cui ha immediati sentimenti di simpatia e che prende l'abitudine di andare a visitare o l'ex preside Burgio con sua moglie Angelina di cui apprezza la buona cucina a base di pesce, oppure la moglie malata del suo amico, l'anziano questore Burlando prossimo alla pensione .
Il padre, attento e sollecito, gli ha fatto anche da madre e, rispettoso della vita del figlio, ha voluto aspettare per risposarsi che questi si laureasse e diventasse autonomo. Montalbano non aveva preso bene la decisione del padre di risposarsi e si era quasi del tutto allontanato da lui «forse c’era stata... una quasi totale mancanza di comunicazione, non riuscivano mai a trovare le parole giuste per esprimere vicendevolmente i loro sentimenti...»[11]
I due però continuavano a volersi, sia pure da lontano, molto bene.
Il padre, che vive lontano da Vigata, rimasto vedovo della seconda moglie, colleziona gli articoli di giornale che scrivono dei successi investigativi del figlio e quando il commissario è stato ferito in uno scontro a fuoco, gli è stato vicino telefonandogli ed è andato una volta a visitarlo in ospedale. Ed ogni tanto arriva in commissariato una cassetta del suo buon vino.
Durante l'indagine narrata ne Ia forma dell'acqua Montalbano riceve la visita di un collaboratore dell'azienda vinicola del padre che gli dà notizia che questi è da tempo gravemente ammalato di un tumore e che, sebbene consapevole della sua morte imminente, non ha voluto far sapere niente al figlio per risparmiargli lo strazio della sua sofferenza. Montalbano arriverà nell'ospedale dov'è ricoverato il padre quando questi è ormai morto e si rimprovererà amaramente del suo egoismo, poiché pur avendone intuito il malessere, ha come voluto inconsciamente ignorarlo.
[modifica] Il carattere
| « ...in questo consisteva il suo privilegio e la sua maledizione di sbirro nato: cogliere, a pelle, a vento, a naso, l'anomalia, il dettaglio macari impercettibile che non quatrava con l'insieme, lo sfaglio (differenza) minimo rispetto all'ordine consueto e prevedibile » | |
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( Andrea Camilleri, Un mese con Montalbano, p. 339)
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Montalbano è un commissario sui generis, «maturo, sperto, omo di ciriveddro e d'intuito» (in La luna di carta), con innata abilità nel dipanare intrighi complicati e difficoltosi. Sebbene il suo mestiere glielo permetta, rifugge dall'uso delle armi ma quando è costretto ad usarle lo fa con abilità e precisione.
Montalbano, coerentemente al suo carattere introverso, preferisce condurre le sue indagini da solo e spesso risponde scontrosamente alle richieste di chiarimenti dei suoi collaboratori per certi suoi strani comportamenti.
Non è certo esente da umane debolezze, come la sua propensione per la buona cucina, soprattutto quella a base di pesce, e tic come l'assoluto silenzio durante il pasto.
Ci sono poi giornate, che come sanno bene i suoi collaboratori, che in quelle occasioni si tengono alla larga, in cui il commissario è intrattabile. Questo dipende dal fatto che Montalbano è un meteoropatico[12] che si rabbuia e si irrita facilmente quando il tempo si fa tinto (brutto).
Odia parlare in pubblico e quando è costretto a farlo appare impacciato e dall'eloquio sconnesso, sembra essere «...pigliato dai turchi, balbuziente, esitante, strammàto (squilibrato), stunàto, perso, ma sempre con gli occhi spiritati»[13]
Non ama mettersi in primo piano di fronte ai media ed anzi si sente sprofondare quando in alcune occasioni è premiato in cerimonie ufficiali per i brillanti risultati delle sue indagini.
Assolutamente privo d'ambizione giunge al punto di rifiutare le promozioni e fa di tutto per evitarle. Vuole fare solo il suo lavoro, che sa di far bene, e non vuole avere contatti con la classe politica che apprezza ben poco.
Con grande abilità riesce a districarsi nella burocratica macchina dell'apparato statale, servendo lo Stato con grande lealtà e non lesinando critiche feroci ai suoi colleghi per comportamenti poco onorevoli.
Ha quindi una personalità complessa: da un lato l'irreprensibile funzionario di Pubblica Sicurezza e dall'altro l'uomo con i suoi vizi e le sue virtù che talora applica una sua personale giustizia, elemento questo che lo accomuna all'altro grande commissario della letteratura gialla: il commissario Maigret di Georges Simenon.
[modifica] Il successo editoriale e televisivo
Dopo che sono stati venduti oltre due milioni di copie di libri che lo vedono protagonista, il commissario Montalbano ha ricevuto ulteriore fama dalla serie televisiva, trasmessa dalla RAI, in cui viene interpretato da Luca Zingaretti.
Il grande successo di critica e di pubblico ricevuto dai film tv sono dovuti anche al fatto che Camilleri, che ha una lunga esperienza di lavori in televisione, scrive talvolta i suoi romanzi come una sceneggiatura già pronta per essere girata (come ad esempio il romanzo Privo di titolo).
La fiction televisiva è stata prevalentemente girata in provincia di Ragusa, regalando agli spettatori uno scorcio inconsueto e nuovo di quella bella provincia definita da molti l'isola nell'isola.
[modifica] Romanzi della serie
- La forma dell'acqua (1994)
- Il cane di terracotta (1996)
- Il ladro di merendine (1996)
- La voce del violino (1997)
- La gita a Tindari (2000)
- L'odore della notte (2001)
- Il giro di boa (2003)
- La pazienza del ragno (2004)
- La luna di carta (2005)
- La vampa d'agosto (2006)[14]
- Le ali della sfinge (2006)
- La pista di sabbia (2007)
- Il campo del vasaio (2008)
- Riccardino (data di uscita sconosciuta)
[modifica] Raccolte di racconti
- Un mese con Montalbano (1998).
- La lettera anonima.
- L'arte della divinazione.
- La sigla.
- Par condicio.
- Amore.
- Una gigantessa dal sorriso gentile.
- Un diario del '43.
- L'odore del diavolo.
- Il compagno di viaggio.
- Trappola per gatti.
- Miracoli di Trieste.
- Icaro.
- L'avvertimento
- Being here...
- Il patto.
- Quello che contò Aulo Gellio.
- Il vecchio ladro.
- La veggente.
- Guardie e ladri.
- Tocco d'artista.
- L'uomo che andava appresso ai funerali.
- Una faccenda delicata.
- Lo Yack.
- I due filosofi e il tempo.
- Cinquanta paia di scarpe chiodate.
- Il topo assassinato.
- Un angolo di paradiso.
- Capodanno.
- Lo scippatore.
- Movente a doppio taglio.
- Gli arancini di Montalbano (1999).
- La prova generale.
- La povira Maria Castellino.
- Il gatto e il cardellino.
- Sostiene Pessoa.
- Un caso di omonimia.
- Catarella risolve un caso.
- Il gioco delle tre carte.
- Pezzetti di spago assolutamente inutilizzabili.
- Referendum popolare.
- Montalbano si rifiuta.
- Amore e Fratellanza.
- Sequestro di persona.
- Stiamo parlando di miliardi.
- Come fece Alice.
- Le revisione.
- Una brava fimmina di casa.
- "Salvo amato..." "Livia mia...".
- La traduzione manzoniana.
- Una mosca acchiappata al volo.
- Gli arancini di Montalbano.
- La paura di Montalbano (2002).
- Giorno di febbre.
- Ferito a morte.
- Un cappello pieno di pioggia.
- Il quarto segreto.
- La paura di Montalbano.
- Meglio lo scuro.
- La prima indagine di Montalbano (2004).
- Sette lunedì.
- La prima indagine di Montalbano.
- Ritorno alle origini.
Per dichiarazione dello scrittore, l'ultimo libro dedicato a Montalbano, Riccardino, è già stato consegnato alla casa editrice, che però non ha reso nota la data di uscita.[15]
[modifica] Episodi televisivi
- Il ladro di merendine (1999)
- La voce del violino (1999)[16]
- La forma dell'acqua (2000)
- Il cane di terracotta (2000)
- La gita a Tindari (2001)
- Tocco d'artista (2001)
- Il senso del tatto (2002)
- Gli arancini di Montalbano (2002)
- L'odore della notte (2002)
- Gatto e cardellino (2002)
- Il giro di boa (2005)
- Par condicio (2005)
- La pazienza del ragno (2006)
- Il gioco delle tre carte (2006)
- La luna di carta (prev. 2009)
- La vampa d'agosto (prev. 2009)
- Le ali della sfinge (prev. 2009)
- La pista di sabbia (prev. 2009)
[modifica] Alcune trame in sintesi
[modifica] Il ladro di merendine
(dal romanzo omonimo)
Il commissario Montalbano indaga sulla morte del ragioniere Lapecora, a cui riesce a collegare una donna marocchina scomparsa con il figlio, il piccolo François, che dopo la morte della madre il commissario ospiterà a casa sua.
[modifica] La voce del violino
(dal romanzo omonimo)
L'indagine è concentrata sulla morte di Michela Licalzi (Alessia Merz), trovata nuda e uccisa per soffocamento in una casa abbandonata. Indiziato principale è un ragazzo che provava un sentimento morboso verso la signora. Oggetto al centro della vicenda è un violino molto pregiato e costoso, appartenuto alla donna. Mediante le testimonianze dell'amica più intima di Michela(che si prenderà una cotta per lui, arrivando a baciarlo) e del marito, Montalbano scoprirà che ad uccidere la donna è stato il suo amante antiquario bolognese, al fine di impossessarsi del violino che ha scoperto essere un preziosissimo Guarnieri del Gesù.
[modifica] La forma dell'acqua
(dal romanzo omonimo)
Nella "Mánnara” due netturbini ritrovano il cadavere dell'ingegner Luparello all'interno della sua auto. Principale indiziata dell'omicidio è la svedese Ingrid: con la sua collaborazione, il commissario scopre che il vero colpevole è quello che sta cercando di incastrarla.
[modifica] Il cane di terracotta
(dal romanzo omonimo)
Il commissario riceve la confessione di un boss (Tanu 'u Greco) che vuole ritirarsi dall'organizzazione criminale mafiosa che non segue più l'antico codice d'onore. Ma la mafia non permette agli affiliati di andarsene e temendo che possa parlare lo uccide. Prima di morire il vecchio mafioso rivela a Montalbano l'esistenza di un arsenale di armi per la malavita nascosto in una grotta dove Montalbano trova due scheletri accanto ai quali c'è un grosso cane di terracotta e un piattino con delle monete. Dopo che l'esame sugli scheletri rivela che sono stati uccisi, il commissario decide di investigare anche se sono passati cinquant'anni dall'avvenimento. Grazie all'aiuto determinante dell'anziano Preside Burgio, suo vecchio amico, Montalbano scoprirà che i morti, Lisetta e Mario, erano due giovani uccisi, durante la guerra, da un sicario del padre di lei, possessivo e violento fino all'incesto; a sistemarli nella grotta col cane e le monete (seguendo la formula di un antico rituale arabo) era stato un comune amico, Lillo Rizzitano, alla cui famiglia apparteneva la grotta all'epoca, e che ritorna appositamente a Vigata per raccontare tutto al commissario.
[modifica] La gita a Tindari
(dal romanzo omonimo)
Arriva dal commissario un signore disperato perché non ha più notizie dei suoi anziani genitori. L'ultima volta erano stati visti un pullman durante la gita che avevano fatto a Tindari, durante la quale avevano mostrato dei comportamenti strani. Stranamente davanti alla casa della coppia viene trovato morto un giovanotto che abitava anche lui in quel luogo.
[modifica] Tocco d'artista
(Nella raccolta di racconti Un mese con Montalbano)
Un artista orafo, costretto su una carrozzella, viene trovato morto dalla nipote; subito si sospetta di suicidio visto il particolare meccanismo che provoca la morte, ma la storia che lega l'artista a suo fratello riporta a galla una vicenda di molti anni addietro.
[modifica] Gli arancini di Montalbano
(Nella raccolta di racconti Gli arancini di Montalbano)
Siamo a fine anno e il commissario, che riceve inviti da ogni parte per il cenone di Capodanno, non avrebbe proprio voglia di andare a Parigi con Livia. Tra gli altri è stato invitato da Adelina, la signora che gli prepara i pranzi e gli sistema la casa, contenta di poter festeggiare la fine dell'anno con i due figli che sono contemporaneamente ed eccezionalmente fuori di prigione. L'indagine riguarda la morte, che si vuole far passare per un semplice incidente, di una coppia precipitata con la loro auto in un burrone. Il commissario risolverà il caso anche con l'aiuto di uno dei figli di Adelina, nel frattempo tornato in galera per furto nella villa di uno dei coniugi morti nell'incidente: il colpevole è Calogero Picone, figlio illegittimo dell'uomo nato dalla relazione con una bellissima domestica, che ha sempre odiato il patrigno, e i di lui compagna e figlio, pochè hanno preso i posti che spettavano a lui e alla madre, costringendoli invece ad una vita di stenti. Arrivato alla soluzione del caso il commissario lo farà scarcerare momentaneamente per accompagnarlo a partecipare alla festa di fine anno ed avere quindi l'occasione di poter assaporare i prelibati arancini di Adelina.
[modifica] Il senso del tatto
(dal racconto Amore e Fratellanza nella raccolta di racconti Gli arancini di Montalbano)
Il commissario indaga sulla morte di Enea Piccolomini, un signore cieco, morto per la somministrazione di una dose eccessiva del medicinale che prendeva. La vicenda ha risvolti imprevisti. Con la sua Livia e Orlando, il grosso cane del Piccolomini, Montalbano va sull'isola di Levanza ufficialmente per godersi un paio di giorni di riposo, in realtà per parlare con la sorella del Piccolomini che gestisce una locanda sul posto, e la vacanza diventa presto l'opportunità per approfondire le ricerche. Scoprirà che l'ente benefico per gli anziani e disabili che accudiva il Piccolomini era solo una copertura per il trasporto clandestino della droga, nascosta abilmente nel bastone da passeggio che l'anziano portava, e che il cane Orlando era stato sistematicamente addestrato per aggredire i cani antidroga e far passare indenne il padrone.
[modifica] L'odore della notte
(dal romanzo omonimo)
Il ragioniere Gargano è scomparso e con lui tutti i soldi che molti cittadini di Vigata gli avevano affidato sperando di investirli fruttuosamente. Insieme a lui anche un giovane che lo aiutava nell'attività non ha lasciato traccia. Il commissario quindi può contare su due donne che lavoravano con il ragioniere Gargano; la prima è una studentessa che aveva intuito che qualcosa non quadrava, l'altra invece è convinta dell'innocenza del ragioniere.
[modifica] Il gatto e il cardellino
(Nella raccolta di racconti Gli arancini di Montalbano)
A Vigata nell'arco di pochi giorni tre vecchiette vengono assalite da un ladro su una moto con il casco, che spara ma non riesce mai ad uccidere. Il commissario scoprirà che sparava a salve solo per creare dei precedenti per uccidere poi veramente una ricca signora. Questa signora teneva molto a cuore il suo gatto e il cardellino, grazie ai quali il commissario scopre come sono in realtà andate le cose.
[modifica] Il giro di boa
(dal romanzo omonimo)
Il commissario non passa un bel momento disturbato dalle notizie che provengono da Genova, pensa addirittura alle dimissioni dalla polizia. Intanto partecipa alla arrivo di una barca di clandestini tra i quali c'è un bambino che tanto gli ricorda François. Poco giorni dopo scopre che quel bambino ha perso la vita, e lui poteva certamente evitargli questa fine, visto che aveva notato la resistenza che il bambino provava verso la “madre”. Poi si trova a cercare di dare un'identità ad un cadavere da lui stesso ritrovato nel mare davanti alla sua casa di Marinella.
[modifica] Par condicio
(Nella raccolta di racconti Un mese con Montalbano)
Il commissario da una parte si trova a gestire l'inasprimento dei rapporti delle due grandi famiglie mafiose di Vigata (Sinagra e Cuffaro), dall'altra è impegnato nella ricerca di una ragazza straniera; seguendone le tracce si inoltra nella campagna siciliana, e presso una stazione ferroviaria abbandonata trova Biagio, un disabile mentale che gli confessa di aver consegnato la ragazza ad un pericoloso delinquente implicato nella tratta delle bianche. Una volta trovatala, Montalbano scopre che la guerra di mafia scatenatasi tra le famiglie non è dovuta a questioni di successione al potere, ma perché la giovane straniera s'era innamorata, ricambiata, del marito della figlia di uno dei capobanda, scatenandone la gelosia e quindi l'eliminazione fisica.
[modifica] La pazienza del ragno
(dal romanzo omonimo)
Su una strada fuori Vigata viene trovato lo scooter abbandonato di una ragazza, Susanna Mistretta, che in quel periodo sta passando un momento difficile per la depressione della madre, ormai in fin di vita. Il Commissario trova nel suo fidanzato Francesco un valido aiuto per diradare le ombre su quello che sembra subito uno strano rapimento. Dopo che i rapitori mandano una foto della ragazza prigioniera, grazie all'ingrandimento di questa e alle testimonianze di una donna costretta a prostituirsi per pagare le cure al marito disabile, Montalbano scopre che il rapimento è stato solo una messinscena architettata dalla ragazza stessa e dal di lei zio, innamoratosi da giovane della cognata e quindi desideroso di prostrare economicamente il signor Mistretta.
[modifica] Il gioco delle tre carte
(Nella raccolta di racconti Gli arancini di Montalbano)
Un vecchio capomastro viene ucciso, investito da un'auto. Il Commissario Montalbano viene a sapere che il capomastro era un collaboratore di un giovane imprenditore edile che, vent'anni prima, era stato accusato e condannato per l'omicidio del suo socio e marito della sua amante; l'imprenditore era stato scarcerato poche settimane prima. Nel frattempo uno straniero misterioso viene trovato ucciso da un colpo di pistola alla nuca non lontano da un casolare isolato. Grazie all'insistenza del cugino dell'imprenditore il Commissario Montalbano inizia a sospettare che fra la morte del capomastro e la scarcerazione dell'imprenditore vi sia un legame. Lentamente la complessa storia si dipana rivelando che anche il misterioso straniero è coinvolto nella ventennale storia d'amore e d'affari.
[modifica] Note
- ^ Il nome Montalbano venne scelto da Camilleri in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, creatore di un altro detective famoso, Pepe Carvalho: i personaggi hanno molte cose in comune, l'amore per la buona cucina e le buone letture, i modi piuttosto sbrigativi e non convenzionali nel risolvere i casi, una storia d'amore controversa e complicata con donne anch'esse complicate.
- ^ «Nel '68 il futuro commissario, che aveva diciotto anni, fece scrupolosamente tutto quello che c'era da fare per un piccioto della sua età: manifestò, occupò, proclamò, scopò, spinellò, s'azzuffò. Con la polizia, naturalmente.» in A.Camilleri, Un mese con Montalbano, pagg.258-259, Milano, 2004)
- ^ Nel 2003 l'amministrazione comunale di Porto Empedocle (Provincia di Agrigento) ha deciso di mutare la denominazione ufficiale del comune in Porto Empedocle Vigata. Con il benestare dello scrittore che, nell'occasione, si è dichiarato particolarmente onorato della richiesta degli amministratori. Il toponimo inventato dallo scrittore per ambientare le sue storie è stato aggiunto al nome storico del comune agrigentino.La Repubblica - Porto Empedocle diventa Vigata cfr.. Gli esterni di alcuni episodi della fiction, come quello de la Mànnara, sono stati girati nella realtà a Sampieri ed il famoso ufficio del Commissario Montalbano a Vigata è veramente un ufficio: quello del Sindaco di Scicli in Provincia di Ragusa.
- ^ http://www.andreacamilleri.net/camilleri/vigata.html
- ^ Nei film tv Marinella corrisponde a Punta Secca, tra Marina di Ragusa e Santa Croce Camerina. Il Comune di Santa Croce Camerina, nel quale territorio si trova la frazione Punta Secca, ha rinominato la piazzetta antistante la casa del Commissario, che ora si chiama Piazza Montalbano.
- ^ Un mese con Montalbano, pp. 49-59 e 231-240.
- ^ Il quale Calogero però in uno degli ultimi romanzi decide di chiudere il suo ristorante e, tra la disperazione di Montalbano, andarsene in pensione.
- ^ «Catarella è un picciliddro, un bambino dentro al corpo di un omo. E perciò ragiona con la testa di uno che non ha manco sette anni... Con ciò voglio dire che Catarella ha la fantasia, le alzate d'ingegno, le invenzioni di un picciliddro. Ed essendo picciliddro, queste sue cose le dice, senza ritegno. E spisso c'inzerta. Perché la realtà, vista con l'occhi nostri, è una cosa, mentre vista da un picciliddro è un'altra» (Il giro di boa, p. 193).
- ^ Il giro di boa, p. 237.
- ^ op.cit. pag. 155
- ^ Il ladro di merendine pag. 204.
- ^ «Che la giornata non sarebbe stata assolutamente cosa il commissario Salvo Montalbano se ne fece subito persuaso non appena raprì le persiane della càmmara da letto. Faceva ancora notte, per l'alba mancava perlomeno un'ora, però lo scuro era già meno fitto, bastevole a lasciar vedere il cielo coperto da dense nuvole d'acqua e, oltre la striscia chiara della spiaggia, il mare che pareva un cane pechinese» (La voce del violino, p. 9).
- ^ Il cane di terracotta, p. 69.
- ^ Nella prima edizione del libro La vampa d'agosto, (2006), a pagina 47, troviamo un errore di stampa. Mentre è alla guida dell'auto di servizio "scompare" Gallo. Al suo posto "compare" Fazio. La "magia" dura qualche riga, le cose si sistemano quasi subito, girando pagina "scompare" Fazio e "ricompare" Gallo.
- ^ http://www.vigata.org/bibliografia/ilcampodelvasaio.shtml
- ^ Nell'episodio televisivo "La Voce del Violino", all'agente Catarella viene attribuito il nome errato di Giuseppe (come risulta dal suo diploma di informatica orgogliosamente conseguito e mostrato ai colleghi), che nei romanzi è invece Agatino.
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