Episodi de Il commissario Montalbano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Il commissario Montalbano.

La casa di Montalbano nella fittizia Marinella, in realtà a Santa Croce Camerina, nella frazione di Punta Secca.

Gli episodi della serie televisiva Il commissario Montalbano sono trasmessi in prima visione in Italia dal 6 maggio 1999. Le prime tre stagioni sono state trasmesse da Rai 2, mentre a partire dalla quarta stagione la serie è trasmessa da Rai 1; la nona stagione è stata trasmessa contemporaneamente anche in alta definizione su Rai HD.

Stagione Episodio Titolo Prima TV Italia
1 1 Il ladro di merendine 6 maggio 1999
2 La voce del violino 13 maggio 1999
2 3 La forma dell'acqua 2 maggio 2000
4 Il cane di terracotta 9 maggio 2000
3 5 La gita a Tindari 9 maggio 2001
6 Tocco d'artista 16 maggio 2001
4 7 Il senso del tatto 28 ottobre 2002
8 Gli arancini di Montalbano 4 novembre 2002
9 L'odore della notte 11 novembre 2002
10 Gatto e cardellino 18 novembre 2002
5 11 Il giro di boa 22 settembre 2005
12 Par condicio 29 settembre 2005
6 13 La pazienza del ragno 7 marzo 2006
14 Il gioco delle tre carte 13 marzo 2006
7 15 La vampa d'agosto 2 novembre 2008
16 Le ali della sfinge 3 novembre 2008
17 La pista di sabbia 10 novembre 2008
18 La luna di carta 17 novembre 2008
8 19 Il campo del vasaio 14 marzo 2011
20 La danza del gabbiano 21 marzo 2011
21 La caccia al tesoro 28 marzo 2011
22 L'età del dubbio 4 aprile 2011
9 23 Il sorriso di Angelica 15 aprile 2013
24 Il gioco degli specchi 22 aprile 2013
25 Una voce di notte 29 aprile 2013
26 Una lama di luce 6 maggio 2013

Il ladro di merendine[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il commissario Montalbano indaga sulla morte del ragioniere Lapecora, a cui riesce a collegare Karima, una donna tunisina, sua amante, scomparsa con il figlio, il piccolo François, che dopo l'omicidio della madre il commissario ospiterà a casa sua amorevolmente assistito dalla fidanzata Livia. La tunisina risulterà essere coinvolta in un intrigo internazionale, dove c'è lo zampino dei servizi segreti italiani rappresentati dalla figura del colonnello Lohengrin Pera; i problemi cresceranno con l'uccisione della stessa Karima.

La voce del violino[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'indagine è concentrata sulla morte di Michela Licalzi, trovata nuda e uccisa per soffocamento in una casa abbandonata. Indiziato principale è un ragazzo che provava un sentimento morboso verso la signora. Oggetto al centro della vicenda è un violino molto pregiato e costoso, appartenuto alla donna. Mediante le testimonianze dell'amica più intima di Michela (che si prenderà una cotta per lui, arrivando a baciarlo) e del marito, Montalbano scoprirà che ad uccidere la donna è stato il suo amante antiquario bolognese, al fine di impossessarsi del violino che ha scoperto essere un preziosissimo Guarneri del Gesù.

La forma dell'acqua[modifica | modifica sorgente]

La mànnara

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nella mànnara due netturbini ritrovano il cadavere dell'ingegner Luparello all'interno della sua auto. Si pensa subito a una morte naturale dopo un amplesso con una prostituta. A Montalbano qualcosa non torna, e proprio per questo decide di non chiudere subito il caso, ma di investigare. Il commissario, dopo aver interrogato i due netturbini e la moglie della vittima, ha come sospettato principale la svedese Ingrid Sjostrom: ma grazie alla sua collaborazione, scoprirà che Rizzo, l'avvocato dell'ingegner Luparello, stava cercando di incastrarla. Rizzo ha aproffittato della morte di Luparello per rovinare la sua reputazione. L'ingegner Luparello in realtà è morto nella braccia del suo amante, Giorgio, che si è rivolto a Rizzo, il quale ne ha tratto immediato vantaggio politico. Per vendicare la memoria del suo amato, Giorgio uccide l'avvocato Rizzo prima di suicidarsi alla fine dell'episodio.

Il cane di terracotta[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il commissario riceve la confessione del boss Tanu 'u Greco, il quale vuole ritirarsi dall'organizzazione criminale mafiosa che non segue più l'antico codice d'onore. Ma la mafia non permette agli affiliati di andarsene e temendo che possa parlare lo uccide. Prima di morire il vecchio mafioso rivela a Montalbano l'esistenza di un arsenale di armi per la malavita nascosto in una grotta dove Montalbano trova due scheletri accanto ai quali c'è un grosso cane di terracotta e un piattino con delle monete. Dopo che l'esame sugli scheletri rivela che sono stati uccisi, il commissario decide di investigare anche se sono passati cinquant'anni dall'avvenimento. Grazie all'aiuto determinante dell'anziano Preside Burgio, suo vecchio amico, Montalbano scoprirà che i morti, Lisetta e Mario, erano due giovani uccisi, durante la guerra, da un sicario del padre di lei, possessivo e violento fino all'incesto; a sistemarli nella grotta col cane e le monete (seguendo la formula di un antico rituale arabo) era stato un comune amico, Lillo Rizzitano, alla cui famiglia apparteneva la grotta all'epoca, e che ritorna appositamente a Vigata per raccontare tutto al commissario.

La gita a Tindari[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Arriva dal commissario un signore disperato perché non ha più notizie dei suoi anziani genitori. L'ultima volta erano stati visti su un pullman durante la gita che avevano fatto a Tindari, durante la quale avevano mostrato dei comportamenti strani. Nello stesso condominio dove vivevano i due, viene ritrovato il cadavere di un informatico, Nenè Sanfilippo. Montalbano scopre che la vittima aveva noleggiato un villino isolato di proprietà dei coniugi scomparsi e lo utilizzava per aiutare il traffico di organi. Nel computer della vittima,  Catarella scopre infatti materiale pornografico delle avventure del Sanfilippo con la moglie del medico che faceva i trapianti e una bozza di un romanzo fantascientifico che racconta le losche trame del gruppo. L'intervento di Montalbano permette l'arresto dei malviventi. I due coniugi in gita a Tindari, si scoprirà in seguito, sono stati uccisi, mano nella mano, in una lontana campagna secondo uno stile di esecuzione mafiosa, per metterli a tacere.

Tocco d'artista[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Catarella annuncia telefonicamente al commissario Montalbano di prima mattina che Alberto La Russa si era suicidato nel proprio laboratorio all'interno della sua casa, e sul luogo si trova Galluzzo. Nella stessa notte l'elettricista Ignazio Cucchiara viene trovato assassinato a Vigàta, e del caso si occupa Mimì Augello, il vice di Montalbano. Parlando prima con l'amica Anna Tropeano che ha trovato il cadavere, poi con la donna delle pulizie di La Russa, Maria Antonietta Vullo, scopre che La Russa si era invalidato con una caduta da cavallo. Altre informazioni le ottiene da Filippo Alaimo, un contadino vicino di Alberto, che soffrendo d'insonnia testimonia di aver visto la notte della morte un'auto andarsene dalla casa del fatto. Una volta giunta Livia al funerale, Montalbano si rende conto che la morte non è nello stile della vittima. Dal sostituto procuratore Lo Bianco riesce ad ottenere un altro giorno per le indagini; grazie ad una nuova perquisizione della casa, trova un album di fotografie in cui la metà è stata strappata, oltre ad una pistola ed un testamento olografo, il cui unico beneficiario è il fratello Giacomo. Allo stesso tempo a lui è attribuita l'auto che andava via dall'abitazione di Alberto. Dopo aver fatto analizzare il testamento da un perito calligrafico, scopre che questo è falso: viene fatto arrestare Giacomo, pur dichiarandosi innocente. Poco dopo una testimone, Angela Bonocore, afferma di aver ascoltato un litigio violento provenire dalla casa di La Russa; ulteriore conferma viene dall'amica Anna, che aveva già trovato il cadavere, che riporta la notizia della zia che aveva visto un'auto scura entrare poco prima delle due di notte nella casa del vicino.

  • Altri interpreti: Ileana Rigano (Emma Morpurgo), Bianca Maria D'Amato (Anna Tropeano), Antonino Bellomo (Notaio Antuofermo), Pippo Montalbano (Giudice Lo Bianco), Luigi Maria Burruano (Giacomo Larussa), Giuseppe Santostefano (Avvocato Palillo), Giovanni Speciale (Agente Boscarino)
  • Rispetto al testo da cui è tratto sono presenti notevoli variazioni, in genere un riadattamento della storia in modo che a condurre le indagini fosse il solo Montalbano, e non l'amico giornalista Nicolò Zito, e il tenente dei Carabinieri Olcese a occuparsi delle indagini. Soprattutto la vicenda di Emma non è contemplata all'interno del racconto, e manca anche il secondo omicidio. Va ricordato però che la sceneggiatura è stata scritta anche dall'autore dello stesso racconto, e dunque, oltre ad un preciso rispetto della continuity, potrebbe trattarsi anche di un approfondimento dello stesso testo.
    Nel 2002 è stato realizzato un DVD con l'episodio, edito da Rai Trade; all'interno sono contenuti alcuni contenuti speciali, fra cui un servizio del TG2 intitolato Da Maigret a Montalbano, Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán, e Camilleri in pillole.

Il senso del tatto[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il commissario indaga sulla morte di Enea Piccolomini, un signore cieco, morto per la somministrazione di una dose eccessiva del medicinale che prendeva. La vicenda ha risvolti imprevisti. Con la sua Livia e Orlando, il grosso cane del Piccolomini, Montalbano va sull'isola di Levanzo ufficialmente per godersi un paio di giorni di riposo, in realtà per parlare con la sorella del Piccolomini che gestisce una locanda sul posto, e la vacanza diventa presto l'opportunità per approfondire le ricerche. Scoprirà che l'ente benefico per gli anziani e disabili che accudiva il Piccolomini era solo una copertura per il trasporto clandestino della droga, nascosta abilmente nel bastone da passeggio che l'anziano portava, e che il cane Orlando era stato sistematicamente addestrato per aggredire i cani antidroga e far passare indenne il padrone.

  • Altri interpreti: Marco Cavallaro (Tortorella), Lucia Sardo (Ignazia Piccolomini)
  • Rispetto al testo da cui è tratto, Camilleri ha corretto il piccolo errore in cui era incappato, facendo morire il cieco con i vapori di una bombola di gas GPL. Il GPL infatti è infiammabile, ma non tossico. La verità "scientifica" è stata ristabilita a seguito di una segnalazione [1] dei vigili del fuoco. Modifiche minori sono il nome del cane, nel racconto chiamato Rirì, e l'isola dove Montalbano va in vacanza, che nel testo è Lampedusa.
  • Ascolti Italia: telespettatori 9.352.000 – share 33,51%[1]

Gli arancini di Montalbano[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Siamo a fine anno e il commissario, che riceve inviti da ogni parte per il cenone di Capodanno, non avrebbe proprio voglia di andare a Parigi con Livia. Tra gli altri è stato invitato da Adelina, la signora che gli prepara i pranzi e gli sistema la casa, contenta di poter festeggiare la fine dell'anno con i due figli che sono contemporaneamente ed eccezionalmente fuori di prigione. L'indagine riguarda la morte, che si vuole far passare per un semplice incidente, di una coppia precipitata con la loro auto in un burrone. Il commissario risolverà il caso anche con l'aiuto di Pasquale, uno dei figli di Adelina, nel frattempo tornato in galera per furto nella villa dei coniugi morti nell'incidente: il colpevole è Calogero Picone detto Gerry, figlio illegittimo dell'uomo nato dalla relazione con una bellissima domestica, che ha sempre odiato il padre, e la di lui compagna e figlio, poiché hanno preso i posti che spettavano a lui e alla madre, costringendoli invece ad una vita di stenti. Arrivato alla soluzione del caso il commissario farà scarcerare momentaneamente Pasquale per accompagnarlo a partecipare alla festa di fine anno ed avere quindi l'occasione di poter assaporare i prelibati arancini di Adelina.

  • Altri interpreti: Francesco Foti (Calogero Picone), Fabio Costanzo (Pasquale)
  • Il personaggio di Calogero Picone (figlio di Pagnozzi) non è presente nel testo originario, dove il colpevole è l'unico figlio legittimo Giacomo Pagnozzi, che nell'episodio è solo un sospettato.
  • Ascolti Italia: telespettatori 9.892.000 – share 34,45%[1]

L'odore della notte[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il ragioniere Gargano è scomparso e con lui tutti i soldi che molti cittadini di Vigàta gli avevano affidato sperando di investirli fruttuosamente. Insieme a lui anche un giovane che lo aiutava nell'attività non ha lasciato traccia. Il commissario quindi può contare su due donne che lavoravano con il ragioniere Gargano; la prima è una studentessa che aveva intuito che qualcosa non quadrava, l'altra invece è convinta dell'innocenza del ragioniere. Montalbano, dopo numerosi indizi, scoprirà che il ragioniere Gargano, dopo aver rubato il denaro e ucciso il suo complice, ovvero il suo giovane aiutante, si è recato nella casa della sua dipendente più anziana, che dispiaciuta per lui, e per evitargli di soffrire, lo ha ucciso.

Gatto e cardellino[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

A Vigàta nell'arco di pochi giorni tre vecchiette vengono assalite da un ladro su una moto con il casco, che spara ma non riesce mai ad uccidere. Il commissario scoprirà che sparava a salve solo per creare dei precedenti per uccidere poi veramente una ricca signora. Questa signora teneva molto a cuore il suo gatto e il cardellino, grazie ai quali il commissario scopre come sono in realtà andate le cose. Nel corso dell'indagine il vicecommissario Augello appare solo sporadicamente essendo in licenza matrimoniale, viene sostituito da Barbara, amica di infanzia di Montalbano, che ha appena vinto il concorso in polizia, insieme indagheranno sul caso della scomparsa del dottor Landolina e libereranno Mariuccia dalle grinfie del padre. Al termine dell'indagine Montalbano e Augello trascorrono insieme la sera dell'addio al celibato di quest'ultimo.

Il giro di boa[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il commissario non passa un bel momento, disturbato dalle notizie che provengono da Genova, pensa addirittura alle dimissioni dalla polizia. Montalbano durante la solita nuotata, ritrova un cadavere a cui cerca di dare un'identità. Durante la ricerca, partecipa all'arrivo di una barca di clandestini tra i quali c'è un bambino che tanto gli ricorda François. Pochi giorni dopo scopre che quel bambino ha perso la vita, e lui poteva certamente evitargli questa fine, visto che aveva notato la resistenza che il bambino provava verso la “madre”.

Par condicio[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il commissario da una parte si trova a gestire l'inasprimento dei rapporti delle due grandi famiglie mafiose di Vigàta (Sinagra e Cuffaro), dall'altra è impegnato nella ricerca di una ragazza straniera; seguendone le tracce si inoltra nella campagna siciliana, e presso una stazione ferroviaria abbandonata trova Biagio, un disabile mentale che gli confessa di aver consegnato la ragazza ad un pericoloso delinquente implicato nella tratta delle bianche. Una volta trovatala, Montalbano scopre che la guerra di mafia scatenatasi tra le famiglie non è dovuta a questioni di successione al potere, ma perché la giovane straniera s'era innamorata, ricambiata, del marito della figlia di uno dei capobanda, scatenandone la gelosia e quindi l'eliminazione fisica.

La pazienza del ragno[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Su una strada fuori Vigata viene trovato lo scooter abbandonato di una ragazza, Susanna Mistretta, che in quel periodo sta passando un momento difficile per la depressione della madre, ormai in fin di vita. Il Commissario trova nel suo fidanzato Francesco un valido aiuto per diradare le ombre su quello che sembra subito uno strano rapimento. Dopo che i rapitori mandano una foto della ragazza prigioniera, grazie all'ingrandimento di questa e alle testimonianze di una donna costretta a prostituirsi per pagare le cure al marito disabile, Montalbano scopre che il rapimento è stato solo una messinscena architettata dalla ragazza stessa e dallo zio di lei, innamoratosi da giovane della cognata e quindi desideroso di prostrare economicamente e politicamente il fratello di lei, causa della sua depressione che l'ha portata a ritirarsi dalla vita.

Il gioco delle tre carte[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un vecchio capomastro viene ucciso, investito da un'auto. Il Commissario Montalbano viene a sapere che il capomastro era un collaboratore di un giovane imprenditore edile che, vent'anni prima, era stato accusato e condannato per l'omicidio del suo socio e marito della sua amante; l'imprenditore era stato scarcerato poche settimane prima. Nel frattempo uno straniero misterioso viene trovato ucciso da un colpo di pistola alla nuca non lontano da un casolare isolato. Grazie all'insistenza del cugino dell'imprenditore il Commissario Montalbano inizia a sospettare che fra la morte del capomastro e la scarcerazione dell'imprenditore vi sia un legame. Lentamente la complessa storia si dipana rivelando che anche il misterioso straniero è coinvolto nella ventennale storia d'amore e d'affari.

La vampa d'agosto[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

In una calda giornata d'agosto, il commissario Montalbano è a pranzo nella bella villetta sul mare che Augello ha affittato per le ferie, a Montereale Marina. Durante il pranzo, però, non si trova il piccolo Salvo; Montalbano corre a cercarlo e lo trova in un cunicolo in giardino, cunicolo che rivelerà una grande sorpresa: il cadavere di Rina, una ragazza scomparsa 6 anni prima. Il commissario inizia le indagini affiancato dalla gemella della vittima, la bella Adriana, che lo seduce fino a fargli perdere completamente la testa per riuscire a scoprire chi ha ucciso la sorella e vendicarsi.

Le ali della sfinge[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il commissario Montalbano non sta passando un periodo semplice con Livia: continui litigi, incomprensioni dovute alla distanza e nervosismo. In una serata nostalgica, viene chiamato d'urgenza in una vecchia discarica dove è stato trovato il cadavere di una ragazza nuda con il volto devastato da un proiettile. Unico segno distintivo: una farfalla tatuata sulla spalla, che potrebbe favorire l'identificazione. Montalbano è abbastanza svogliato inizialmente ma il caso lo trascina visto che ci sono altre ragazze con lo stesso tatuaggio sulla spalla, tutte provenienti dall'Europa dell'est e che hanno trovato lavoro e aiuto grazie all'associazione cattolica "La buona volontà", che le ha salvate da un destino di prostituzione. E mentre l'inchiesta va avanti il commissario è incalzato da ogni parte: dal vescovo, che non ammette ombre su "La buona volontà", dal questore, che non vuole dispiacere il vescovo, da Livia, che vuole partire con lui per ritrovarsi.

La pista di sabbia[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Montalbano, una mattina, si alza, spalanca le persiane della sua camera e la prima cosa che vede è il cadavere insanguinato di un cavallo sulla riva. Il commissario ha appena il tempo di convocare i suoi uomini ed il cavallo è sparito, rimane solo il segno del suo corpo sulla sabbia ed uno dei suoi ferri che distrattamente il commissario ha messo in tasca all'accappatoio. Quello stesso giorno una donna "forestiera", Rachele Estermann, denunzia al commissario di Vigàta il furto del suo cavallo mentre nelle scuderie di Saverio Lo Duca, uno degli uomini più ricchi della Sicilia, un altro purosangue è svanito nel nulla. Lo scenario della vicenda è il mondo delle corse clandestine, passatempo preferito di una certa aristocrazia terriera che scommette forte. È in questo ambiente dorato che Montalbano deve indagare, perché, dopo il cavallo, viene trovato cadavere anche un custode delle scuderie. Fra maggiordomi in livrea, baroni e contesse Montalbano è un po' a disagio, mentre "ignoti" entrano una, due, tre volte nella casa di Marinella: non rubano niente ma mettono tutto sottosopra, sembrano cercare qualcosa. Ma cosa? Montalbano non resta insensibile alle avances della "forestiera", ma alla fine riesce a farla interessare al suo vice Mimi Augello, sempre vulnerabile al fascino femminile.

La luna di carta[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Torna il sangue nelle inchieste di Montalbano. Un delitto spietato in una casa di periferia di Vigata. Tutto sembra condurre alla pista passionale. Ma il commissario non si lascia ingannare. Come già nella Pazienza del ragno incontriamo un Montalbano più del solito pensieroso, quasi intimista. "Tra due donne forti e insidiose deve industriarsi il commissario Montalbano: una estroversa, e di franca sensualità; l'altra segreta, e di morbosi ardori, capace di tutto intraprendere e di tutto nascondere. Si sgambettano a vicenda, le due donne, su scivolosi precedenti: che sono esche e trappole per il commissario («Quann'era picciliddro, una volta so patre, per babbiarlo, gli aveva contato che la luna 'n cielu era fatta di carta. E lui, che aviva sempre fiducia in quello che il patre gli diciva, ci aviva criduto come un picciliddro a dù fìmmine…, che gli avivano contato che la luna era fatta di carta»). La verità non procura rimedio. Se non è vittoria è vendetta. Rovinosa e tragica. Secca e asciutta, nell'orrore: «la tragedia, quann'è recitata davanti alle pirsone, assume pose e parla alto, ma quanno è profondamente vera parla a voce vascia e ha gesti umili. Già, l'umiltà della tragedia». Il commissario interloquisce con l'incipiente vecchiaia. Ricalibra le sue negligenze. Escogita ripari alla ruggine degli anni. Impara a convivere con l'ossessione della morte (un orologio biologico che batte l'ora grave) e dà udienza a passi ciechi che conducono al mistero di una casa «morta» (alla Faulkner): nella quale, attorno a un cadavere oscenamente atteggiato, si impaludano e covano le acque putride di passioni irritabili e scenografiche; insieme al fondiglio di un'oscenità politica, che lascia emergere cadaveri eccellenti e prospere viziosità.

Il campo del vasaio[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Questa volta a svegliare il commissario Montalbano non è il solito Catarella, ma un insistente bussare alla porta di casa. Montalbano, infuriato per il sonno interrotto non riesce a trovare i vestiti e va ad aprire completamente nudo, trovandosi di fronte il questore Bonetti-Alderighi che, disperato e piangente, chiede di essere nascosto. Montalbano si convince che il questore deve essere impazzito tanto più quando gli annuncia che la mafia ha preso il potere politico con Totò Riina divenuto presidente del consiglio che propone a Montalbano la carica di ministro degli interni. Il commissario, che sta sognando, si terrorizza quando compare Catarella che minaccia di sparargli se accetterà la proposta del capomafia: «Si vossia dottori ci dici di sì a quisto sdilinquenti io l'ammazzo di pirsona pirsonalmente». Parlando, però, Catarella si è distratto e Riina ne approfitta per sparargli un colpo. Nella realtà non è un colpo di pistola ma il rumore delle persiane sbattute dal vento che sveglia Montalbano. Il commissario a poco a poco riprenderà il sonno che sarà interrotto ancora una volta da un continuo suonare del campanello della porta di casa. Questa volta si tratta proprio di Catarella che annuncia al commissario il solito ritrovamento di un morto. Sotto un incessante diluvio e tra varie imprecazioni il commissario e i suoi uomini, tra cui un ingrugnato Mimì Augello, riusciranno a recuperare un cadavere fatto a pezzi e seppellito in un campo di creta di un vasaio. A complicare l'indagine c'è lo strano comportamento di Mimì Augello, il vice di Montalbano, divenuto scontroso e litigioso, che sta amareggiando la vita a tutti nel commissariato di Vigata. Il commissario scopre inoltre che Mimì mente alla moglie dicendo di essere impegnato in azioni che lo tengono impegnato per tutta la notte ed incarica la sua amica svedese Ingrid di pedinarlo per scoprire cosa stia combinando. L'indagine, già complicata per l'impossibilità di identificare il cadavere ritrovato, diviene ancora più intricata per la denuncia da parte della bellissima Dolores della scomparsa del marito, ufficiale marittimo, imparentato con la famiglia mafiosa di Balduccio Sinagra. Tra la ricerca del marito scomparso, le stranezze di Mimì e vecchi rituali mafiosi, la fiducia di Montalbano verso le persone a lui più care vacilla come non mai.

La danza del gabbiano[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un Montalbano disilluso, alzato di prima mattina, assiste sulla spiaggia alla morte di un gabbiano, notando che l’agonia assomiglia ad una danza. Ma il tempo stringe, e Montalbano si reca in commissariato, dove il proprietario di alcuni pescherecci di Vigata si presenta nel suo ufficio, dicendogli " di sospettare " che due dei suoi pescherecci siano implicati in un traffico di droga. Montalbano gli promette che indagherà, e appena congedato l'uomo, viene raggiunto dal padre dell'ispettore Fazio, per avere notizie di suo figlio, che non si è presentato al loro appuntamento. Fazio infatti avrebbe dovuto accompagnare il padre a fare delle analisi, ma dalla sera prima, dopo aver ricevuto una telefonata da Montalbano che chiedeva la sua presenza al porto, non ha più dato notizie di sé e ha il cellulare spento. Salvo capendo che qualcosa non va, visto che la sera prima non ha chiamato il poliziotto, mente al padre, dicendo di averlo mandato a compiere una missione riservata, e che lo rivedrà presto. Il padre, rassicurato, esce dall'ufficio, mentre Salvo chiama Mimì e lo informa della sparizione di Fazio. ( Per il commissario Fazio stava probabilmente seguendo un’indagine privata, della quale nessuno era al corrente, e qualcosa deve essere andato storto ). Montalbano e Mimì, dopo essersi recati al porto, ricevono una soffiata, che gli rivela che l'ispettore Fazio è stato visto l'ultima volta, sul monte Scibetta, vicino ad un pozzo, in compagnia di alcune persone. Montalbano e Mimì, temendo il peggio, salgono sul monte Scibetta, e aperto il pozzo, trovano due cadaveri, ma non l'ispettore, che verrà trovato poco dopo, all'interno di una caverna, ferito e spaventato. L'ispettore, dopo essere stato trasportato all'ospedale, rivela al commissario di essere andato al porto per incontrare un suo amico di infanzia, Filippo Manzella, che aveva da fargli delle rivelazioni. Ma una volta arrivato, è stato circondato e portato sul monte Scibetta da un gruppo di persone, che hanno tentato inutilmente di gettarlo nel pozzo. Montalbano dopo aver scoperto che Manzella era uno dei due cadaveri trovati nel pozzo, intuisce che non può essere stato lui, ad aver avvisato Fazio, e proprio per questo indaga sulla vita dell'uomo, trovando nel suo appartamento una lettera indirizzata proprio a lui, che Manzella, sentendosi minacciato e pensando di poter fare una brutta fine, gli ha lasciato. In quella lettera, Manzella rivela di aver scoperto, con il suo telescopio, un traffico d’armi al porto, capitanato da Franco Sinagra, che era anche il compagno, violento e molto geloso, del transessuale Giovanna, che anche lui frequentava abitualmente. Montalbano, scoprendo ciò, riesce ad ottenere dal Pm Tommaseo il mandato di perquisizione per la casa di Sinagra, dove arresta l’uomo, dopo aver trovato la prova che lo incastra: il telescopio di Manzella.

La caccia al tesoro[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel commissariato di Vigata non c'è proprio niente da fare. Catarella s'impegna senza speranza nella soluzione di cruciverba e rebus e Montalbano leggicchia un romanzo di Simenon quando è inopinatamente costretto a recitare la parte alla Bruce Willis in un film americano. In un vecchio palazzo abitato da due anziani bigotti, i fratelli Gregorio e Caterina Palmisano, le cui manie religiose sono ormai arrivate al culmine della pazzia, il vecchio allucinato si è messo a sparare dalla finestra e Montalbano, a sfida del suo sentirsi ormai vecchio, arrampicandosi pericolosamente su per una scala dei pompieri riesce a rendere inoffensivo il vecchio pazzo. Nel palazzo fatiscente, in una foresta di crocefissi di ogni fattura illuminata da innumerevoli lumini, Montalbano crede di aver scoperto una giovane uccisa ma si accorge che si tratta di una consunta bambola gonfiabile ormai malridotta dal prolungato uso, senza un occhio e con un buco riparato alla meglio. Ricoverati i due fratelli, l'inerzia sembra tornata nel commissariato di Vigata quando giunge la notizia di un cadavere ritrovato in un cassonetto. Non è il corpo di una vittima ma di un'altra bambola identica a quella rinvenuta nel palazzo dei fratelli Palmisano. In quegli stessi giorni il commissario riceve una strana lettera anonima dove lo si sfida con indovinelli in versi ad una caccia al tesoro che per curiosità e perché non aveva altro da fare accetta. Dopo due o tre indizi gli nasce il sospetto che il gioco nasconda qualcosa di pericoloso e di folle. Purtroppo il suo fiuto da "sbirro" non lo inganna.

  • Altri interpreti: Dajana Roncione (Alba Carraro)
  • Ascolti Italia: telespettatori 9.293.000 – share 31,37%[9]
  • Alla storia originale della Caccia al tesoro è stata aggiunta quella del racconto corto La sigla[10], in cui Montalbano risolve l'omicidio di un vagabondo sulla spiaggia grazie alle tre lettere POE scritte dalla vittima sulla sabbia. L'adattamento è stato criticato per la mancanza di elementi importanti per capire la storia[11].

L'età del dubbio[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il commissario Montalbano fa un sogno insieme tragico e ridicolo ma che rivela come i due pensieri fissi degli ultimi anni lo accompagnino anche nel sonno: l'idea della morte e la sua relazione con Livia. Nel sogno si sta svolgendo il suo funerale e che sia morto glielo annuncia lo stesso Catarella a cui di solito è affidata questa comunicazione funebre dei morti ammazzati su cui si dovrà indagare. Alla cerimonia funebre assistono i soliti comprimari delle indagini di polizia: il dottor Pasquano che al solito si rifiuta scontrosamente di dare particolari sul morto prima di aver eseguito l'autopsia, il signor questore Bonetti-Alderighi che non autorizza Montalbano ad indagare sulla sua stessa morte, l'amico Mimì Augello. Ci sono tutti ma manca quella che per prima dovrebbe essere presente alle esequie: la sua fidanzata Livia che, raggiunta per telefono dall'irritato defunto, gli annuncia che forse non farà in tempo ad intervenire e che, per dirla tutta, approfitterà della sua morte, di questa occasione unica, per sentirsi libera da una relazione che si trascinava stancamente. Il forte rumore che sveglia Montalbano è causato dal temporale che agita il mare fino a lambire il terrazzino della sua casa. Il mare e il porto di Vigata diventano ora protagonisti in sottofondo della nuova indagine di Montalbano che riguarda due imbarcazioni ormeggiate una a fianco dell'altra: un potente motoscafo e il "Vanna", un lussuoso yacht il cui equipaggio ha trovato in mare un canotto con a bordo un uomo morto per avvelenamento. Montalbano insospettito chiederà la collaborazione alle indagini di un ufficiale della capitaneria di porto: Laura, una bellissima e intelligente giovane che farà perdere la bussola al commissario che si innamorerà, fortunatamente e inaspettatamente riamato, come un adolescente appassionato e geloso colpito dal classico colpo di fulmine.

Il sorriso di Angelica[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Durante una notte, vengono svaligiati la casa a mare ed il villino dei coniugi Carlo e Caterina Peritore; la benestante coppia era stata addormentata con del gas di modo che i ladri potessero con calma appropriarsi degli oggetti nella casa e delle chiavi del villino. Montalbano intuisce che i ladri dovevano ben conoscere tutte le abitudini delle vittime e riesce facilmente a collegare a questo, un altro furto subito giorni addietro, nelle medesime modalità, dai coniugi Lojacono. Indagando si scopre che le due vittime sono conoscenti e facente parte di una stretta cerchia di amici, che potrebbero essere, quindi, tutti potenziali vittime. I ladri non sembrano essere del posto ma, comunque, l'ottima organizzazione necessita sicuramente di un basista, che sicuramente è anche il capo della banda e che, tramite una lettera anonima, lancia una vera e propria sfida al commissario. Difatti, le rapine continuano. Questa volta la subisce Angelica Cosulich, una dirigente dalla banca locale, della quale Montalbano resta estasiato. In un momento di crisi con la sua Livia, crisi dovuta all'atroce sospetto di un tradimento di lei nei suoi confronti, la giovane gli riporta alla mente la futile infatuazione giovanile per Angelica, la protagonista dell'Orlando Furioso, opera di Ludovico Ariosto, e Montalbano, compreso che anche la giovane ricambia il suo interesse, si troverà a fronteggiare una crisi interiore dal quale difficilmente uscirà vincitore. Il cerchio comincia a chiudersi nell'intuizione che il basista/capo della banda fa parte della stessa cerchia di amici, il che convince Montalbano che i furti siano solo una scenografia disegnate per nascondere uno scopo diverso.

Il gioco degli specchi[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

La tranquilla Vigata viene scossa dall'esplosione di una bomba carta, fatta esplodere davanti ad un magazzino vuoto. Subito si pensa ad un avvertimento ma il commissario Montalbano non ne trova le ragioni. Il proprietario, un certo Angelino Arnone, nega di essere il destinatario di tale avvertimento, ma torna in commissariato, qualche giorno dopo, con una lettera minatoria che invece smentisce le sue tesi. Fiutando il tentativo di depistaggio, il commissario volge le sue attenzioni verso i due inquilini della casa sita in prossimità del magazzino. Uno è Carlo Nicotra, un pregiudicato e pezzo grosso del clan Sinagra, per il quale non sarebbero dovuti gli avvertimenti, essendo lui il boss, e l'altro, Stefano Tallarita, uno spacciatore al servizio dello stesso Nicotra, in carcere per scontare una pena. Con l'aiuto di Pasquale, figlio di Adelina, Montalbano capisce che destinatario dell'attentato potrebbe essere il figlio di Stefano, Arturo Tallarita, come ritorsione per le voci che girano riguardo ad una presunta collaborazione del padre con la polizia. Ma anche questa si rivelerà una falsa pista. Nel frattempo, il commissario si trova alle prese con un altro mistero. Soccorrendo una sua vicina rimasta in panne, Liliana Lombardo, moglie di un ingegnere informatico, rappresentante di una grossa industria del settore, scopre che l'auto della stessa è stata sabotata e decide di accompagnarla a lavoro ogni giorno per tenerla d'occhio e capire cosa si cela dietro questa faccenda. La Lombardo accusa un ex-amante, che per infantilismo le adopera questi sfregi, ma Montalbano si accorge che la relazione tra i due è ancora in essere, e scopre che l'amante di Liliana è Arturo, figlio di Stefano Tallarita. Pertanto, entrambi i casi sono collegati e Montalbano comincia a trarre le somme, ricostruendo anche che il bossolo trovato nella portiera della sua auto non era finito lì in seguito ad uno scontro a fuoco, ma era stato indirizzato alla Lombardo, in uno dei loro viaggi di ritorno a casa.

Una voce di notte[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel giorno del suo compleanno, il commissario si trova alle prese con un combattivo pirata della strada, Giovanni Strangio, che si rivelerà essere lo scapestrato figlio del Presidente della Provincia di Montelusa, Michele Strangio. Montalbano capisce di trovarsi dinanzi a serie rogne, soprattutto quando lo stesso Strangio si reca dal commissario per denunciare la scoperta del cadavere della fidanzata, Mariangela Carlesimo. Contemporaneamente, in uno dei più grandi supermercati di Vigata, viene scoperto un furto, che, però, mostra strane incongruenze. Montalbano, sottovalutando il caso, lo affida al suo vice, Augello, ma questo magazzino è, come noto a tutti i popolani, riconducibile alla famiglia Cuffaro, e nel consiglio di Amministrazione dello stesso, oltre svariate figure di comodo, svetta l'onorevole Mongibello. Il dirigente del supermercato, un certo Guido Nicotra, viene trovato impiccato all'indomani della denuncia. Montalbano comincia a subire pressioni dall'alto, in quanto gli esponenti politici coinvolti nei due casi cominciano ad essere infastiditi dai suoi atteggiamenti e dalle sue indagini; si troverà, quindi, costretto a forzare un po' la mano per risolvere questi due casi, agendo in un modo un po' insolito, che lo indurrà molto a riflettere.

  • Altri interpreti: Antonio Milo (Luciano Sponses), Saverio Marconi (Michele Strangio), Agata Juvara (Concetta Arnone) Aldo Mangiù (Comandante dei Pompieri)
  • Ascolti Italia: telespettatori 10.223.000 – share 36.43%

Una lama di luce[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il commissario Montalbano fa un altro sogno strano: in mezzo ad un vasto campo, è situata una bara con un cadavere. L'agente Catarella, farfugliando cose in latino, lo chiama per fargli riconoscere il cadavere, che risulterà essere quello del Questore Bonetti Alderighi. Giunto in commissariato gli si presentano i due casi da risolvere. Il primo caso riguarda una presunta rapina subita dalla sig.ra Loredana Di Marta; il marito si reca in commissariato in sua vece, per sporgere denuncia, ma alcuni dettagli non sembrano quadrare. Interrogando l'amica della presunta vittima, Valeria Bonifacio, si intuisce che le due donne tramano qualcosa e vengono fuori strani amori, e vecchi e nuovi amanti della stessa Di Marta, ma tutte le prove incastrano, invece, il marito. Il secondo caso riguarda la denuncia di un anziano contadino che ha trovato una sua stalla in disuso chiusa con delle strane porte e finestre, lavori non commissionati da lui né eseguiti dai due fattori di origine tunisina dei quali l'anziano si serve. Recandosi sulla scena, il commissario trova una scena diversa, dove non v'è riscontro con quanto dichiarato dall'anziano. Guardandosi intorno, però si ritrovano segni di attività recente e di un grosso arsenale. Montalbano fa inviare i residui rinvenuti al nucleo antiterrorismo ma, nonostante gli venga ordinato di lasciar perdere, il commissario condurrà una piccola indagine parallela, che rischia di saltare perché un terzo tunisino, tenuto finora nascosto dagli altri, lo riconosce. Nel frattempo, il commissario deve anche fronteggiare una forte crisi di ansia che assale la sua compagna Livia, che inizia a sperimentare strani pesi e angosce. Quando la speranza di superare quel momento comincia a diventare forte, tutte le loro paure diverranno realtà.

  • Altri interpreti: Lina Perned (Livia Burlando), Dajana Roncione (Valeria Bonifacio), Valentina Reggio (Loredana Di Marta), Hamza Choukri (François)
  • Dall'intervista allo stesso Camilleri, andata in onda prima della puntata (così come negli altri precedenti tre episodi di questa serie 2013) l'autore svela che un personaggio fondamentale che si muove sulla scena nel libro non è stato inserito nel film per rendere Montalbano, seguendo il trend cominciato già nelle serie precedenti, il più umano, umile e sensibile e far sì che le sue vicissitudini, somiglino sempre più a quelle della gente normale. Nella fattispecie, lo scrittore suggerisce che a Montalbano capiterà un avvenimento che lo destabilizzerà molto, come mai gli era successo negli episodi precedenti. È molto probabile che lo scrittore faccia riferimento all'assenza del personaggio di Maria Angela, Marian, la bella proprietaria di una galleria d'arte di Vigata per la quale il commissario, nel romanzo, prova un'attrazione molto seria, tanto da portarlo a mettere in dubbio il suo rapporto con l'eterna fidanzata Livia.
  • Ascolti Italia: telespettatori 10.715.000 – share 38,13%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h Salvatore Cau, Il commissario Montalbano: tutti gli ascolti dal 1999 ad oggi in davidemaggio.it, 18 aprile 2013.
  2. ^ Antonio Genna, Dati Auditel di domenica 2 novembre 2008, 03 novembre 2008. URL consultato il 3 giugno 2010.
  3. ^ Antonio Genna, Dati Auditel di lunedì 3 novembre 2008, 04 novembre 2008. URL consultato il 3 giugno 2010.
  4. ^ Antonio Genna, Dati Auditel di lunedì 10 novembre 2008, 11 novembre 2008. URL consultato il 3 giugno 2010.
  5. ^ Antonio Genna, Dati Auditel di lunedì 17 novembre 2008, 18 novembre 2008. URL consultato il 3 giugno 2010.
  6. ^ Il commissario Montalbano torna da domani su Rai1 con quattro nuovi film tv, tvblog.it. URL consultato il 15 marzo 2011.
  7. ^ Ascolti TV del 14 marzo 2011, tvblog.it. URL consultato il 15 marzo 2011.
  8. ^ Ascolti TV del 21 marzo 2011. URL consultato il 22 marzo 2011.
  9. ^ Ascolti TV del 28 marzo 2011. URL consultato il 29 marzo 2011.
  10. ^ Andrea Camilleri, Un mese con Montalbano, Oscar Mondadori editore
  11. ^ Camilleri, Montalbano e i film tv. Disinvolti e lacunosi. “La caccia al tesoro”, per esempio, aveva dei “buchi” paurosi…, Sicilia Informazioni, 29 marzo 2011
  12. ^ Ascolti TV del 4 aprile 2011. URL consultato il 5 aprile 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]