Boccadasse

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Boccadasse
quartiere
Veduta panoramica di Boccadasse
Veduta panoramica di Boccadasse
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Comune Genova-Stemma.png Genova
Territorio
Coordinate 44°23′24″N 8°58′29″E / 44.39°N 8.974722°E44.39; 8.974722 (Boccadasse)Coordinate: 44°23′24″N 8°58′29″E / 44.39°N 8.974722°E44.39; 8.974722 (Boccadasse)
Superficie 5 km²
Abitanti 5 000 (2010)
Densità 1 000 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 16146
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Targa GE
Nome abitanti boccadassini
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Circoscrizione Municipio VIII Medio Levante
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Boccadasse
Mappa dei quartieri di Genova
Mappa dei quartieri di Genova

Boccadasse (Boca d'azë o Bocadâze in genovese[1]) è un antico borgo marinaro della città di Genova, che fa parte del quartiere di Albaro.

Nell'attuale suddivisione amministrativa del comune di Genova è quindi compreso nel Municipio VIII - Medio Levante, che oltre ad Albaro comprende anche i quartieri della Foce e di San Martino.

Convenzionalmente il piccolo quartiere di Boccadasse è delimitato dalla via Cavallotti (che delimita il borgo ad ovest verso Albaro), via Caprera che lo separa da Sturla alta e via del Capo di S. Chiara, ad est del quale si estende Vernazzola, altro piccolo borgo marinaro che fa parte del quartiere di Sturla. A sud naturalmente il confine è la linea costiera.

Descrizione del quartiere[modifica | modifica sorgente]

Il borgo di Boccadasse è compreso tra l'estremità orientale di corso Italia e il Capo di S. Chiara, zona molto esclusiva e punto panoramico che divide l'area di Albaro da quella di Sturla.

Il borgo di Boccadasse, con le sue case dalle tinte pastello, addossate le une alle altre e strette attorno ad una piccola baia, anche se ormai circondato dal contesto cittadino, si è conservato pressoché immutato nel tempo, come lo si sarebbe potuto vedere uno o due secoli fa, circostanza che ne ha fatto una delle più note attrattive turistiche genovesi. La grande suggestione di questo luogo è dovuta anche al fatto che non si tratta di una semplice conservazione del passato ad uso turistico, ma di un borgo vivo e vitale, dove ancora alcuni pescatori continuano la loro antica attività. Oggi, accanto a loro, ci sono gelaterie, ristoranti e piccole gallerie d'arte.[2][3]


Boccadasse è il tradizionale punto di arrivo delle passeggiate dei genovesi in Corso Italia, il frequentato lungomare che dalla Foce attraversa tutto il quartiere di Albaro e termina in corrispondenza della chiesa dedicata a Sant'Antonio di Padova, dove sono conservati numerosi ex voto legati a drammi della gente di mare. Sul retro della chiesa si trova una piazzetta panoramica intitolata al poeta Edoardo Firpo dalla quale si può godere il panorama del sottostante borgo marinaro.

Dal belvedere Firpo, ristrutturato nel 2001 in occasione del G8 svoltosi a Genova, si accede al borgo attraverso un scalinata oppure percorrendo la via Aurora, una tipica "crêuza" ligure. Un'altra "crêuza" a levante della piazzetta risale al capo di S. Chiara per poi ridiscendere a Vernazzola, frazione del quartiere di Sturla e antico punto di approdo al quale faceva capo la via che portava nell'entroterra attraverso la valle Sturla.

Dal belvedere in cima al Capo Santa Chiara, sovrastato dal castello Türcke, costruzione medioevaleggiante in stile Liberty, costruito nel 1903 su progetto di Gino Coppedè[2][4], si può godere un ampio panorama sul levante genovese fino al promontorio di Portofino.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Diverse sono le ipotesi circa l'origine del nome di Boccadasse, ma non ci sono fonti certe in proposito. Secondo quella più frequentemente citata[5][6][7][3], il nome del borgo deriverebbe dalla forma della piccola baia: Boccadasse significherebbe bocca d'asino (bocca d'azë). Altre possibili origini del nome fanno riferimento al torrente "asse" che un tempo scorreva dove attualmente si trova via Boccadasse e, dopo aver alimentato i lavatoi (treuggi) e la fontana, sfociava in mare al centro del borgo, o ancora, dal nome di un antico proprietario, Guglielmo Boccadassino.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo una leggenda il borgo sarebbe stato fondato intorno all'anno 1000 da alcuni pescatori spagnoli che, colti da una tempesta, trovarono rifugio in questa insenatura. Dal nome del loro capitano (De Odero o Donderos), sarebbe derivato il cognome Dodero, ancora oggi diffuso nella zona.[5]

Il borgo di Boccadasse è sempre stato parte integrante del territorio di S. Francesco d'Albaro, da cui dipendeva amministrativamente, sia come comune che come parrocchia. S. Francesco d'Albaro fino all'Ottocento era un comune rurale, composto di case sparse, orti e ville signorili sulle colline prospicienti il mare: Boccadasse ne costituiva una piccola appendice periferica, uno dei pochi nuclei compatti di questo territorio e l'unico in riva al mare.

Con il Regio Decreto n. 1638 del 26 ottobre 1873 sei comuni della bassa Val Bisagno, e tra questi San Francesco d'Albaro, furono accorpati al comune di Genova. L'espansione edilizia del Novecento ha cambiato profondamente l'aspetto di questa zona, trasformandola in uno dei più eleganti quartieri residenziali di Genova, ma cancellando al tempo stesso il tessuto storico preesistente. In questo contesto il borgo di Boccadasse, per la posizione periferica, ma soprattutto per volontà dei suoi abitanti, è riuscito a conservare l'originale struttura urbanistica.

Secondo alcuni dal nome del borgo sarebbe derivato quello del quartiere di Buenos Aires la Boca, abitato da immigrati di origine genovese, ma non ci sono riscontri a supporto di questa affermazione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Boccadasse durante una mareggiata

L'intero borgo, con le sue case colorate, la piazzetta (piazza Nettuno) che si apre sulla piccola baia, i suoi punti panoramici e le tipiche "crêuze", è di notevole interesse turistico, anche per la sua atmosfera d'altri tempi.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Antonio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio di Padova, era in origine una semplice cappella, edificata agli inizi del XVIII secolo dai pescatori e dagli abitanti della zona. Nel 1787 fu ampliata e trasformata in una vera e propria chiesa, succursale di San Francesco d'Albaro. La chiesa, affidata ai Frati Minori Conventuali, divenne parrocchia il 25 marzo 1894 (giorno di Pasqua di quell'anno) per decreto dell'arcivescovo Tommaso Reggio.

Nel 1827 fu costruito il campanile. La chiesa, l'unica a Genova intitolata al santo di Padova, fu più volte restaurata ed ampliata fra il 1880 e il 1978. Ha un'unica navata, un pavimento in marmi policromi e conserva al suo interno diverse opere d'arte tra le quali statue di Francesco Storace e Antonio Canepa. Alle pareti sono appesi come ex voto diversi modellini di navi. La festa patronale si celebra con particolare solennità il 13 giugno.

La chiesa di Sant'Antonio è tra i pochi edifici religiosi ancora esistenti (insieme con l'abbazia di San Giuliano, restaurata negli anni novanta del Novecento), tra i tanti che prima dell'apertura di Corso Italia sorgevano sulle scogliere di Albaro.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Boccadasse è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale e geologico. Il sito è collocato tra i fondali delle delegazioni genovesi di Sturla, Quarto dei Mille, Quinto al Mare e Nervi dove è segnalato un particolare habitat formato da praterie di posidonia oceanica e formazioni coralline. Tra le specie animali sono presenti i pesci: Hippocampus hippocampus, Labrus merula, Parablennius gattorugine, Parablennius tentacularis, Symphodus cinereus, Symphodus rostratus, Symphodus tinca[8].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Un'antica creuza

Strade[modifica | modifica sorgente]

Boccadasse, anticamente raggiungibile dalla terraferma solo attraverso una ripida scalinata scavata nella roccia, che portava al capo di Santa Chiara e da qui a Vernazzola, oggi è comodamente raggiungibile dal centro di Genova, da cui dista circa 5 km, attraverso Corso Italia.

L'apertura di Corso Italia, nel 1915, se da un lato ha consentito un agevole collegamento con il centro cittadino, dall'altro ha rischiato di compromettere il carattere del borgo. Il progetto originario prevedeva infatti il prolungamento del lungomare proprio a ridosso delle case di Boccadase, ma l'opposizione della popolazione fece rientrare questa ipotesi[5], così il traffico urbano, giunto in corrispondenza della chiesa di Sant'Antonio, svolta decisamente verso l'interno, aggirando i nuclei storici di Boccadasse e Vernazzola attraverso via Cavallotti, via Caprera e via dei Mille, tornando verso il mare in corrispondenza di Sturla. Da queste vie brevi diramazioni consentono di arrivare fin sulla soglia del borgo.

Il casello autostradale più vicino è quello di Genova-Nervi, sull'Autostrada A12, a 5 km da Boccadasse.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Boccadasse si trova a 1,5 km dalla Stazione di Genova Sturla e 3,5 km da quella di Genova Brignole.

Boccadasse nella musica e nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Il cantautore Gino Paoli, che ha abitato molti anni a Boccadasse, in salita Santa Chiara ha rievocato quel periodo, sia pure senza citare la località, nella celebre canzone La Gatta.[9]

Lo stesso Gino Paoli ha dedicato a Boccadasse un brano (intitolato, appunto, Boccadasse) che fa parte dell'album del 2004 Ti ricordi? No non mi ricordo, inciso dallo stesso autore in coppia con Ornella Vanoni.

Una canzone del duo genovese I Trilli, intitolata Trilli Trilli, riprendendo un antico sfottò di sapore campanilistico, argomenta che gli abitanti di Boccadasse sono, se possibile, più tarlucchi (babbei) di quelli della Foce.[10]

A Boccadasse è dedicata una poesia di Edoardo Firpo, intitolata appunto Boccadâze, nella quale il poeta descrive l'atmosfera dell'antico borgo[11]. La poesia è ricordata da una targa che ne riporta i primi versi, affissa sul retro della chiesa, nella piazzetta-belvedere intitolata al poeta genovese.

Lo scrittore siciliano Andrea Camilleri, nei suoi romanzi polizieschi sulle storie del commissario Montalbano, immagina che a Boccadasse abiti Livia, la fidanzata genovese del protagonista.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  2. ^ a b TCI, " Guida d'Italia - Liguria (ed. 2009)"
  3. ^ a b Boccadasse su Genova - Zenazone.It.
  4. ^ Il castello Türcke sul sito del TCI.
  5. ^ a b c d Corinna Praga, "Genova fuori le mura"
  6. ^ Storia e immagini di Boccadasse sul sito www.foto.genova.it.
  7. ^ Storia e immagini di Boccadasse sul sito http://guide.travelitalia.com.
  8. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 5 febbraio 2011.
  9. ^ Luigi Viva, Non per un dio ma nemmeno per gioco: vita di Fabrizio de Andrè, Feltrinelli, 2000.
  10. ^ "Viätri da Föxe, chi ve salva son quelli de Boccadäze che son ciû tarlûcchi de viätri" ("voi della Foce, chi vi salva sono quelli di Boccadasse, che sono più sciocchi di voi").
  11. ^ Testo della poesia Boccadâze con traduzione a cura di Mitì Vigliero

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Genova.
  • Corinna Praga, Genova fuori le mura, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2006, ISBN 88-7563-197-2.
  • Guida d'Italia - Liguria, Milano, TCI, 2009.
  • Guida rapida d'Italia - Liguria, Milano, TCI, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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