Paisà
Paisà è un film del 1946 diretto da Roberto Rossellini. Girato con attori prevalentemente non professionisti, il film rievoca l'avanzata delle truppe alleate dalla Sicilia al Nord Italia. È costituito da 6 episodi: Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, Appennino Emiliano, Porto Tolle.
È considerato una delle vette del cinema neorealista italiano [1]. Tra gli sceneggiatori si annovera Federico Fellini.
Indice |
[modifica] Trama
- I episodio - Sicilia
Luglio 1943: le forze anglo-americane approdano in Sicilia per iniziare la conquista dell'isola. Un gruppo di militari americani, impegnato a setacciare un'impervia zona in cerca nel nemico tedesco, giunge sino ad una chiesa dove sono rifugiate decine di abitanti al riparo dai bombardamenti. Fra questi, una ragazza in cerca dei parenti, Carmela (Carmela Sazio), si offre in aiuto del plotone per guidarli in direzione dei tedeschi evitando i campi minati. Direttisi verso nord, trovano un castello incustodito e vi si stabiliscono. Qualche ora dopo giungono però dei soldati tedeschi che prima uccidono un soldato americano, quindi s'impossessano del castello ed infine trovano Carmela. Prima che questi possano abusare di lei, la ragazza imbraccia il fucile del soldato colpito ed uccide uno di loro: la stessa sorte capiterà poco dopo a lei, vittima della vendetta degli altri commilitoni.
- II episodio - Napoli
Uno scugnizzo fa la conoscenza di un militare di colore americano, Joe (Dots Johnson). Dopo avergli raccontanto i propri sogni di gloria una volta tornato a casa, il soldato s'addormenta ed il ragazzo ne approfitta per rubargli le scarpe. Qualche giorno dopo il milite ritrova per caso il piccolo ladro e lo costringe ad accompagnarlo nella sua casa per riprendere il maltolto. Qui, però, l'americano fa i conti con le impressionanti immagini della miseria in cui vive il giovane orfano e si convince a desistere dal suo intento.
- III episodio - Roma
Febbraio-marzo 1944: lo sbarco alleato ad Anzio provoca l'inizio della ritirata tedesca dall'Italia centrale ma è solo in giugno che gli anglo-americani accedono alla capitale totalmente liberata. Sei mesi dopo, per le strade di Roma, una prostituta (Maria Michi) adesca un soldato americano ubriaco di nome Fred (Gar Moore) e lo porta con sè nella propria stanza. Qui, l'uomo inizia a raccontare del proprio incontro con una ragazza italiana, Francesca, avvenuto il giorno dell'arrivo alleato a Roma. La prostituta realizza di essere proprio lei la ragazza incontrata mesi prima e poi perduta di vista, nella disperazione causata dalla guerra. Nonostante cerchi di rivederlo il giorno successivo per rivelarsi come "quella" Francesca, il soldato Fred riparte senza presentarsi all'appuntamento, ignorando così per sempre la vera identità di quell'anonima donna di strada.
- IV episodio - Firenze
La ritirata dei nazi-fascisti prosegue risalendo la penisola, prima attraverso il Lazio, poi l'Umbria, quindi la Toscana, dove gli alleati liberano la parte di Firenze a sud dell'Arno. Fondamentale è il contributo dato dai partigiani nella lotta casa per casa. È proprio fra questi che la giovane infermiera inglese Harriet, in servizio in quelle zone, cerca disperatamente l'uomo che ama e che ha perso di vista: Guido Lombardi, capo partigiano. La ragazza cerca così di entrare nella Firenze sotto assedio per ritrovarlo, con l'aiuto dei partigiani e di un uomo in cerca della sua famiglia dispersa. L'avventura di Harriet termina però nel modo più doloroso, quando viene a sapere della morte di Guido da un suo compagno partigiano.
- V episodio - Appennino emiliano
L'avanzata anglo-americana deve fare i conti con la linea Gotica. In quelle zone, in un piccolo convento sull'Appennino emiliano, avviene l'incontro tra una comunità di frati francescani e tre cappellani militari americani. Un motivo di turbamento che sconvolge l'armonia e la pace del posto si ha quando uno dei frati scopre la fede protestante ed ebraica di due dei cappellani, considerati per ciò anime perdute per le quali invocare la conversione al Cattolicesimo.
- VI episodio - Porto Tolle
Inverno del 1944: oltre la linea Gotica, lungo la foce del Po, la lotta vede i partigiani insieme a reparti di paracadutisti americani. Nella dura battaglia combattuta fra le paludi del Polesine, non mancano le violente rappresaglie sui partigiani dei nazi-fascisti, ed anche sui civili inermi Saranno le ultime barbarie di una tragica guerra che si appresta ad aver fine di lì a pochi mesi più tardi.
[modifica] Analisi critica
- "Paisà sacrifica la rappresentazione individuale al quadro d'insieme: la somma di esperienze, la loro disposizione, il senso d un itinerario geografico diventano vera e propria risalita morale, testimonianza di un riscatto collettivo"[2]
- "Paradossalmente, proprio un film a episodi scollegati tra loro, finisce per rappresentare l'opera più unitaria del regista. Peraltro un filo comune è costituito dalle vicende belliche e dagli inserti di attualità che si inframezzano tra un evento ed un altro. È lo stile delle immagini, l'occhio del regista pietoso ma anche fermo che forma un insieme compatto"[3]
[modifica] Curiosità
L'episodio siciliano in realtà non fu girato nella regione isolana ma in Campania a Maiori, nel cuore della Costiera Amalfitana, paese a cui il regista era particolarmente legato e dove girò molte altre pellicole. Tutto l'episodio è di fatto ambientato tra le mura della Torre Normanna, uno dei simboli della cittadina costiera. Di Maiori inoltre è il bambino dell'episodio "napoletano", Alfonso Bovino, protagonista della celebre frase: "Joe! Joe! Si tu ruorme io m'arrobbo 'i scarpe".
[modifica] Note
- ^ Il Morandini - Dizionario dei Film 2003, p. 978 ISBN 88-08-05273-7
- ^ Gian Piero Brunetta, Storia del cinema italiano dal 1945 agli anni ottanta, Roma, Edit. Riuniti, 1982, pag. 373
- ^ Dizionario del cinema, di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag. 68
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Paisà dell'Internet Movie Database
|
|