Mandala Tayde

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Mandala Tayde (Francoforte sul Meno, 27 aprile 1975) è un'attrice e modella tedesca, di madre tedesca e padre indiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La Tayde ha iniziato la sua carriera di modella a 13 anni, per campagne di prodotti di bellezza. Ha poi studiato recitazione a Londra, alla Central School Speech and Drama.[1] Nel 1995 ha preso per la prima volta alle riprese di una cortometraggio, Hawaii 96, del regista tedesco Bobby Roth[2] seguito, l'anno seguente, dalla serie TV Jungle Hospital[1]. Si è poi trasferita in Italia, dove si è affermata dapprima come modella, per apparire poi in diversi spot pubblicitari, in un video dei Pooh[3]. Il grande pubblico l'ha conosciuta nel 1996 nella serie TV Il ritorno di Sandokan a fianco di Kabir Bedi e poi in Deserto di fuoco.

Nel cinema esordisce nel film di successo di Leonardo Pieraccioni, Fuochi d'artificio del 1997, in cui interpretava il ruolo di Demiù . Sul grande schermo ha poi recitato in Amore a prima vista di Vincenzo Salemme (1999), I giorni dell'amore e dell'odio di Claver Salizzato (2000), Santa Maradona di Marco Ponti (2001), A/R Andata + Ritorno ancora di Ponti (2004) e H2Odio di Alex Infascelli (2005), tutte produzioni italiane.

Sul piccolo schermo si è invece divisa tra Italia (Il cuore e la spada,[4] Tre stelle, Il terzo segreto di Fatima, Padri e figli, Un posto tranquillo 2) e soprattutto Germania (tra gli altri, Squadra speciale Lipsia, Meine verrückte türkische Hochzeit, Vater auf der Flucht). Per Meine verrückte türkische Hochzeit la Tayde si è aggiudicata il Premio Adolf Grimme nel 2007[5]. Ha recitato anche nell'episodio La pista di sabbia del 2008 nella serie tv Il commissario Montalbano.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Mandala Tayde. URL consultato il 28-08-2008.
  2. ^ (DE) Mandala Tayde - Kurzbiographie. URL consultato il 28-08-2008.
  3. ^ Mandala Tayde, maggio 2001. URL consultato il 28-08-2008.
  4. ^ a b "Il cuore e la spada" su IMDb - "Tristano e Isotta" sul portale Fiction Mediaset. URL consultato il 18-01-2010.
  5. ^ (DE) Adolf Grimme Preis - Preisträger 2007. URL consultato il 28-08-2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]