Corso Italia (Genova)

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Coordinate: 44°23′28.76″N 8°58′02.58″E / 44.391321°N 8.967383°E44.391321; 8.967383

Un elegante edificio in corso Italia

1leftarrow.pngVoce principale: Sistema viario di Genova.

Corso Italia è una delle principali arterie di Genova. Si sviluppa interamente sul lato a mare, lungo un percorso di circa due chilometri e mezzo. È considerato la promenade per eccellenza dei genovesi.

Fa parte del quartiere di Albaro e congiunge ai suoi estremi i due borghi marinari cittadini per eccellenza, i quartieri della Foce e Boccadasse.

Storia e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Corso Italia

Oltre agli ampi marciapiedi per i pedoni, la strada ha due corsie per direzione, separate da un'aiuola.

La strada venne realizzata tra il 1909 ed il 19015 su progetto dell'ingegnere Dario Carbone[1], nell'ambito del "Progetto di piano regolatore e di ampliamento della regione di Albaro di" approvato nel 1906[2], ma le aiuole e ed alcune fontane vennero introdotte solo a partire dal 1935[1]. Le spiagge della zona, come quella sottostante l'abbazia di San Giuliano o la chiesa dei Santi Pietro e Bernardo, erano comunque frequentate dai bagnanti da prima della costruzione del corso[3]. Prima di allora, in direzione del mare, quasi a punteggiare la piccola baia da cui si apre la zona levantina della città, sorgevano diverse piccole chiese e conventi, fra cui la già citata chiesa intitolata a San Giuliano e la chiesetta dei Santi Nazario e Celso, ora scomparsa.

Negli anni cinquanta del XX secolo vennero installate alcune fontane con illuminazione scenica colorata nell'aiuola centrale, ma le difficoltà relative alla manutenzione dei questi giochi d'acqua portarono ad abbandonarli nell'arco di pochi anni.[4]

Il corso ha subito un completo restauto alla fine degli anni ottanta, nell'ambito dei lavori cittadini effettuati in occasione dei mondiali di calcio di Italia '90 e delle Colombiadi del 1992[5][6].

In prossimità del lungomare Lombardo, all'altezza del tratto di litorale su cui si sviluppa la spiaggia con gli stabilimenti balneari di San Giuliano, sorge un'antica abbazia medioevale, restaurata negli anni duemila.

Durante i mesi estivi Corso Italia, fin dalla sua costruzione, diviene uno dei principali punti di ritrovo del "passeggio" e, successivamente, della movida genovese.

Lido d'Albaro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nuovo Lido (Genova).
Il complesso balneare del "Lido d'Albaro"

Poco più avanti, è situato il complesso balneare-ricettivo de Il Lido d'Albaro (più tardi Nuovo Lido) che negli anni cinquanta assunse rinomanza nazionale come passerella per le selezioni del concorso di Miss Italia. Miss Lido furono negli anni cinquanta due future star del cinema: Sophia Loren e Rosanna Schiaffino, mentre negli anni ottanta la vittoria del titolo fu l'esordio nel mondo dello spettacolo, a soli 15 anni, per la futura cantante Sabrina Salerno[7]. È stato anche sede di rappresentazioni dell'attore vanto del teatro genovese: Gilberto Govi (cui sono intitolati i giardini situati sopra il depuratore di Punta Vagno, nella parte occidentale del corso).

San Giuliano[modifica | modifica sorgente]

San Giuliano dà ancora il nome alla spiaggia, affollata di stabilimenti balneari, sede negli anni sessanta di un dancing assai popolare in città - l'Estoril - servito da trampolino di lancio per numerosi musicisti locali tra cui alcuni componenti dei gruppi dei Ricchi e Poveri (Angelo Sotgiu e Franco Gatti, all'epoca rispettivamente cantante-sassofonista e chitarrista de I Jet) e dei New Trolls (il batterista Gianni Belleno).

Un giardino davanti ad una palazzina

Tutto intorno vi erano campi coltivati dai monaci, probabilmente a vigna (non si hanno notizie certe in merito). Con la costruzione della nuova arteria stradale, molte di questi edifici religiosi sono scomparsi: a delimitare i quasi sei chilometri di strada sono rimaste, alle sue due estremità, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo alla Foce (sede il 29 giugno dell'annuale fiera) e la parrocchiale intitolata a sant'Antonio da Padova, posta in prossimità di Boccadasse.

Nel 1935 corso Italia fu sottoposto ad un primo restyling con la sistemazione di eleganti aiuole fiorite e piccole fontane per dissetare i passanti. Già nel 1908, in concomitanza con l'inizio dei lavori stradali, era stato edificato il complesso del Lido di Albaro, tuttora considerato il più grande stabilimento balneare europeo, nonché cittadino.

Parco Quartara[modifica | modifica sorgente]

La realizzazione di corso Italia ha comportato a inizio XX secolo anche dei sacrifici in termini urbanistico-ambientalisti, come lo sbancamento del poggio Quartara, ricco di piante secolari. Situato sopra gli attuali Bagni comunali San Nazaro - nel tratto corrispondente di passeggiata che porta questo nome - il costone (visibile nelle cartoline d'epoca) costituiva uno dei maggiori parchi di Genova.

Guido Gozzano alla Marinetta insieme a colleghi letterati

A ridosso del parco, sulla Punta Vagno (o Punta del Vagno) si trovava una batteria costiera dell'Ottocento poi adibita durante la seconda guerra mondiale a batteria antiaerea. Poco distante sorge un piccolo faro (il secondo dopo la torre della Lanterna), utile alle imbarcazioni che da levante dirigono verso la diga foranea del porto di Genova.

Il "covo" dei poeti[modifica | modifica sorgente]

A corso Italia sono legati diversi nomi della cultura genovese e italiana: la Marinetta, detta l'osteria dei poeti, un tempo noto locale posto in fondo a via Quarnato, vide Guido Gozzano suo assiduo frequentatore. Il poeta trasse dal luogo diverse poesie pubblicate poi nella Riviera Ligure di Mario Novaro e nella Rassegna Latina diretta dall'uomo di lettere Martini.

Vista dal mare, una città-fortezza[modifica | modifica sorgente]

Particolare di un edificio

Corso Italia presenta anche molteplici resti di quella struttura difensiva verso mare, che fin dai tempi più antichi difendeva Genova. Circa a metà di Corso Italia, sorge Forte San Giuliano, oggi sede del comando dei Carabinieri, Forte che domina dall'alto lo sviluppo a semicerchio della passeggiata dei genovesi: ultimo dei forti di Genova chiudeva a levante, quella che un tempo doveva apparire a chi arrivava dal mare come un'inespugnabile città-fortezza.

Lungo questa affascinante passeggiata, nascosti ormai dal tempo e dai nuovi fabbricati, si possono notare molte testimonianze belliche antiche e moderne, come una postazione Tobruk lungo il corso, a fianco a Forte San Giuliano, oppure le sagome circolari per postazioni di artiglieria nei giardini Gilberto Govi e i terrapieni della ex- Batteria del Vagno. A testimonianza del ruolo primario che la difesa di uno dei porti marittimi più importanti d'Italia, sia sempre stata al centro di attenzioni fino all'ultimo conflitto mondiale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Genova tra Ottocento e Novecento. Album storico-fotografico vol.1, Nuova Editrice Genovese, 2006, ISBN 9788888963075, pag 32
  2. ^ Si veda l'approfondimento sul piano regolatore realizzato dal Dipartimento di Storia e Progettazione dell'Architettura, del Territorio e del Paesaggio dell'Università di Genova
  3. ^ Genova tra Ottocento e Novecento. Album storico-fotografico vol.1, Nuova Editrice Genovese, 2006, ISBN 9788888963075, pag 22, 23, 28 e 29
  4. ^ Gilberto Caioli, Irma Tallarico, Arredo urbano a Genova, Sagep editrice, 1991, ISBN 8870584046, pag 45 e 46
  5. ^ Paolo Zerbini, Colombo per Genova, collana Genova Dove, Andrea Proto Editore, pag 96
  6. ^ Paolo Zerbini, Genova e la Liguria per Colombo, edizioni Genova Dove, 1992, pag 151
  7. ^ Intervista a "L'Europeo", 13 gennaio 1989

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Genova.
  • Corinna Praga, Genova fuori le mura, Fratelli Frilli Editori, Genova, 2006

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Scheda relativa ai lavori di restauro del 1992, dal sito web dell'architetto Orazio Dogliotti, che curò l'operazione
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