Meteoropatia
La meteoropatia, dal greco μετέωρον (meteoron, cosa che è, che avviene in alto) e πάθος (pathos, passione, malattia), è un termine che sta ad indicare un insieme di disturbi psichici e fisici di tipo neurovegetativo che si verificano in determinate condizioni e variazioni meteorologiche.
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[modifica] L'insorgenza della meteoropatia
Il meteoropatico è particolarmente predisposto, non si sa ancora per quali precisi motivi se non, secondo alcuni, per situazioni di intenso stress, ad un cambiamento d'umore e/o di condizioni fisiche a seguito di intense variazioni climatiche. Normalmente il meteoropatico accusa disturbi prima che si verifichino mutamenti delle condizioni climatiche, ha quindi una fase acuta corrispondente alla variazione del clima ed una rapida attenuazione con scomparsa dei sintomi coincidente con la fine della situazione climatica.
Nella fase precedente la mutazione climatica possono presentarsi stati di irritabilità, generico nervosismo, insonnia; con l'arrivo del fenomeno climatico acuto si accusa debolezza, apatia, depressione.
Le meteoropatie più frequenti sono collegate all'insorgenza di episodi climatici ventosi o temporaleschi accompagnati da una diminuzione della pressione atmosferica, pioggia, umidità e cielo nuvoloso.
[modifica] Meteoropatie secondarie
Si considerano meteoropatici secondari coloro che, già soffrendo di disturbi fisici, in occasione di fenomeni climatici particolari subiscono un'accentuazione dei sintomi della loro malattia come avviene per chi soffre di asma, artrosi, reumatismi, allergie ed emicranie o di coliche epatiche o renali.
Un fenomeno particolare, non sicuramente classificato come meteoropatia secondaria, è quello collegato all'acuirsi dei sintomi per chi soffre di ulcera gastrica nel periodo dell'anno immediatamente precedente l'arrivo della primavera o in genere delle condizioni climatiche che caratterizzano la fine dell'inverno. Diversamente dalle comuni meteoropatie, collegate in genere a fenomeni climatici caratterizzati da una diminuzione della temperatura esterna e/o a un peggioramento della situazione climatica, qui si verifica il caso contrario.
[modifica] I soggetti a rischio
Le categorie che risultano maggiormente sensibili alle mutazioni atmosferiche sono le persone in età evolutiva (bambini, adolescenti) e in età involutiva (gli anziani), i soggetti portatori di patologie specifiche e quelli definiti neurolabili. I più a rischio sono coloro che hanno subito traumi a carico dell'apparato muscolo-scheletrico oppure i depressi e gli ansiosi. Particolarmente meteoropatici possono essere inoltre gli alcolisti, i farmaco-dipendenti, le persone sottoposte a stress intenso.
[modifica] Possibili cause
Poiché la meteoropatia sembra essere costituita da un insieme di fenomeni fisici e psichici indotti è difficile per la medicina separare nettamente le une dalle altre.
Indagando gli aspetti fisici della meteoropatia si è visto che la patologia è legata al funzionamento dell'epifisi [1] o dell'ipofisi [2]. Questa ghiandola o più esattamente l'adenoipofisi, il lobo anteriore dell'ipofisi, che produce gli ACTH, il cosiddetto 'Ormone dello Stress', non in maniera costante ma in maggiore quantità alla mattina e in minore quantità alla sera, in occasione di eventi climatici caratterizzati specialmente da una diminuzione della temperatura esterna, ne aumenta la produzione, provocando nei meteoropatici irritabilità e nervosismo.
Nello stesso tempo si verifica una diminuzione delle endorfine, le sostanze chimiche di natura organica prodotte dal cervello, dotate di proprietà analgesiche, provocando una diminuzione della sopportazione del dolore con una contemporanea ridotta capacità delle difese immunitarie.
[modifica] Il test Gualtierotti-Tromp
Questo test, indolore e non invasivo, permette di scoprire se si è meteoropatici. Il test in effetti misura la regolare funzionalità del sistema di termoregolazione del corpo.
In un ambiente regolato a temperatura costante sui 20-22 gradi si misura preventivamente la temperatura della mano sinistra, che normalmente si aggira su i 32-34 gradi e che con un gel refrigerante viene abbassata a circa 10 gradi.
Si misura quindi quanto tempo si impiega ad acquisire la precedente temperatura con una serie ripetuta di controlli.
Mentre nella norma il tempo di recupero della temperatura iniziale si aggira su i sei minuti, nei meteorosensibili si arriva a dieci minuti e nei meteoropatici a oltre dieci minuti.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Cesare Lombroso. Pensiero e meteore. Milano, Dumolard, 1878.
- Studio del Prof. Angelico Brugnoli del Centro di ricerche in Bioclimatologia medica, biotecnologie e medicine naturali dell'Università degli Studi di Milano (ed.2007)
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