Syrah
| Alcamo | |
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| Tipo | DOC |
| Istituito con decreto del | 30/09/1999 |
| Gazzetta Ufficiale del | 13/10/1999, n 241 |
| Resa (uva/ettaro) | 11 t/ha |
| Resa massima dell'uva | 65,0% |
| Titolo alcolometrico naturale minimo dell'uva | 11,5% |
| Titolo alcolometrico minimo del vino | 11,5% |
| Estratto secco netto minimo | 20,0 g/l |
| Vitigni con cui è consentito produrlo | |
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| fonte: Ministero delle politiche agricole | |
Il Syrah o Shiraz è un vitigno a bacca rossa dalle origini controverse: alcuni, infatti, ritengono che la sua provenienza sia l'Iran, mentre altri pensano che le sue radici storiche siano legate al territorio di Siracusa, dal quale si sarebbe poi disperso per poi essere reintrodotto in Italia dalla vicina Francia.
Il Syrah dà un vino di colore rosso rubino dalle sfumature violacee e dal profumo intenso e fruttato con sentori di piccoli frutti neri e spezie, tra le quali appare evidente il pepe nero; in bocca presenta una buona struttura e persistenza, è morbido e abbastanza fresco con una media tannicità.
Questo vitigno viene ad oggi coltivato in quasi tutto il territorio vitivinicolo mondiale, anche se la sue espressioni migliori provengono dalle appellations Côte-rôtie, Hermitage e Saint Joseph della valle del Rodano in Francia; in Italia viene coltivato in Toscana (con i migliori risultati nella D.O.C. Cortona), nel Lazio (Agro pontino), in Puglia (Syrah del Tarantino IGT) ed in Sicilia. Soprattutto quest'ultima regione ha saputo meglio interpretare il vitigno Syrah in Italia, vinificandolo in uvaggio con il Nero d'Avola, ottenendo vini morbidi e speziati molto richiesti dal mercato internazionale.
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