Enzo Mari

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Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1967

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1979

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1987

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 2001

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 2011

Enzo Mari (Cerano, 1932) è un designer italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Filosofia concettuale[modifica | modifica sorgente]

Mari frequentò l'Accademia di Brera dal 1952 al 1956 formandosi in letteratura e arte, e approfondendo i temi della psicologia della percezione visuale.

Finiti gli studi, si dedicò subito al nascente mondo del disegno industriale, presentando il suo primo progetto al produttore di arredi milanese Danese nel 1957.

Mari applicò alla sua produzione i suoi studi personali sui temi della percezione e dell'aspetto sociale del design, alla sua funzione nella vita quotidiana e al ruolo del designer nel processo industriale.

Il designer, secondo Mari, non si sarebbe dovuto limitare alla creazione di oggetti belli e forme piacevoli: l'aspetto funzionale era imprescindibile, così come lo era l'efficienza delle scelte progettuali in campo di materiali e lavorazioni, non può esservi poesia senza metodo.

Mari recupera lo slogan del Movimento dell'Arte Programmata, di cui era stato esponente in gioventù, che cita: il nostro scopo è fare di te un partner. L'utente non è più consumatore passivo, ma diventa un fruitore di un oggetto e di un processo (quello del design) in cui ha una parte attiva.

Secondo un altro grande del design italiano, Alessandro Mendini, Mari non è un designer, se non ci fossero i suoi oggetti mi importerebbe poco. Mari invece è la coscienza di tutti noi, è la coscienza dei designers, questo importa.

Critico verso ciò che è diventato il design una volta conclusa l'epoca d'oro degli anni sessanta e settanta, Mari attribuisce al marketing la colpa di aver trasformato il designer da filosofo creativo in semplice interprete di tendenze. A fronte di queste considerazioni, nel 1999 Mari scrive il Manifesto di Barcellona, in cui sostiene che è necessario ritornare alla "tensione utopizzante delle origini del design" e invoca un nuovo giuramento di Ippocrate per cui "l’etica è l’obiettivo di ogni progetto".[1]

La carriera di designer[modifica | modifica sorgente]

Mari è universalmente considerato uno dei maggiori teorici del design italiano e mondiale.

Sin dagli anni cinquanta partecipa ai movimenti di avanguardia legati al design, entrando nel gruppo dell'Arte Cinetica: lì ha modo di conoscere Bruno Munari, che influenzerà parte dei suoi lavori futuri, quali 16 animali e 16 pesci.

Nel 1963 diventa coordinatore del Gruppo Nuova Tendenza e organizza l'esposizione del gruppo alla Biennale di Zagabria del 1965.

Dal 1963 al 1966 insegna presso la Scuola Umanitaria di Milano: fu la prima delle sue esperienze da docente, che continuate sino agli anni 2000 in numerose scuole prestigiose tra cui il Politecnico di Milano, dove tenne diversi corsi nelle facoltà di Disegno Industriale e Architettura, o a Parma dove fu docente di Storia dell'Arte.

Durante quegli anni elaborò una propria teoria sul design e la mise in pratica nei progetti su cui lavorò nei settori del prodotto, della grafica e degli allestimenti. Per quest'opera continua di approfondimento, è stato premiato nel 1967 con un Compasso d'Oro per le sue "ricerche individuali sul design".

Sempre nel 1967 cominciò la sua decennale collaborazione con Gabbianelli: a fronte della richiesta di disegnare alcune decorazioni per delle "piastelle di design", Mari rifiutò di svolgere un semplice ruolo di grafico e intraprese un complesso percorso filosofico che lo ha portato a rivedere alle radici il concetto di decorazione a parete. Per le sue piastrelle (Serie Elementare del 1968, Traccia del 1978 e Decorato a Mano del 1981, tra le più importanti), Mari recupera tecnologie del passato ed elabora una poetica delle forme e dei colori fatta di segni elementari.

Nel 1974 Mari dà alle stampe Funzione della ricerca estetica, in cui sposta l'attenzione del dibattito sul design dal prodotto alla figura del designer.

Nel 1972 Mari partecipa all'esibizione Italy - The New Domestic Landscape, al MOMA di New York: la mostra, importantissima e che segnò la nascita della fama del "Made in Italy" nel mondo, contiene oggetti dei più grandi designer dell'epoca, quali Vico Magistretti, Ettore Sottsass e Paolo Lomazzi.

Mari era presente alla mostra con il vaso reversibile Pago-Pago (1969) di Danese, un vaso in ABS stampato che poteva essere usato dritto o capovolto, cambiandone l'aspetto estetico: l'idea di fondo era di consentire flessibilità d'uso, data l'impossibilità di creare il design perfetto per ogni ambiente.

Dal 1976 al 1979 è stato presidente dell'Associazione per il Disegno Industriale, assegnatrice dei premi Compasso d'Oro per il design.

Nel 1983 l'Università di Parma gli ha dedicato una mostra personale, grazie a una collezione di 8500 schizzi e disegni originali donati da Mari al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'ateneo.

Opere di Mari sono esposte nei principali musei di arte e design del mondo, tra cui, per esempio, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, o il Museum of Modern Art di New York o il Triennale Design Museum di Milano.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 ha ricevuto il Royal Designers for Industry[2], premio conferito dalla Royal Society of Arts.

Nell’ottobre 2002 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Disegno Industriale dalla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.

Nel 2008 gli è stata dedicata dalla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Torino una personale antologica, in occasione dell'Anno Internazionale del Design.

Riceve 5 Compassi d'Oro, di cui l'ultimo nel 2011, alla carriera.

Prodotti[modifica | modifica sorgente]

Mari è autore di oltre 1500 oggetti, realizzati per le maggiori aziende italiane. Tra queste, vi sono Zanotta, Driade, Alessi, Danese, Artemide, Olivetti, Ideal Standard e Flou.

Oltre al già citato Pago-Pago, sono molti gli oggetti significativi creati da Mari.

Putrella[modifica | modifica sorgente]

Uno degli oggetti più famosi di Mari è il vassoio Putrella per Danese Milano: il vassoio è fatto da un unico pezzo di trave da edilizia in acciaio (una putrella, appunto), piegata alle estremità. Particolarità dell'oggetto sono proprio le pieghe, fatte su un semilavorato che viene creato e usato proprio per la sua capacità di non piegarsi facilmente; il materiale, tipico dei cantieri e del mondo industriale, viene decontestualizzato e posto in un salotto o in un altro ambiente nobile, con un intervento creativo basato sull'ironia creativa.

In Attesa[modifica | modifica sorgente]

Quest'oggetto per Danese Milano, del 1971, è uno degli esempi della fusione tra ricerca formale e funzionale che permea l'opera di Mari. Si tratta di un cestino per la carta, a forma di parte terminale di tubo che sporge -inclinato- dal pavimento su cui viene poggiato. Il nome, "In attesa", si riferisce alla funzione del cestino, che appunto attende il lancio di palle di carta verso la sua bocca inclinata.

Sof-Sof[modifica | modifica sorgente]

Una sedia molto semplice, in tondo di acciaio elettrosaldato su cui sono posti due soffici e generosi cuscini che creano un netto contrasto con la struttura cromata. È stata prodotta nel 1972 per Driade, e poi riedita nel 2003. Questo prodotto è stato uno degli anticipatori di una tendenza che si sarebbe diffuso a metà degli anni settanta, caratterizzato da prodotti economici da produrre e a bassa tecnologia, ma ottimizzati per la lavorazione industriale.

Delfina[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979 Mari torna a progettare sedie in tondo metallico, con la Delfina. La forma è semplicissima, con seduta e schienale in cotone e microfibra montati tramite una cerniera a zip. Il progetto, realizzato per Driade spa gli valse il suo secondo Compasso d'Oro.

Formosa[modifica | modifica sorgente]

Un calendario da parete, realizzato nel 1963[3] per Danese. Su una piastra di alluminio si montano pannelli in PVC con i numeri e le date.

Sumatra[modifica | modifica sorgente]

Sumatra è un portadocumenti impilabile da ufficio, in plastica colorata. Nato nel 1976 per Danese.

Bric[modifica | modifica sorgente]

Realizzato insieme ad Antonia Astori per Driade nel 1977, Bric è un sistema di autoprogettazione e autocomposizione dell'arredo, composto da mobili modulari venduti in kit di montaggio.

Tonietta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1987 Mari produce per Zanotta la sedia "Tonietta", con struttura in alluminio e seduta in polipropilene. La sintesi tra forma e funzione permette a Mari di vincere il suo terzo Compasso d'Oro.

Legato[modifica | modifica sorgente]

Per Driade Mari nel 2001 elabora un tavolo quadrato, realizzato da un piano in legno truciolare finito a ebano e gambe in acciaio con supporti in alluminio. Con questo progetto vince il suo quarto Compasso d'Oro.

Mariolina (2002)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 Mari ha progettato per Magis la sedia Mariolina[4]. Si tratta di una sedia impilabile con struttura in tubo d'acciaio e seduta e schienale formati in polipropilene[4] per stampaggio a iniezione. La struttura tubolare è cromata o finita con verniciatura grigio-metallizzata in resina epossidica[4].

Il gioco delle favole[modifica | modifica sorgente]

Nel 1965 Mari progetta questo libro-gioco, oggi prodotto da Corraini, considerato tuttora uno dei più interessanti giochi per stimolare la creatività infantile. Composto da 6 tavole su cui sono raffigurati animali ed elementi vari della favolistica classica, lascia al bambino la totale libertà di smontare e rimontare gli scenari, come fossero le quinte teatrali della propria personalissima storia.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • 1961: L'altalena Danese
  • 1978: Serie Carte da disegno, articolata nei cinque fascicoli: 1.Sulle facce; 2.Un treno carico di..; 3.Paesaggi; 4.Sogni e altre cose; 5.Soggetti e sequenze Corraini Editore
  • 2008:Lezioni di disegno Rizzoli
  • 2001: Progetto e passione
  • 2011: 25 modi per piantare un chiodo, Arnoldo Mondadori Editore

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stralci di un'intervista realizzata da Maria Paola Orlandini aEnzo Mari. URL consultato il 13 maggio 2013.
  2. ^ Current Honorary Royal Designers, dal sito della RDA
  3. ^ Formosa calendario da parete di Danese | Accessori per abitazioni / uffici
  4. ^ a b c Naoto Fukasawa, Jasper Morrison, Super normal: sensations of the ordinary, Lars Müller Publishers, 2007 (p. 108 e 115)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 112227386 LCCN: n50040792