Giuseppe Rocca
Giuseppe Rocca (Frattamaggiore, 1947) è uno sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico italiano.
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Biografia [modifica]
Giuseppe Rocca è nato a Frattamaggiore nel 1947.
Si è laureato in lettere moderne all'Università degli studi di Lecce, con una tesi sul montaggio di Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn (pubblicata negli Annali dell'Università Lupiense), è abilitato in Storia dell'Arte e si è diplomato in regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "S. d'Amico", di Roma, dove attualmente insegna Storia dello Spettacolo.
Ha collaborato a lungo con il Centro Studi sul Teatro Medioevale e Rinascimentale e con il Mittelfest di Cividale. Ha lavorato alla radio, come regista e autore di radiodrammi originali (vedi la voce a lui dedicata nella Garzantina della Radio). È stato recensore teatrale per l'edizione napoletana di Paese Sera. Si è a lungo occupato di spettacolarità e cerimonialità folklorica collaborando con l'Archivio etno-linguistico-musicale della Discoteca di Stato, l'Istituto di Tradizioni Popolari della Sapienza e la cattedra di Antropologia Culturale dell'Università di Salerno.
È sposato dal 1994 con l'attrice Giusi Saija.
Filmografia [modifica]
- Sceneggiature
- Il mondo alla rovescia - in collaborazione con Isabella Sandri e Giuseppe M. Gaudino, 1996
- Lontano in fondo agli occhi - Mostra di Venezia,2001
- L'isola Ferdinandea
- Il resto di niente - Mostra di Venezia, 2005, regia Antoniett De Lillo con Maria de Medeiros.
- Il sorteggio (sceneggiatura, scritta con Giovanni Fasanella) film tv, produzione Artis Edizioni Digitali SpA - Raiuno, 2010, regia Giacomo Campiotti, interpreti Beppe Fiorello, Giorgio Faletti, Gioia Spaziani, Ettore Bassi, Antonella Stefanucci gio (tvmoovie Raiuno) -2010
- Regia
- Lontano in fondo agli occhi - 2001
- L'isola Ferdinandea
- La vita mi vuole morta - in preparazione
In dettaglio [modifica]
Lontano in fondo agli occhi [modifica]
Tratto dalla sceneggiatura "Il bambino che impazzì d'amore" (vincitrice del Premio Solinas, 1991) scritta dallo stesso regista, il film viene presentato nel 2000, alla Festival del Cinema di Venezia, nella sezione "Settimana della critica". Vincitore a Saint Vincent della targa d'argento come miglior esordio e della grolla d'oro web; al Woodstock Film Festival del 2001 (presentato con il titolo The Impure Glance) ha ottenuto The Best Cinematographer Award (The Haskell Wexler Award).
Al film partecipa, con un delicato cameo, Milena Vukotic, nei panni di insegnante.
- Trama
Nell'umile Italia del 1954, in un povero Natale del napoletano, in una famiglia composta da figure femminili (e da uno zio prete), Bambino aspetta ossessivamente il Padre, temendo che il suo arrivo lo caccerà dal letto di sua madre. Convinto di avere ormai perso l'amore di lei, Bambino proietta il suo desiderio su Rafilina, cameriera quindicenne, innamorata di Carmine Russo, un senza mestieri, che passa le giornate al biliardo. Spesso presente ai loro incontri amorosi, Bambino, osserva il lento deteriorarsi del rapporto, anche a causa di un certo discorso che l'uomo ha fatto alla ragazza. Una sera, non visto, assiste a un diverbio tra i due, nel quale lei accusa lui di essere un magnaccia. Carmine aggredisce Rafilina e Bambino gli salta addosso, nell'assurda pretesa di colpirlo. Promette, però, ugualmente vendetta in cuor suo.
- Commento
Il film è incentrato sul tema della "proiezione" (come è evidenziato nella scena ambientata nel cinema e in quella del bambino riflesso negli occhi di Rafilina) ed è diviso in due parti. La prima parte descrive le pulsioni edipiche di un bambino (in una famiglia dominata da figura femminili e dalla incombente presenza della religione), che nella seconda parte, vengono proiettate su figure sostitutive. Solo così esse potranno esprimersi in una storia che accade non nella realtà, ma nel desiderio.
La vita mi vuole morta [modifica]
Film in preparazione, con la regia di Giuseppe Rocca e la sceneggiatura di Marina Confalone. Quasi negativo del film precedente: una strana donna che lavora in un'autofficina e ha paura dei sentimenti, proietta l'amore per il padre morto in un forastiero, obbligato dalle circostanze a travestirsi da suo padre e a convivere per qualche tempo con lei. Ritorna il tema della "rappresentazione", ma stavolta in toni più distesi e paradossali.
L'isola Ferdinandea [modifica]
Nella notte fra il 10 e l'11 luglio 1831, al largo di Sciacca e presso Pantelleria, nella cosiddetta Secca del Corallo, in seguito ad una scossa tellurica, un vulcano sottomarino eruttò scorie e lapilli, formando un isolotto di circa quattro chilometri di circonferenza e sessanta metri d'altezza. Benché di fragile costituzione, lna piccola isola attira l'attenzione e la cupidigia di Francesi, Inglesi e Borbonici, ma un umile pescatore, Cipuddazzu, ambisce a diventarne il re, offrendola alla sua povera amata, Paunissa.
La breve vicenda dell'Isola vuole essere emblema della fugacità della Storia.
Il resto di niente [modifica]
Nel 2005, per la regia di Antonietta Di Lillo e l'interpretazione di Maria de Medeiros, Giuseppe Rocca scrive la sceneggiatura del film "Il Resto di Niente" tratto dall'omonimo romanzo di Enzo Striano ed incentrato sulla figura di Eleonora Pimentel Fonseca, sullo sfondo della Rivoluzione Napoletana del 1799.
Giuseppe Rocca ed il caso Moro [modifica]
Nel 2003, con Giovanni Fasanella, Giuseppe Rocca pubblica per Einaudi il saggio "Il misterioso intermediario", che indaga su alcuni aspetti ancora irrisolti del rapimento e l'assassinio di Aldo Moro. Vi si ricostruisce la biografia, a tratti oscura, del celebre direttore di orchestra Igor Markevic, probabile mediatore nelle trattative per la liberazione dello statista e, insieme, sul ruolo dei servizi segreti inglesi nella vicenda. Francesco Cossiga, (all'epoca dei fatti Ministro degli Interni e poi Presidente della Repubblica) definisce, ambiguamente, il libro "bellissimo". La prima edizione del libro viene esaurita in poche settimane, ma non si provvede a una nuova ristampa.
Giuseppe Rocca ed il Viotti Festival [modifica]
All'interno della manifestazione Viotti Festival, Giuseppe Rocca ha scritto e diretto "Un amichevole amore", in cui una nobildonna inglese (interpretata da Milena Vukotic) ripercorre la vita di Giovanni Battista Viotti, grande violinista e compositore piemontese.
Riconoscimenti [modifica]
- 1983: Prix Italia per il radiodramma "Tempore Pestis- Non aperiatur"
- 1989: Premio Solinas per "Una lingua tagliata"
- 1991: Premio Solinas per "Il bambino che impazzì d'amore"
- 1993: Premio Moravia per "Il diavolo va e viene"
- 1993: Le manuscript de Vercorin (Svizzera) per "L'harmonie de cristal"
- 1997: Prix Marulic (Croazia) per "Gagluso" dal "Pentamerone" di Basile.
- 2005: Premio Flaiano per la sceneggiatura di Il resto di niente di Antonietta De Lillo.
- 2006: Premio Bufalino idem
Collegamenti esterni [modifica]
- Estratto del libro "Il Misterioso Intermediario" http://digilander.libero.it/quondam2000/gladiomoro.html
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